VETRINA PROFESSIONISTI

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Fotografia Boudoir Italia offre 3 servizi:
1. rappresenta la prima e unica vetrina in Italia di professionisti specializzati del settore Boudoir;
2. propone contenuti utili per conoscere e migliorare la cultura del settore Boudoir; rubriche specifiche rivolte alle modelle sulla scelta dell’intimo, conoscere il proprio corpo, acquistare online capi e accessori per la propria attività boudoir; articoli d’ispirazione per ottenere foto strepitose, consigli sull’acquisto dei props e accessori per i vari set ;
3. offre uno scambio di informazioni concrete tra i fotografi operanti sul territorio nazionale e quello internazionale, grazie alla collaborazione con l’AIBP Association of International Boudoir Photographers;
Fotografia Boudoir Italia ha come valore prioritario diffondere e migliorare il livello qualitativo e professionale della fotografia di questo settore.

VETRINA
la prima e unica vetrina in Italia di professionisti specializzati del settore Boudoir regolarmente inquadrati.

CONTENUTI
Articoli, interviste, contenuti d’ispirazione Boudoir

CONFRONTO
tra fotografi italiani e stranieri sui problemi concreti di marketing, shooting, gestione del cliente, acquisto di materiali.


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Corso per aspiranti modelle Boudoir

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Micaela Zuliani fotografa professionista di Boudoir dal 2010 e titolare dello studio Portrait de Femme, tiene corsi di formazione per fotografi e corsi di pose per aspiranti modelle boudoir .
Non è un corso per modelle di moda, ci tiene a precisarlo, in quanto approccio e pose sono completamente differenti.
Per maggiori informazioni visita il sito

Micaela Zuliani dal 2010 diffonde in Italia la fotografia Boudoir e rompe con ogni conformismo di bellezza.

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Fin dagli esordi della sua attività, Micaela Zuliani titolare e fotografa di PORTRAIT DE FEMME ® lotta per abbattere ogni discriminazione e pregiudizio e lo fa proprio con il Boudoir, grazie ai suoi tanti progetti e campagne sociali, per citarne qualcuna: Boudoir Disability, Portrait de Femme Therapy ed oggi Boudoir over 60.
https://www.micaelazuliani.com/portraitdefemme

Ecco l’intervista fatta da reflex-mania a Micaela Zuliani, che non solo è la fotografa di boudoir più conosciuta in Italia, ma anche quella che più di ogni altro ha contribuito negli ultimi anni a rendere popolare questo genere.
La sua lunga intervista, per la quale la ringrazio davvero, mi ha davvero colpito, soprattutto per una caratteristica secondo me davvero poco comune: in qualche modo rispecchia perfettamente il genere fotografico per cui Micaela è famosa.
Dal colpo di fulmine per la fotografia alle esperienze negative che la hanno condizionata personalmente e artisticamente, dall’introduzione del genere in Italia al successo del progetto Boudoir Disability, dal rapporto con i soggetti fotografati a quello con sé stessa e con i suoi allievi, Micaela ci regala infatti oggi non tanto, o non solo, un elenco delle sue esperienze e una “lezione” sulla fotografia, ma il ritratto intimo di una fotografa con un coraggio di mettersi in gioco che davvero le invidio!
E forse è proprio questa nota del suo carattere a permetterle, più di ogni altra, di aiutare i suoi soggetti e i suoi allievi a liberarsi, rispettivamente davanti e dietro all’obiettivo, e a vivere in pieno l’emozione “sottile e potente” della fotografia Boudoir.

Qui tutta l’intervista : https://www.reflex-mania.com/micaela-zuliani-boudoir/

Intervista a Monica Cordiviola

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Ciao Monica, da anni seguo il tuo modo di rappresentare le donne, unico, fisico, carnale. Ciò che contraddistingue le tue fotografie è l’immagine di una donna forte, carismatica che non ha paura di mostrarsi ed essere autentica, non richiede il consenso ma è ciò che vuole essere. Percepisco che ci sia molto del soggetto ritratto, ma anche molto di te, seguendoti un po’ su facebook.
Hai fotografato bellissime donne tra cui la più conosciuta Martina Colombari, lavori per riviste ed editoriali di moda, ultimamente ti stai rivolgendo però anche alla fotografia maschile, fotografando si modelli, ma anche personaggi famosi nel mondo della ristorazione tra cui il grande chef Cracco.
Da qui vorrei farti alcune domande, oggi un assaggio perché domani ci sarà un altro articolo dedicato alla mostra  “Dialoghi d’autore, un percorso nella fotografia contemporanea” stasera a Bottega immagine.

1) E’ vero che ogni persona è a sé, ma vedi delle differenze tra i soggetti maschili e quelli femminili che devi fotografare? Il tuo approccio è lo stesso o cambia?
Trovi delle resistenze maggiori negli uomini a lasciarsi andare essendo comunque scatti anche molto intimi ed espressivi ?

Monica: Tendenzialmente non trovo che ci siano differenze nel fotografare uomini e donne, è ovvio che bisogna fare una specifica,  nel senso che fotografare degli uomini modelli professionisti è un conto, se invece parliamo di fotografare donne o uomini non professionisti allora si, lì le differenze ci sono perché una donna è più predisposta a stare davanti alla macchina fotografica, è da sempre più vanitosa rispetto all’uomo, sebbene nell’ultimo periodo anche gli uomini iniziano ad esserlo. L’uomo invece è sempre più ostico davanti all’obiettivo e preoccupato di cosa deve fare, come verrà, non sa come mettersi e teme di non venire bene in foto.
Quindi se devo rispondere penso che a livello fotografico sia questa la differenza più evidente tra l’universo femminile e l’universo maschile.
Per quanto riguarda il mio approccio, no non cambia nei confronti di un uomo o di una donna: sul lavoro sono una persona estremamente seriosa, perfezionista, mi piace curare tutto nei minimi dettagli, quindi per me avere davanti un uomo, una donna, una persona anziana o un bambino poco cambia.
Il fatto che io nasca come ritrattista autodidatta e autoritrattista è determinante e mi ha agevolato: ho iniziato 15 anni fa realizzando autoritratti che mi hanno permesso di capire come stare davanti alla macchina fotografica e ogni qualvolta mi trovavo di fronte una donna da ritrarre, che voleva tirare fuori quello che era il suo lato più femminile, più sensuale, ho sempre cercato di proiettarmi nella sua fisicità, traslarla nella mia, domandandomi come sarebbe essere fotografati da questa persona e come potrei essere al meglio. E così riuscivo, non sempre perché non è sempre facile, a tirare fuori il lato migliore che io percepivo in quella persona.
Nell’uomo non cerco di tirar fuori il lato sensuale, erotico, non mi interessa, sono molto più attratta dal tirare fuori quelle cose che per loro sicuramente sono definite debolezze, mentre per me sono dei gran punti di forza a livello fotografico in un ritratto, mi piace far venire fuori quelli che sono i talloni d’Achille di questi maschietti.

2) Fra pochi giorni inizia il tuo primo workshop di ritratto specifico sull’uomo , due giornate interamente dedicate all’arte di fotografare uomini, dall’uso della luce alle tecniche di post-produzione fornendo utili consigli per ritratti, pubblicità e immagini di moda. E in commercio ad oggi esistono solo un paio di libri dedicati a questo tipo di fotografia eppure a mio avviso è un mercato in forte espansione e ghiotto per molti fotografi. Come è stata la reazione degli addetti al lavoro, i fotografi e le fotografe sono interessati ad investire sugli uomini ?

Monica:  la reazione al workshop di ritratto maschile inizialmente è stata immediata, molto intensa, nel senso che mi hanno scritto tantissime persone, devo dire quasi tutte fotografe donne, solo due uomini hanno aderito finora all’iscrizione e questo mi fa pensare parecchio, perché fondamentalmente la fotografia di ritratto è un ritratto. Potrebbe essere un ritratto ad un uomo, a una donna, a un anziano, a una persona bella, a una persona oggettivamente più bruttina, a un animale. E’ un ritratto e un ritratto per me dovrebbe essere asessuato, scevro da ogni vincolo mentale che ci si possa mettere sopra, quindi se tu ami il mio genere di fotografia, che io ritraggo una donna o un uomo non dovrebbe cambiare, è sempre un ritratto.
Detto questo, penso che in Italia ci sia ancora qualche tabù da buttare giù, abbiamo purtroppo fior fiore, decine, centinaia di eventi fotografici del sabato e della domenica, da un tanto al chilo, e non voglio parlarne male perché si è detto e ridetto di tutto e di più.  Mi riferisco al fatto che la Fotografia di un certo tipo non dovrebbe scendere a certi livelli, a certi compromessi, quindi molto probabilmente qua in Italia credo che ci sia ancora l’emblema della “bellona”. Ti faccio un esempio: se io faccio un workshop con una donna,  devo farne uno a metà maggio sia a Roma che qua a Milano, ho già fatto il sold-out . Questo ti fa capire la differenza, che per la fotografia al maschile le persone sono ancora un po’ reticenti ed è brutto perché ci si riferisce ad un essere umano, l’uomo nella sua bellezza, nella sua particolarità, nelle sue caratteristiche quindi ecco non dovrebbe avere sesso secondo me il ritratto.

3) Pensi ci sia una differenza nella fotografia maschile tra l’estero e l’Italia oggi ?
Monica: 3) Sì sicuramente c’è molta differenza perché all’estero e soprattutto in Europa del Nord gli uomini modelli professionisti lavorano tantissimo e sono molto richiesti, decisamente meno rispetto al mercato italiano. Poi se parliamo di uomini normali, che non lo fanno di mestiere, sì  non c’è assolutamente mercato e secondo me dovrebbe crescere perché è vero che noi donne siamo splendide, ma lo sono altrettanto gli uomini. Sarebbe bellissimo fotografarli in maniera del tutto naturale e lavata da tutti questi preconcetti che ancora purtroppo ci sono.

4) Il fatto che ci siano più fotografe donne come corsiste lo vedi come una maggiore apertura mentale della donna o perché pensi l’ uomo fotografo sia in difficoltà a fotografare un altro uomo o per il discorso che al fotografo interessa più la donna da ritrarre magari poco vestita?

Monica: Io credo che sia un po’ riferito a entrambe le cose, cioè sia la donna che mentalmente da questo punto di vista è sicuramente molto più elastica, molto più aperta a certe esperienze nuove, a una fotografia comunque diversa, differente, e credo che sia anche ahimé un discorso che l’uomo fotografo  sia più in difficoltà a fotografare altri uomini soprattutto se ci riferiamo al nudo maschile. Se tu pensi ai grandi maestri della fotografia mondiale, la maggior parte di quelli che fotografavano uomini nudi erano praticamente quasi tutti omosessuali quindi credo che ci sia proprio una reticenza in questo senso. Nella storia dell’arte in generale, in tutta la nostra cultura occidentale, una cosa che salta subito agli occhi è la quasi totale mancanza di donne, nella pittura e nella scultura sono state dominate dai maschi e solo ultimamente invece che nell’architettura, nella pittura e forse nella fotografia tante donne  hanno intrapreso questa strada. E’ una grande rivincita anche se il panorama totale è sempre una minoranza. Per quanto riguarda invece il discorso della donna fotografa che ritrae gli uomini, penso che ci sia ancora un gap da superare, però noi ci proviamo.

So che sei molto impegnata ad allestire la mostra, per cui ti ringrazio del tempo dedicato e ti faccio un in bocca al lupo per stasera e per il tuo nuovo workshop.

Il suo account Instagram: www.instagram.com/monicacordiviola/
Il suo sito personale: www.monicacordiviola.com

stasera, 21 marzo dalle ore 19:00 alle 20:30
DIALOGHI D’AUTORE : Monica Cordiviola
Incontro, mostra e proiezione immagini
presso Bottega Immagine
via Farini, 60 Milano
http://www.bottegaimmagine.it/dialoghi-d-autore/

workshop GLI UOMINI di Monica Cordiviola
http://www.bottegaimmagine.it/gli-uomini-di-monica-cordiviola/

Boudoir con luce artificiale

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Se volete ricreare l’effetto della luce naturale potete posizionare il softbox a 45° dal soggetto, a destra o a sinistra. Se l’altra parte illumina poco il soggetto e non avete a disposizione una seconda luce, potete dare un tocco di schiaritura con un pannello riflettente argentato o un pannello di polistirolo bianco.

Eco-Boudoir quando la sostenibilità diventa sexy

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Negli ultimi anni brand importanti si sono preoccupati di unire bellezza, eleganza, femminilità avendo tuttavia cura di rispettare l’ambiente, utilizzando materie prime raccolte e non alterate da prodotti chimici e tossici durante tutto il ciclo produttivo per limitare al minimo l’impatto ambientale.
I tessuti utilizzati come il cotone organico, il bambù, la lana, la seta organica, i tessuti riciclati, sono certificati a livello internazionale.
E così mentre Fast Fashion cavalca un’onda di sfruttamento dei lavoratori e indumenti usa e getta, nasce e si diffonde il movimento Slow Lingerie contro gli sprechi e la pratica dello sfruttamento.

Elizabeth Joy blogger di Conscious Life & Style, sempre attenta al mondo della sostenibilità ha stilato una lista di 16 marchi migliori in fatto di lingerie etica, che noi di Fotografia Boudoir Italia siamo andate a curiosare per un acquisto eco-sostenibile e accessibile anche online.

1. AmaElla
AmaElla utilizza solo cotone biologico e stampe certificate GOTS nelle loro collezioni, offrendo capi intimi privi di sostanze chimiche nocive e sostanze irritanti.

2. Anekdot
Anekdot utilizza materiali riciclati per i loro splendidi pezzi. Si riforniscono di tessuti di lusso in eccedenza, da avanzi di produzione, scorte, scarti e materiali vintage.

3. Aikyou
Aikyou si concentra sulla realizzazione di reggiseni femminili per piccoli busti.

4. Naja
Naja propone un’ampia varietà di prodotti, dalle stampe audaci alla campagna Nude For All, con reggiseni e biancheria intima in sette diverse tonalità di nudo.
Naja utilizza la stampa digitale per ridurre drasticamente l’utilizzo di acqua e utilizza materiali da bottiglie di acqua riciclata, ove possibile.

5. Chakra Intimates
Il marchio di lingerie Chakra Intimates cuce a mano cristalli reiki in ogni capo. Le pietre preziose di origine etnica aiutano ad equilibrare, potenziare ed energizzare le donne che indossano questi pezzi.
Chakra Intimates è anche consapevole della terra e della sua comunità, usando tinture a base vegetale, tessuto biodegradabile al 100% e creando i propri indumenti localmente.

6. Underprotection
Il marchio all-vegan utilizza tessuti ecologici nelle loro collezioni, tra cui poliestere riciclato, lyocell, cotone certificato GOTS e lana riciclata. Per garantire una produzione trasparente, salari equi e un buon ambiente di lavoro, Underprotection lavora a stretto contatto con una piccola fabbrica di New Delhi .

7. Brook There
Brook There si concentra sul comfort e un’estetica semplice, minimalista. I loro reggiseni non imbottiti, mutandine, magliette e altri articoli di base sono realizzati negli Stati Uniti.Il marchio sceglie una produzione a basso impatto riducendo al minimo il trasporto e spedisce i prodotti finali ai clienti in poli sacchetti riciclati e carta riciclata.

8. Between The Sheets
Between The Sheets ha una lingerie ultra-femminile realizzati con materiali ecocompatibili. Questo marchio di New York ha assunto un chiaro impegno nei confronti della produzione locale, mantenendo la produzione all’interno del Garment Centre di New York.

9. Clare Bare
Questo designer con sede a Los Angeles utilizza materiali ecologici, tra cui tessuti vintage e jersey di bambù, per creare splendide lingerie. Le collezioni di ispirazione vintage del marchio includono flirty bralettes, body audaci e stili strappy.
Clare Bare utilizza coloranti organici e opere d’arte serigrafate per minimizzare il loro impatto ambientale.

10. Faelyn
Faelyn è un marchio di abbigliamento eco-consapevole dall’estetica sognante e stravagante. L’etichetta è prodotta consapevolmente a Brooklyn con tessuti organici provenienti dagli Stati Uniti ogni volta che è possibile.
Il marchio femminile flirty incorpora volant, graziosi pastelli e cotone super morbido (biologico) nei loro disegni.

11. Eco Intimates
L’intera collezione di Eco Intimates è accuratamente realizzata a mano in un piccolo studio a Bali per garantire la produzione etica e i più alti standard di qualità. Questa attenzione ai dettagli è evidente nei loro intricati disegni e graziose rifiniture in pizzo.

12. Lé Buns
Questo marchio australiano è consapevole di ogni fase del processo di produzione, procurandosi cotone biologico Fair Trade cresciuto in India e producendo eticamente in piccole strutture a conduzione familiare. Queste strutture utilizzano pratiche di produzione ecologiche: conservano energia e acqua, ove possibile, e lavorano per ridurre al minimo gli sprechi.

13. Lara Intimates
Lara Intimates è un marchio eco-consapevole con sede a Londra che utilizza tessuti di lingerie di lusso recuperati che altrimenti sarebbero finiti nelle discariche. Questo marchio ecologico presenta un design grazioso e femminile e pone anche l’accento sul comfort, incorporando l’elastico al posto del filo e delle reti morbide in molti dei loro disegni.

14. Uye Surana
Uye Surana è un marchio di lingerie consapevole realizzato a mano a New York City; fornisce i propri materiali da fornitori locali e fornitori fidati oltreoceano, oltre che da materie prime recuperate. Questo marchio ecologico si concentra tanto sul comfort quanto sull’estetica, creando una bellissima lingerie da indossare

15. Do You Green
Do You Green è un marchio di lingerie eco-chic con sede a Parigi. Il materiale principale nelle loro collezioni è un tessuto super morbido, anallergico, realizzato con fibre di legno di pino provenienti da foreste di pini marittimi sostenibili in Francia.
L’etichetta ecologica ha un’estetica femminile con un tocco decisamente parigino, che incorpora pizzi francesi e tagli unici ed eleganti.

16. Only Hearts
Only Hearts è un marchio di lingerie prodotto a New York. ll marchio è stato indossato da artisti del calibro di Kate Moss e Scarlett Johansson, ma si concentra soprattutto sulla donna di tutti i giorni con i suoi splendidi capi disegnati in morbidi tessuti.

17. Oysho
Oltre a questi marchi, non possiamo non citare anche OYSHO brand spagnolo con negozi diffusi in Europa e in tutta Italia che pone l’attenzione sulla sostenibilità a 360° : non solo sui capi quindi ma anche sull’imballaggio, sull’energia, sull’acqua utilizzata durante tutte le fasi produttive.

TOUR BOUDOIR 2019 in giro per l’Italia

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NEWS !!! Fotografia Boudoir Italia organizza delle tappe in varie città d’Italia per dare la possibilità a tutte le donne di essere fotografate in pose sensualissime dalla fotografa Micaela Zuliani del prestigioso marchio Portrait de Femme, riconosciuto a livello internazionale. Un servizio fotografico fatto da donne e rivolto alle donne.


VENEZIA SHOOTING BOUDOIR DELUXE – DA FAVOLA !!! Per iniziare con eleganza e gran classe il TOUR 2019 organizzato da Fotografia Boudoir Italia, comunichiamo che il 21 febbraio 2019 verrà realizzato un esclusivo ed eccezionale servizio fotografico Boudoir. Si inizia con VENEZIA!


Lo straordinario hotel scelto è Hotel New Reiter, recensito con 9.3, accessibile ♿. La stanza scelta è deluxe con ATTICO e vasca idromassaggio Jacuzzi ! ! Solo 2 posti liberi, chiedi il preventivo via mail fotografiaboudoiritalia@gmail.com

Boudoir “over”

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Boudoir – sensualità: l’associazione di pensiero è presto fatta e mi offre uno spunto di riflessione per capire dove vogliamo andare nel nostro modo di intendere la fotografia boudoir e chi vogliamo rappresentare.
Sensualità e sessualità sono due termini che la nostra società attribuisce a determinate categorie di persone, come fossero abiti immaginari che solo alcuni sono “autorizzati” ad indossare metaforicamente, ed ecco ad esempio che le persone con disabilità non vengano considerate sexy o con una sana e attiva attività sessuale. 
Come se per essere sensuali o sessualmente interessanti si debba passare un test matematico dettato da criteri di perfezione stabiliti dalla società.
Abbiamo visto qualche anno fa col progetto Boudoir Disability quante persone si siano stupite nel poter anche solo considerare sexy donne con qualche forma di disabilità o pensare, direi scoprire, che anche loro fanno sesso e creano nell’altro/a desideri erotici, come se avere un qualche difetto rendesse le persone asessuate. 
La stessa cosa accade a mio avviso alle persone oltre i 60 anni, soggetti considerati dalla società come persone sul “viale del tramonto” della sessualità che hanno emozioni e pulsioni ormai spente, cosa del tutto inesatta e non aggiornata ai tempi odierni. 
Dopo un’attenta analisi fatta sugli over 60 viene fuori che oggi le persone definite tali hanno ancora una fertile e attiva vita sessuale, con pulsioni, desideri, bisogni, con una fantasia ancora viva e una voglia di giocare con il/la proprio/a partner invidiabile da molti giovani, con frequentazione nei sexyshop o con prestazioni richieste a pagamento in caso in cui manchi una compagna. 
“Nell’annuale riflessione che il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) elabora sulla Terza Età con Salute-Repubblica,  emergono dati che confermano come nel periodo d’invecchiamento non venga meno la vitalità dell’anima, anche se il corpo necessita di maggiori attenzioni e cure.
Ben il 54,2% degli anziani intervistati dichiara di essere innamorato, con un valore che sale al 65,4% per gli uomini e scende al 45,2% per le donne.
La sfera sessuale continua rappresentare, e a lungo – almeno fino agli 80 anni – un elemento importante della vita. L’uso di farmaci per migliorare le prestazioni sessuali incontra un riscontro positivo nel 23% dei casi, con consenso più intenso fra i sessantenni e i settantenni.
Il 46,8% del totale sembra dare meno importanza al sesso e ciò non a causa di cambiamenti biologici ma per motivazioni valoriali o di opportunità.
Ancora oggi, infatti, forti pregiudizi “incombono” sulla sessualità dell’anziano, sessualità che viene guardata con stupore, meraviglia e talvolta fastidio e senso di repulsione.” [dati del 2010!]
Delle persone over60 ne parla approfonditamente Minnie Luongo, giornalista medico-scientifica, collaboratrice del Corriere della Sera, testimonial del progetto “Portrait de Femme over”   e ora direttore della nuova rivista “Generazione over60” .

Minnie Luongo per Portrait de Femme

La prima cosa che un fotografo deve fare, indipendentemente dal genere che tratta, è scegliere di prendere una posizione nella realtà che lo circonda, con Portrait de Femme ho deciso di rappresentare ogni tipologia di donna, ritrarla in modo autentico, con i suoi pregi e difetti, cercando di andare a valorizzare gli uni e mimetizzare gli altri, scegliendo di non discriminare nessuno.

Ogni età ha una consapevolezza diversa dell’essere donna, nascondere una parte di esse a mio avviso sarebbe non rappresentare la realtà che ci circonda. 
In Italia fotografare una donna di 60/70 anni in pose sexy sembra quasi un’eresia, un qualcosa di non adatto, di fuoriluogo: se pensiamo che già una ragazza con 5 kg in più viene definita curvy o in sovrappeso, capiamo la difficoltà di ampliare le vedute per una donna più matura in pose sensuali.

Francesca per Portrait de Femme
Paola per Portrait de Femme

Com’è la situazione all’estero? 

Attrezzatura per foto Boudoir

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Non serve avere l’ultimo modello di fotocamera per realizzare fotografie interessanti, è importante come si scatta una foto, l’emozione che suscita, non il mezzo che si usa. 
Ma se avete dei soldi da spendere per un investimento migliorativo del vostro equipaggiamento, inizialmente più che sulla fotocamera vi consiglio di spendere soldi sulle ottiche fisse con una buona apertura di diaframma. 
Entrare in sintonia col soggetto che abbiamo di fronte, creare quella complicità e fiducia che la faccia sentire a proprio agio, porre l’attenzione a pose valorizzanti e movimenti sensuali, sono tutti fattori che vengono prima della semplice attrezzatura.
Si può avere la fotocamera più costosa, ma se non si sa guardare e cogliere la bellezza e l’unicità del soggetto, non si sarà mai in grado di ritrarlo.
Luce ed attrezzatura vengono scelte in base al proprio stile, alle proprie esigenze. Per quanto mi riguarda dopo aver studiato e provato vari tipi di illuminazione, ho scelto di usare quasi esclusivamente la luce naturale,cambiando di conseguenza le mie ottiche e passando così dagli zoom alle focali fisse.
Personalmente entrare in relazione col soggetto e concentrarmi su di esso,poter cogliere le sfumature dello sguardo, stare attenta alla postura del corpo, all’inquadratura, alle emozioni, rappresenta sicuramente la priorità senza dovermi distrarre dal resto. Spesso poi mi rivolgo a donne non professioniste, senza esperienza di posa e solitamente nervose ed impacciate davanti all’obiettivo.
Il fatto di posare di fronte ad un’apparecchiatura complessa può contribuire ad intimorirle e a non farle sentire a proprio agio; inoltre un equipaggiamento minimalista aiuta negli spostamenti.
Questi motivi mi hanno fatto preferire un corredo semplice e minimalista.
L’attrezzatura non è mai giusta o sbagliata, ma deve essere adatta a voi, alle vostre esigenze, stile, budget, ai vostri soggetti e all’ambiente in cui scattate; per capire quale attrezzatura fa al caso vostro un buon consiglio è quello di noleggiare varie ottiche e provarle prima di decidere di acquistarle.
Iniziate con un corpo macchina alla volta, leggendo bene il manuale di istruzione e provandolo in più situazioni; solo dopo averlo sperimentato a sufficienza potete provarne un altro. La fotografia Boudoir richiede un investimento iniziale perché ci sono diverse spese da sostenere per gli accessori, l’arredamento dello studio, il materiale di scena. Spendere del denaro per un’attrezzatura che poi non usate è una scelta che può risultare azzardata e priva di senso.
leggi l’articolo “quanto costa una fotografia boudoir” 


La Bellezza inizia con una giusta lingerie

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La valorizzazione di noi stesse inizia dalla giusta lingerie.
Una ricerca di mercato evidenzia che in Italia il 90 % delle donne non indossa un giusto reggiseno, questo dato non sorprende, spesso le donne fotografate da Portrait de Femme portano in studio una lingerie di taglia non corretta per il loro fisico o una tipologia di capo non valorizzante.
Si potrebbe pensare che questa tendenza riguardi solo le giovanissime, in realtà è un fatto che riguarda tutte le donne, anche le più mature. 
E una fotografia può essere anche realizzata in modo impeccabile, ma se l’intimo è sbagliato e non valorizza il soggetto, purtroppo non solo si vedrà in foto, ma la stessa sarà da buttare.
Ecco perchè noi di Fotografia Boudoir Italia abbiamo deciso di creare una rubrica specifica di consigli per scegliere e/o consigliare una lingerie giusta per ogni fisicità, utile non solo per tutte quelle donne che leggono la rivista per avere dei consigli mirati ad un acquisto consapevole, ma anche per tutti i fotografi Boudoir che devono in primis loro stessi conoscere ciò che può valorizzare il soggetto da ritrarre. 
Solitamente quando si entra in un negozio di intimo, alla fatidica domanda “che taglia porta?” si entra spesso un po’ in crisi, in quanto oltre la taglia standard che corrisponde alla 3° non sappiamo cosa rispondere e pensiamo che ci siano al massimo 5 taglie che coprono l’esigenza di tutte le donne, quando invece le taglie di reggiseno possono arrivare ad essere oltre le 240, a seconda dei vari parametri di torace e coppa.
Da qualche anno in Italia si è importato dall’America il “Bra Fitting” , ovvero un metodo professionale che consente di trovare il reggiseno perfetto per valorizzare le forme di ogni donna. E per fare questo diversi negozi di intimo puntano oggi ad offrire questa consulenza alle proprie clienti, le quali si affidano a persone esperte che sanno informare e consigliare. 
Dai prossimi numeri sulla rivista Fotografia Boudoir Italia potrete trovare spunti per valorizzare meglio il proprio corpo con una lingerie corretta.
In attesa scopriamo come prendere le misure del torace e della coppa per scoprire la taglia per il proprio fisico. 
 
1) Nude o con indosso un reggiseno, prendiamo un centimetro da sarta e misuriamo la circonferenza del nostro torace



2) Ora misuriamo la circonferenza del seno all’altezza dei capezzoli per capire la taglia della nostra coppa (A,B,C,D che equivale a: 1°, 2°, 3°, 4° ecc) 

Può capitare che case diverse di lingerie abbiano taglie differenti, per questo motivo spesso trovate in negozio o sul sito una tabella di riferimento. 
Sotto un esempio di tabella della casa Lormar .

Questi invece i reggiseni solitamente più usati.

[immagine dal sito Lormar]

Il successo delle French Postcard (1920)

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Il decennio degli anni 20-30 è stato un periodo di grande cambiamento, ogni certezza acquisita fino ad allora fu messa in discussione dai molteplici stravolgimenti politici che si susseguirono, compresa la Guerra Mondiale che divenne un’imminente minaccia.
Fu l’inizio del proibizionismo: la produzione,il trasporto, la vendita e l’importazione di alcool fu resa illegale negliStati Uniti. L’idea era quella di ridurre il crimine, abbassare le tasse,ridurre i problemi sociali e migliorare la salute, ma fallì perché la criminalità organizzata raggiunse il suo massimo e la corruzione divenne una norma. 
Per reazione fu proprio in questo periodo che le persone cercarono di distrarsi con la frivolezza, il divertimento notturno sfrenato e il sesso.
Le ragazze, quelle che successivamente sarebbero diventate le dive del cinemamuto o indossatrici di moda, si emanciparono tagliandosi i capelli allamaschietta, indossando capi provocanti e affollando la sera i locali da ballo. Nacqueroi primi night club e il cinema col sonoro.
Le donne scioccarono i loro uomini con gli orli che gradualmente si accorciarono,raggiungendo lo stile da ragazza emancipata della metà degli anni 20’. La famosa flapper girl  èda tutti ricordata, come anche il caschetto elegante, l’abito sopra il ginocchio e la figura mascolina.
Per non pensare alla paura, allo stato di precarietà,d’inquietudine in cui si viveva ci si distraeva con la bellezza, il fascino, la seduzione, l’erotismo: nacquero così le “cartoline francesi”.

La maggior parte di queste cartoline erotiche erano realizzate in Francia, da qui il nome “French postcard”.
Negli Stati Uniti era proibito dalla legge spedirle per posta cosi l’unico modo era acquistarle nei negozi, nelle tabaccherie e dai mercanti francesi.
Le immagini più comunemente scambiate vedevano donne vestite con profonde scollature, gonne corte con visibili giarrettiere, mutandine e collant.
A volte era possibile anche trovare cartoline con il seno scoperto, il fondoschiena esposto e persino un corpo totalmente nudo. Negli anni ’20 molti considerarono queste cartoline pornografiche.
Come per ogni forma di proibizionismo, la decisione di rendere illegali le “French postcard” ebbe l’effetto di trasformare la produzione fotografica in un’attività molto redditizia: la fotocamera era ancora piuttosto nuova al mondo e poche persone ne possedevano una.
Così quando le persone volevano una di queste foto scattate o stampate, dovevano andare da un fotografo erotico e pagare una somma di denaro elevata. Il fotografo per evitare di andare contro la legge utilizzava marchi finti del proprio studio, i modelli soprannomi inventati e per camuffare il proprio aspetto indossavano parrucche o si truccavano in modo da nascondere la propria identità.
Nel 1933 il divieto fu abrogato e la fotografia erotica ottenne enormi guadagni di popolarità e visibilità.

Le vostre domande

blog, Boudoir in Italia, Le vostre domande

Un lettore chiede (fotografo)
“Come si fa a capire se il messaggio che sto diffondendo col mio marchio corrisponde a quanto voglio trasmettere? 
La redazione risponde
Un modo efficace ed immediato per verificare se l’immagine che vuoi trasmettere corrisponde a quello che il tuo pubblico percepisce è quello di chiedere di scrivere in modo spontaneo, libero e d’istinto  3 – 4 aggettivi associati alla tua attività produttiva o al tuo brand. Se gli aggettivi utilizzati si ripetono spesso il messaggio percepito è chiaro e centrato. 
E’ importante anche sapere se stiamo attirando i clienti in linea col nostro target. 

Una lettrice chiede  (fotografa)
” Devo fotografare una donna in casa sua, come posso organizzarmi per non essere impreparata, non avendo mai visto la sua abitazione ?”
La redazione risponde
” Se non ti è possibile fare un sopralluogo, puoi farti mandare qualche fotografia delle stanze che pensavate di utilizzare, chiedere all’ora prevista dello shooting com’è la luce nel caso si voglia fotografare solo con luce naturale. Se ci sono pareti dai colori accesi che potrebbero creare delle dominanti. E portare in ogni caso un porta fondale mobile e due teli di colori diversi (ad esempio uno nero e uno color sabbia di lino) per coprire-nascondere eventuali librerie e disordini nell’abitazione. 

Una lettrice chiede (modella)
“Devo posare per un fotografo che non conosco, ma non vorrei trovarmi in condizioni equivoche o rischiose, come posso tutelarmi?”
La redazione risponde
E’ consigliabile andare ad un servizio fotografico sempre accompagnate da qualcuno, meglio un uomo, o una truccatrice per non essere da sola. 
Un valido e ottimo deterrente è quello di farsi pagare prima e dire che si andrà accompagnate, solitamente già questo agevola una selezione iniziale di chi ha altre intenzioni. 
Fate una ricerca in internet e guardate se ci sono recensioni negative. 
Valutate il portfolio per capire se ha già fatto fotografie equivalenti o se si sta improvvisando.
Lo stesso discorso vale per un uomo che deve fotografare una donna: per evitare fraintendimenti è sempre meglio che ci sia una terza persona cosi da scongiurare problemi dell’ultima ora. 

Se avete delle domande da porre potete scrivere alla redazione :

mail Fotografia Boudoir Italia

 

Esmeralda Paris (hotel storico)

blog, Location, Magazine, servizio fotografico del mese

Se siete a Parigi e cercate una location suggestiva dal sapore retrò non possiamo che suggerirvi l’hotel Esmeralda, albergo storico di Parigi,  all’interno di un edificio che risale al 1640. 
La sua posizione è centrale, quartiere Latino, Saint Michel, strategica per gli spostamenti, di fronte alla Cattedrale di Notre Dame e adiacente trovate la famosa libreria di Shakespeare and Company.
Bellissima è anche la passeggiata di sera lungo la Senna nel quartiere degli artisti. 
Se poi scegliete la stanza 4 , quella utilizzata per il servizio fotografico che vedete qui sotto sappiate che ci hanno dormito o girato personaggi del calibro di Claudia Cardinale, Corto Maltese, Paolo Conte, Hugo Pratt, il coreografo di fama mondiale Maurice Béjart, e tanti altri…
Nel 1968, Jane Birkin stava girando per il film di Pierre Grimblat “Slogan”, il regista aveva prenotato per lei una camera al Esméralda, la n° 4 appunto, il suo partner in questo film fu Serge Gainsbourg. Si dice che i primi incontri tra Jane e Serge fossero caotici, fino al giorno in cui Serge andò a cercare Jane Birkin al Hotel Esmeralda per portarla a cena a Maxim. Serge Gainsbourg si innamorò di Jan dal momento in cui la vide scendere con una minigonna cortissima dalla scalinata del hotel. Serge Gainsbourg e Jane Birkin poi hanno trascorso la loro prima notte insieme a Esmeralda, in questa meravigliosa camera.   

Sotto le fotografie finalizzate alla presentazione di una serie tv internazionale Butterflies” presentata il 28 settembre 2018 a Londra

Stanza 4 primo piano

Per vedere il progetto finito clicca qui

Rihanna lancia la sua linea di lingerie inclusiva

blog, Lingerie, Magazine

In attesa di pubblicare un nuovo album, l’ultimo è Anti del 2016, Rihanna si sta dedicando alla sua linea di cosmetici e lingerie. Savage x Fenty by Rihanna è il marchio di intimo firmato dalla cantante. Sui social ha condiviso i modelli da lei creati e indossati. Body in pizzo e sexy completini valorizzati dalla bellezza della cantante.
La sua collezione è pensata con un’inclusione a tutto tondo:
stile 
La lingerie ha 4 linee, dal basic – quotidiano al lusso estremamente sexy, cercando di soddisfare i gusti e l’esigenze di ogni donna;  
taglia
Savage x Fenty è disponibile per donne di tutte le taglie, con misure che vanno da XS a 3XL e taglie che vanno da 32A a 44DD; 
tonalità della pelle
I capi si differenziano anche per tonalità  che sia in armonia con la tonalità della pelle di chi li indossa; 
paese geografico
la spedizione internazionale copre 210 paesi, consentendo a tutto il mondo di sentirsi bella e sexy con la propria lingerie .

Gaya Boutique

blog, Brand lingerie, Lingerie

Questo mese i capi provati per voi sono gentilmente concessi da Gaya Boutique , in via Piero della Francesca 8 a Milano. 
Carla, titolare del negozio, sorprende per la gentilezza, professionalità e amore verso il suo lavoro. I capi sono estremamente eleganti perfetti per uno shooting di gran classe. 

L’essenza delle donne
Quando ti affidi alle mani di due donne come Carla di @gayaboutiquemilano e @micaela.zuliani succede che vengano fuori delle foto di rara bellezza ed eleganza come queste.
Sta qui la forza delle donne. Sta nel tirare fuori il meglio, sta nel trasformare materia prima in opera di cui stupirsi. 
L’esperienza di Carla di @gayaboutiquemilano ha risaltato il mio corpo imperfetto e taglia 52. L’ha reso armonioso giocando con i colori e i tessuti. Mi ha permesso di sentirmi seducente dentro a questa lingerie di classe. Mi sono sentita BELLA, bella come ogni donna dovrebbe sentirsi.
L’occhio di @micaela.zuliani e la sua creatività hanno reso l’esperienza di scattare insieme magica.
Una donna che coglie la tua difficoltà iniziale da dietro l’obiettivo, che ti dice le parole giuste e che crede in te è capace di fare magie con la fotocamera.
Amiche mie, sono le donne così che sono in grado di dare a ogni quadro la pennellata giusta per renderlo opera d’arte.
Le ringrazio col cuore. “
La Grace

Un altro servizio fotografico realizzato con la lingerie di Gaya Boutique è in stile Hollywood , qui tutto l’album completo:

Membro dell’AIBP

blog, Boudoir in Italia

Micaela Zuliani titolare e fotografa di Portrait de Femme è nuovo membro dell’AIBP Association of International Boudoir Photographers .
http://portraitdefemme.it/

Ispirazioni per uno studio Boudoir

blog, idee per uno studio boudoir, Magazine

Fotografia Boudoir Italia ogni mese ricerca e propone nuove idee per arredare il proprio studio fotografico. Raccoglie immagini provenienti dal cinema, dalla fotografia, dalla moda, dall’arte come spunti d’ispirazione per realizzare nuovi servizi fotografici. Segui periodicamente la bacheca di pinterest  troverai tante nuove idee utili per i tuoi servizi fotografici.

Intervista a Micaela Zuliani, fotografa, autrice, colei che ha diffuso la fotografia Boudoir in Italia

blog, Boudoir in Italia, Magazine

Oggi ospitiamo sul blog Micaela Zuliani, che non solo è la fotografa di boudoir più conosciuta in Italia, ma anche quella che più di ogni altro ha contribuito negli ultimi anni a rendere popolare questo genere.
La sua lunga intervista, per la quale la ringrazio davvero, mi ha davvero colpito, soprattutto per una caratteristica secondo me davvero poco comune: in qualche modo rispecchia perfettamente il genere fotografico per cui Micaela è famosa.
Dal colpo di fulmine per la fotografia alle esperienze negative che la hanno condizionata personalmente e artisticamente, dall’introduzione del genere in Italia al successo del progetto Boudoir Disability, dal rapporto con i soggetti fotografati a quello con sé stessa e con i suoi allievi, Micaela ci regala infatti oggi non tanto, o non solo, un elenco delle sue esperienze e una “lezione” sulla fotografia, ma il ritratto intimo di una fotografa con un coraggio di mettersi in gioco che davvero le invidio!
E forse è proprio questa nota del suo carattere a permetterle, più di ogni altra, di aiutare i suoi soggetti e i suoi allievi a liberarsi, rispettivamente davanti e dietro all’obiettivo, e a vivere in pieno l’emozione “sottile e potente” della fotografia Boudoir.

La sfida è sempre la stessa sia nei soggetti che ritraggo, sia negli allievi che seguono i miei corsi: quella di portarli ad essere se stessi. Arrivano al corso pensando di dover voler fare una bella foto. La prima cosa che dico loro è: dimenticati di fare una bella foto e lavoriamo per far sì che tu faccia una TUA foto”. Micaela Zuliani

Leggi tutta l’intervista : https://www.reflex-mania.com/micaela-zuliani-boudoir/

Quanto costa realizzare una fotografia Boudoir ?

blog, idee per uno studio boudoir, Magazine

L’investimento nella fotografia Boudoir è molto alto, per diversi motivi:
dall’attrezzatura fondamentale alla formazione con workshop costosi per perfezionare la tecnica al continuo utilizzo ed acquisto di props (i cosiddetti accessori) per differenziare le fotografie offerte alle clienti e non fare sempre foto identiche tra loro.

La fotografia Boudoir necessita per definizione di una location intima, riservata e che metta a proprio agio la donna, per questo motivo gli studi asettici con il rotolone di carta bianca non possono essere minimamente presi in considerazione, ma si sceglie con cura il tipo di lenzuola, i cuscini, i tessuti damasco tipici della fotografia Boudoir  e tanto altro,
come gli accessori da tenere in mano , ad esempio le tazze raffinate, i ventagli, gli specchietti, i pettini, i fiori ecc o i capi da indossare tenuti nel “bauletto” del set come ad esempio i kimono, le vestaglie, le calze di pizzo, le collane di perla, le giarrettiere, il bocchino, le maschere, i guanti di seta, il boa ecc…

Certo si potrebbe risparmiare e non acquistare nulla di tutto questo, ma il professionista ama offrire un prodotto unico e di qualità sempre diverso, qualcosa di speciale per ogni cliente, per evitare appunto che le foto siano identiche.
Inoltre il mobilio e gli accessori spesso provengono da altri paesi, Francia, Germania, America, di conseguenza il prezzo aumenta per via delle spese di spedizione e dogana.


Idee per un look sensuale

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Fotografia Boudoir Italia ogni mese ricerca e propone nuove idee per creare look sensuali e provocanti. Raccoglie immagini provenienti dal cinema, dalla fotografia, dalla moda, dall’arte come spunti d’ispirazione per realizzare nuovi servizi fotografici. Segui periodicamente la bacheca di pinterest  troverai tante nuove idee utili per i tuoi servizi fotografici.

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