Stirarsi i capelli negli anni 60

La moda di piastrarsi i capelli, rendendoli completamente lisci, divenne popolare attorno agli anni ’60 circa, grazie a film e alle dive di Hollywood. Le piastre per capelli vennero commercializzate attorno a quel periodo, ma la loro diffusione fu lenta e difficoltosa, principalmente a causa dei prezzi, inizialmente destinati a un’utenza professionale.

Per ovviare alla mancanza di una piastra si ricorreva a uno stratagemma semplicissimo, usare il ferro da stiro.

Il principio del ferro è infatti uguale a quello della piastra (il lisciamento mediante calore) e l’economicità del mezzo garantiva disponibilità a chiunque. I capelli venivano quindi stirati, come si fa con i vestiti, sull’asse da stiro, e si organizzavano delle sessioni di “stiraggio” di gruppo, dove un’amica prima stirava i capelli a un’altra e poi le posizioni si invertivano.

I rischi della pratica non erano indifferenti, principalmente a causa della semplicità dei ferri di allora, che non avevano le gradazioni di temperatura, e per i quali qualche secondo in più sullo stesso punto avrebbe rischiato di rovinare irrimediabilmente la chioma della cliente.

Fortunatamente per le ragazze dell’epoca, le piastre per capelli diventarono accessibili nel giro di pochi anni, e già negli anni ’70 i ferri da stiro venivano usati solo per i vestiti. Il ricordo di quei pochi anni, di moda “fai da te”, rimane indelebile nelle fotografie dell’epoca.
Difficilmente oggi i ferri da stiro vengono usati per lisciare i capelli, ma in diverse zone rurali spesso non c’è altro metodo…

Fonte Vanillamagazine

Hollywood Boudoir : shooting copertina

La copertina del mese di Gennaio si ispira alle dive di Hollywood, vediamo qui di seguito quali consigli seguire per realizzare scatti patinati ed estremamente femminili. 

Indispensabile in questo caso affidarsi ad una truccatrice esperta, il make-up e l’acconciatura anni 50 non possono mancare e devo essere realizzati in una maniera impeccabile.
Per questo servizio fotografico mi sono affidata al trucco e parrucco di Morena, titolare del Salone Damasco a Milano: eyeliner nero, ciglia lunghe piene, rossetto rosso acceso e pelle perfetta.

Scegliere se far indossare un abito o la lingerie è solo una vostra decisione e dipende da ciò che avete in mente.
Per la rivista Fotografia Boudoir Italia ho optato per un intimo elegante e di classe: body in pizzo nero e lingerie bianca offerta da Gaya Boutique a Milano.

Lingerie Gaya Boutique Milano

L’arredamento dello studio Portrait de Femme con divano e poltrona in pelle sono stati perfetti, ma se non avete a disposizione una location arredata vanno bene anche una sedia, uno sgabello o un materasso gonfiabile ricoperto ad esempio con un tessuto damasco, acquistabile in internet o nei negozi di tessuti.

L’illuminazione consigliata è quella continua, possibilmente un faretto con alette direzionali cosi da indirizzare la luce come fosse un fascio che illumina il soggetto. Vi consiglio di posizionarla a 45°  (sinistra o destra) e il più in alto possibile.
Un punto luce può andar bene, ma se volete illuminare anche i capelli dandogli una certa tridimensionalità potete usare un secondo faretto posto dietro alla donna e a 45°.
Facendo una ricerca in internet ho notato che spesso vengono usati gli illuminatori a led con lente di Fresnel della Lupolux.

( immagine da Creativelive)

Per questo servizio fotografico ho voluto provare a illuminare il mio soggetto con un flash monotorcia e un beauty Dish : ho scelto il beauty Dish e non il softbox perché il primo crea una luce più dura con ombre nette sicuramente maggiori del softbox, questo ha reso il viso ben illuminato con un deciso gioco di contrasto, tuttavia la resa sul resto del corpo non è stata a mio avviso ottimale.
Nei prossimi mesi proverò i led della Lupolex cosi da poter fare un confronto.

Per quanto riguarda la post produzione vedo che spesso altri fotografi ritoccano la pelle in maniera molto decisa dandogli quell’aspetto livellato, patinato molto glamour, questo è a vostra discrezione, io preferisco mantenere l’autenticità del soggetto.

Partiamo dal colore
per continuare col bianco e nero
il cerchietto all’interno dell’occhio è il beauty dish

Si ringrazia Luciana Morotti  per aver posato per Fotografia Boudoir Italia

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: