Madonna “vengo punita per aver compiuto 60anni”

Madonna è tornata da poco con il nuovo singolo Medellin (featuring Maluma) e il brano promozionale “I rise”. Il prossimo disco di inediti, Madame X, uscirà il 14 giugno 2019.
La cantante ha rilasciato un’intervista per Vogue nella quale si è raccontata apertamente, sottolineando come, in questo periodo, si senta criticata solo perché ha compiuto 60 anni.

“La gente ha sempre cercato di zittirmi per un motivo o per un altro, che sia che non sono abbastanza carina, non canto abbastanza bene, non ho abbastanza talento. E ora è che non sono abbastanza giovane. Sto combattendo l’ageismo, vengo punita per aver compiuto 60 anni.”

L’intervista verrà pubblicata sul numero di giugno di Vogue https://www.vogue.co.uk/article/madonna-on-ageing-and-motherhood

Fotografia Boudoir Italia si è già occupata nei mesi scorsi delle donne 60enni, parlando della situazione in Italia e all’estero del Boudoir over 60
https://fotografiaboudoiritalia.com/fotografia-boudoir-over-60/

Boudoir “over”

Boudoir – sensualità: l’associazione di pensiero è presto fatta e mi offre uno spunto di riflessione per capire dove vogliamo andare nel nostro modo di intendere la fotografia boudoir e chi vogliamo rappresentare.
Sensualità e sessualità sono due termini che la nostra società attribuisce a determinate categorie di persone, come fossero abiti immaginari che solo alcuni sono “autorizzati” ad indossare metaforicamente, ed ecco ad esempio che le persone con disabilità non vengano considerate sexy o con una sana e attiva attività sessuale. 
Come se per essere sensuali o sessualmente interessanti si debba passare un test matematico dettato da criteri di perfezione stabiliti dalla società.
Abbiamo visto qualche anno fa col progetto Boudoir Disability quante persone si siano stupite nel poter anche solo considerare sexy donne con qualche forma di disabilità o pensare, direi scoprire, che anche loro fanno sesso e creano nell’altro/a desideri erotici, come se avere un qualche difetto rendesse le persone asessuate. 
La stessa cosa accade a mio avviso alle persone oltre i 60 anni, soggetti considerati dalla società come persone sul “viale del tramonto” della sessualità che hanno emozioni e pulsioni ormai spente, cosa del tutto inesatta e non aggiornata ai tempi odierni. 
Dopo un’attenta analisi fatta sugli over 60 viene fuori che oggi le persone definite tali hanno ancora una fertile e attiva vita sessuale, con pulsioni, desideri, bisogni, con una fantasia ancora viva e una voglia di giocare con il/la proprio/a partner invidiabile da molti giovani, con frequentazione nei sexyshop o con prestazioni richieste a pagamento in caso in cui manchi una compagna. 
“Nell’annuale riflessione che il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) elabora sulla Terza Età con Salute-Repubblica,  emergono dati che confermano come nel periodo d’invecchiamento non venga meno la vitalità dell’anima, anche se il corpo necessita di maggiori attenzioni e cure.
Ben il 54,2% degli anziani intervistati dichiara di essere innamorato, con un valore che sale al 65,4% per gli uomini e scende al 45,2% per le donne.
La sfera sessuale continua rappresentare, e a lungo – almeno fino agli 80 anni – un elemento importante della vita. L’uso di farmaci per migliorare le prestazioni sessuali incontra un riscontro positivo nel 23% dei casi, con consenso più intenso fra i sessantenni e i settantenni.
Il 46,8% del totale sembra dare meno importanza al sesso e ciò non a causa di cambiamenti biologici ma per motivazioni valoriali o di opportunità.
Ancora oggi, infatti, forti pregiudizi “incombono” sulla sessualità dell’anziano, sessualità che viene guardata con stupore, meraviglia e talvolta fastidio e senso di repulsione.” [dati del 2010!]
Delle persone over60 ne parla approfonditamente Minnie Luongo, giornalista medico-scientifica, collaboratrice del Corriere della Sera, testimonial del progetto “Portrait de Femme over”   e ora direttore della nuova rivista “Generazione over60” .

Minnie Luongo per Portrait de Femme

La prima cosa che un fotografo deve fare, indipendentemente dal genere che tratta, è scegliere di prendere una posizione nella realtà che lo circonda, con Portrait de Femme ho deciso di rappresentare ogni tipologia di donna, ritrarla in modo autentico, con i suoi pregi e difetti, cercando di andare a valorizzare gli uni e mimetizzare gli altri, scegliendo di non discriminare nessuno.

Ogni età ha una consapevolezza diversa dell’essere donna, nascondere una parte di esse a mio avviso sarebbe non rappresentare la realtà che ci circonda. 
In Italia fotografare una donna di 60/70 anni in pose sexy sembra quasi un’eresia, un qualcosa di non adatto, di fuoriluogo: se pensiamo che già una ragazza con 5 kg in più viene definita curvy o in sovrappeso, capiamo la difficoltà di ampliare le vedute per una donna più matura in pose sensuali.

Francesca per Portrait de Femme
Paola per Portrait de Femme

Com’è la situazione all’estero? 

Attrezzatura per foto Boudoir

Non serve avere l’ultimo modello di fotocamera per realizzare fotografie interessanti, è importante come si scatta una foto, l’emozione che suscita, non il mezzo che si usa. 
Ma se avete dei soldi da spendere per un investimento migliorativo del vostro equipaggiamento, inizialmente più che sulla fotocamera vi consiglio di spendere soldi sulle ottiche fisse con una buona apertura di diaframma. 
Entrare in sintonia col soggetto che abbiamo di fronte, creare quella complicità e fiducia che la faccia sentire a proprio agio, porre l’attenzione a pose valorizzanti e movimenti sensuali, sono tutti fattori che vengono prima della semplice attrezzatura.
Si può avere la fotocamera più costosa, ma se non si sa guardare e cogliere la bellezza e l’unicità del soggetto, non si sarà mai in grado di ritrarlo.
Luce ed attrezzatura vengono scelte in base al proprio stile, alle proprie esigenze. Per quanto mi riguarda dopo aver studiato e provato vari tipi di illuminazione, ho scelto di usare quasi esclusivamente la luce naturale,cambiando di conseguenza le mie ottiche e passando così dagli zoom alle focali fisse.
Personalmente entrare in relazione col soggetto e concentrarmi su di esso,poter cogliere le sfumature dello sguardo, stare attenta alla postura del corpo, all’inquadratura, alle emozioni, rappresenta sicuramente la priorità senza dovermi distrarre dal resto. Spesso poi mi rivolgo a donne non professioniste, senza esperienza di posa e solitamente nervose ed impacciate davanti all’obiettivo.
Il fatto di posare di fronte ad un’apparecchiatura complessa può contribuire ad intimorirle e a non farle sentire a proprio agio; inoltre un equipaggiamento minimalista aiuta negli spostamenti.
Questi motivi mi hanno fatto preferire un corredo semplice e minimalista.
L’attrezzatura non è mai giusta o sbagliata, ma deve essere adatta a voi, alle vostre esigenze, stile, budget, ai vostri soggetti e all’ambiente in cui scattate; per capire quale attrezzatura fa al caso vostro un buon consiglio è quello di noleggiare varie ottiche e provarle prima di decidere di acquistarle.
Iniziate con un corpo macchina alla volta, leggendo bene il manuale di istruzione e provandolo in più situazioni; solo dopo averlo sperimentato a sufficienza potete provarne un altro. La fotografia Boudoir richiede un investimento iniziale perché ci sono diverse spese da sostenere per gli accessori, l’arredamento dello studio, il materiale di scena. Spendere del denaro per un’attrezzatura che poi non usate è una scelta che può risultare azzardata e priva di senso.
leggi l’articolo “quanto costa una fotografia boudoir” 


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La Bellezza inizia con una giusta lingerie

La valorizzazione di noi stesse inizia dalla giusta lingerie.
Una ricerca di mercato evidenzia che in Italia il 90 % delle donne non indossa un giusto reggiseno, questo dato non sorprende, spesso le donne fotografate da Portrait de Femme portano in studio una lingerie di taglia non corretta per il loro fisico o una tipologia di capo non valorizzante.
Si potrebbe pensare che questa tendenza riguardi solo le giovanissime, in realtà è un fatto che riguarda tutte le donne, anche le più mature. 
E una fotografia può essere anche realizzata in modo impeccabile, ma se l’intimo è sbagliato e non valorizza il soggetto, purtroppo non solo si vedrà in foto, ma la stessa sarà da buttare.
Ecco perchè noi di Fotografia Boudoir Italia abbiamo deciso di creare una rubrica specifica di consigli per scegliere e/o consigliare una lingerie giusta per ogni fisicità, utile non solo per tutte quelle donne che leggono la rivista per avere dei consigli mirati ad un acquisto consapevole, ma anche per tutti i fotografi Boudoir che devono in primis loro stessi conoscere ciò che può valorizzare il soggetto da ritrarre. 
Solitamente quando si entra in un negozio di intimo, alla fatidica domanda “che taglia porta?” si entra spesso un po’ in crisi, in quanto oltre la taglia standard che corrisponde alla 3° non sappiamo cosa rispondere e pensiamo che ci siano al massimo 5 taglie che coprono l’esigenza di tutte le donne, quando invece le taglie di reggiseno possono arrivare ad essere oltre le 240, a seconda dei vari parametri di torace e coppa.
Da qualche anno in Italia si è importato dall’America il “Bra Fitting” , ovvero un metodo professionale che consente di trovare il reggiseno perfetto per valorizzare le forme di ogni donna. E per fare questo diversi negozi di intimo puntano oggi ad offrire questa consulenza alle proprie clienti, le quali si affidano a persone esperte che sanno informare e consigliare. 
Dai prossimi numeri sulla rivista Fotografia Boudoir Italia potrete trovare spunti per valorizzare meglio il proprio corpo con una lingerie corretta.
In attesa scopriamo come prendere le misure del torace e della coppa per scoprire la taglia per il proprio fisico. 
 
1) Nude o con indosso un reggiseno, prendiamo un centimetro da sarta e misuriamo la circonferenza del nostro torace



2) Ora misuriamo la circonferenza del seno all’altezza dei capezzoli per capire la taglia della nostra coppa (A,B,C,D che equivale a: 1°, 2°, 3°, 4° ecc) 

Può capitare che case diverse di lingerie abbiano taglie differenti, per questo motivo spesso trovate in negozio o sul sito una tabella di riferimento. 
Sotto un esempio di tabella della casa Lormar .

Questi invece i reggiseni solitamente più usati.

[immagine dal sito Lormar]

Le vostre domande

Un lettore chiede (fotografo)
“Come si fa a capire se il messaggio che sto diffondendo col mio marchio corrisponde a quanto voglio trasmettere? 
La redazione risponde
Un modo efficace ed immediato per verificare se l’immagine che vuoi trasmettere corrisponde a quello che il tuo pubblico percepisce è quello di chiedere di scrivere in modo spontaneo, libero e d’istinto  3 – 4 aggettivi associati alla tua attività produttiva o al tuo brand. Se gli aggettivi utilizzati si ripetono spesso il messaggio percepito è chiaro e centrato. 
E’ importante anche sapere se stiamo attirando i clienti in linea col nostro target. 

Una lettrice chiede  (fotografa)
” Devo fotografare una donna in casa sua, come posso organizzarmi per non essere impreparata, non avendo mai visto la sua abitazione ?”
La redazione risponde
” Se non ti è possibile fare un sopralluogo, puoi farti mandare qualche fotografia delle stanze che pensavate di utilizzare, chiedere all’ora prevista dello shooting com’è la luce nel caso si voglia fotografare solo con luce naturale. Se ci sono pareti dai colori accesi che potrebbero creare delle dominanti. E portare in ogni caso un porta fondale mobile e due teli di colori diversi (ad esempio uno nero e uno color sabbia di lino) per coprire-nascondere eventuali librerie e disordini nell’abitazione. 

Una lettrice chiede (modella)
“Devo posare per un fotografo che non conosco, ma non vorrei trovarmi in condizioni equivoche o rischiose, come posso tutelarmi?”
La redazione risponde
E’ consigliabile andare ad un servizio fotografico sempre accompagnate da qualcuno, meglio un uomo, o una truccatrice per non essere da sola. 
Un valido e ottimo deterrente è quello di farsi pagare prima e dire che si andrà accompagnate, solitamente già questo agevola una selezione iniziale di chi ha altre intenzioni. 
Fate una ricerca in internet e guardate se ci sono recensioni negative. 
Valutate il portfolio per capire se ha già fatto fotografie equivalenti o se si sta improvvisando.
Lo stesso discorso vale per un uomo che deve fotografare una donna: per evitare fraintendimenti è sempre meglio che ci sia una terza persona cosi da scongiurare problemi dell’ultima ora. 

Se avete delle domande da porre potete scrivere alla redazione :

mail Fotografia Boudoir Italia

 

Hotel Esmeralda – Paris

Se siete a Parigi e cercate una location suggestiva dal sapore retrò non possiamo che suggerirvi l’hotel Esmeralda, albergo storico di Parigi,  all’interno di un edificio che risale al 1640. 
La sua posizione è centrale, quartiere Latino, Saint Michel, strategica per gli spostamenti, di fronte alla Cattedrale di Notre Dame e adiacente trovate la famosa libreria di Shakespeare and Company.
Bellissima è anche la passeggiata di sera lungo la Senna nel quartiere degli artisti. 
Se poi scegliete la stanza 4 , quella utilizzata per il servizio fotografico che vedete qui sotto sappiate che ci hanno dormito o girato personaggi del calibro di Claudia Cardinale, Corto Maltese, Paolo Conte, Hugo Pratt, il coreografo di fama mondiale Maurice Béjart, e tanti altri…
Nel 1968, Jane Birkin stava girando per il film di Pierre Grimblat “Slogan”, il regista aveva prenotato per lei una camera al Esméralda, la n° 4 appunto, il suo partner in questo film fu Serge Gainsbourg. Si dice che i primi incontri tra Jane e Serge fossero caotici, fino al giorno in cui Serge andò a cercare Jane Birkin al Hotel Esmeralda per portarla a cena a Maxim. Serge Gainsbourg si innamorò di Jan dal momento in cui la vide scendere con una minigonna cortissima dalla scalinata del hotel. Serge Gainsbourg e Jane Birkin poi hanno trascorso la loro prima notte insieme a Esmeralda, in questa meravigliosa camera.   

Sotto le fotografie finalizzate alla presentazione di una serie tv internazionale Butterflies” presentata il 28 settembre 2018 a Londra

Stanza 4 primo piano

Per vedere il progetto finito clicca qui

Gaya Boutique

Questo mese i capi provati per voi sono gentilmente concessi da Gaya Boutique , in via Piero della Francesca 8 a Milano. 
Carla, titolare del negozio, sorprende per la gentilezza, professionalità e amore verso il suo lavoro. I capi sono estremamente eleganti perfetti per uno shooting di gran classe. 

L’essenza delle donne
Quando ti affidi alle mani di due donne come Carla di @gayaboutiquemilano e Micaela Zuliani succede che vengano fuori delle foto di rara bellezza ed eleganza come queste.
Sta qui la forza delle donne. Sta nel tirare fuori il meglio, sta nel trasformare materia prima in opera di cui stupirsi. 
L’esperienza di Carla di @gayaboutiquemilano ha risaltato il mio corpo imperfetto e taglia 52. L’ha reso armonioso giocando con i colori e i tessuti. Mi ha permesso di sentirmi seducente dentro a questa lingerie di classe. Mi sono sentita BELLA, bella come ogni donna dovrebbe sentirsi.
L’occhio di Micaela Zuliani e la sua creatività hanno reso l’esperienza di scattare insieme magica.
Una donna che coglie la tua difficoltà iniziale da dietro l’obiettivo, che ti dice le parole giuste e che crede in te è capace di fare magie con la fotocamera.
Amiche mie, sono le donne così che sono in grado di dare a ogni quadro la pennellata giusta per renderlo opera d’arte.
Le ringrazio col cuore. “
La Grace

Un altro servizio fotografico realizzato con la lingerie di Gaya Boutique è in stile Hollywood , qui tutto l’album completo:

Membro dell’AIBP

Micaela Zuliani titolare e fotografa di Portrait de Femme è nuovo membro dell’AIBP Association of International Boudoir Photographers .
http://portraitdefemme.it/

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