Corso per aspiranti modelle Boudoir

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Micaela Zuliani fotografa professionista di Boudoir dal 2010 e titolare dello studio Portrait de Femme, tiene corsi di formazione per fotografi e corsi di pose per aspiranti modelle boudoir .
Non è un corso per modelle di moda, ci tiene a precisarlo, in quanto approccio e pose sono completamente differenti.
Per maggiori informazioni visita il sito

Micaela Zuliani dal 2010 diffonde in Italia la fotografia Boudoir e rompe con ogni conformismo di bellezza.

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Fin dagli esordi della sua attività, Micaela Zuliani titolare e fotografa di PORTRAIT DE FEMME ® lotta per abbattere ogni discriminazione e pregiudizio e lo fa proprio con il Boudoir, grazie ai suoi tanti progetti e campagne sociali, per citarne qualcuna: Boudoir Disability, Portrait de Femme Therapy ed oggi Boudoir over 60.
https://www.micaelazuliani.com/portraitdefemme

Ecco l’intervista fatta da reflex-mania a Micaela Zuliani, che non solo è la fotografa di boudoir più conosciuta in Italia, ma anche quella che più di ogni altro ha contribuito negli ultimi anni a rendere popolare questo genere.
La sua lunga intervista, per la quale la ringrazio davvero, mi ha davvero colpito, soprattutto per una caratteristica secondo me davvero poco comune: in qualche modo rispecchia perfettamente il genere fotografico per cui Micaela è famosa.
Dal colpo di fulmine per la fotografia alle esperienze negative che la hanno condizionata personalmente e artisticamente, dall’introduzione del genere in Italia al successo del progetto Boudoir Disability, dal rapporto con i soggetti fotografati a quello con sé stessa e con i suoi allievi, Micaela ci regala infatti oggi non tanto, o non solo, un elenco delle sue esperienze e una “lezione” sulla fotografia, ma il ritratto intimo di una fotografa con un coraggio di mettersi in gioco che davvero le invidio!
E forse è proprio questa nota del suo carattere a permetterle, più di ogni altra, di aiutare i suoi soggetti e i suoi allievi a liberarsi, rispettivamente davanti e dietro all’obiettivo, e a vivere in pieno l’emozione “sottile e potente” della fotografia Boudoir.

Qui tutta l’intervista : https://www.reflex-mania.com/micaela-zuliani-boudoir/

Francesca Dagrezio, modella da boudoir

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L’ultimo genere nel quale ha deciso di buttarsi è il boudoir. “Trovo che sia una estrema forma di libertà per dare espressività al proprio corpo ed un mezzo per esprimere la propria femminilità senza scadere in alcun modo nel volgare. Ho scoperto il boudoir grazie alla mia  “maestra” Micaela Zuliani” (http://www.micaelazuliani.com). In occasione di uno dei suoi corsi, ho conosciuto la fotografa Marta Carrassi ( www.boudoir.martacarrassi.itwww.facebook.com/mcboudoir) con cui ho avuto il piacere di posare in diversi suoi scatti boudoir”.
In più, come spesso si dice, il meglio deve ancora venire. Eppure, nel campo della fotografia, Francesca ha iniziato davvero a farne parecchia. Il fisico è da favola ma la testa ha fatto la differenza. Negli anni la fotografia è diventata una soddisfazione ed un rimpianto. Ormai da qualche mese, una compagna di viaggio alla quale dedica buona parte dei suoi weekend. Eppure, siccome da cosa nasce cosa, da qualche tempo a questa parte ha deciso di tuffarsi sempre di più nel mondo affascinante del boudoir. “Un genere delicato, raffinato, nel quale si riesce ad esprimere i molteplici lati dell’essere donna” racconta dopo essersi cimentata nell’ennesimo set in Brianza, lei che abita nell’hinterland di Milano e lavora come una donna qualunque. Solo che, davanti all’obbiettivo, ha la magnifica forza di trasformarsi in un’anima sensuale e passionale. “Nonostante sia sempre ipercritica con me stessa, sono molto soddisfatta del percorso che ho intrapreso” sottolinea a distanza di qualche anno – pause comprese – dal suo ingresso ufficiale nel mondo della fotografia. Una soddisfazione per lei che nella vita ha sempre dovuto convivere con alti e bassi, con problemi e cime da superare.

Eppure, partiamo dal presente.

Il boudoir mi ha aperto un mondo e mi ha offerto un’ulteriore possibilità per esprimermi. A fare la differenza non sono i centimetri di pelle scoperta, ma le movenze del corpo, le sfumature della posa.
Nel boudoir si esalta la naturalezza della donna nel mettersi davanti alla macchina fotografica, si valorizza il movimento del corpo.

Insomma, si capisce che ti ci sei trovata a meraviglia.

Il boudoir è una scoperta che voglio coltivare sempre più. È il mio genere preferito perché non esiste un outfit predefinito, ma il set viene vissuto spontaneamente e lasciato alla complicità che si crea fra fotografo e modella. Ed ecco allora che le pose, i gesti, gli accessori e gli outfit assumono un valore davvero particolare. È un genere che ti permette di giocare, di sorridere, di ironizzare, di esprimerti. Insomma, un genere che ti fa stare “bene” davanti alla macchina fotografica e, soprattutto, ti fa sentire libera.

Quale messaggio vuoi lanciare con le tue fotografie?

Vorrei riuscire a raccontare la femminilità seguendo il mio punto di riferimento in assoluto: Marilyn Monroe. Credo sia la donna più femminile e sensuale che sia mai esistita. Un involucro eccentrico che custodisce un animo fragile. E, difatti, nella mia casa appesi ai muri ci sono tele e quadri che raffigurano Marilyn
in tutto il suo splendore. Non mi stanco mai di guardarla e di ammirarla.

Che rapporto hai con i social?

Li uso esclusivamente per mostrare i miei scatti e le mie diverse collaborazioni. Trovate solo quella parte di me. Il mio privato lo tengo solo per me stessa e per la cerchia di persone più care.

https://www.instagram.com/francesca_dagrezio/

Luca Fina
Fonte Corriere dello spettacolo

Boudoir con luce artificiale

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Se volete ricreare l’effetto della luce naturale potete posizionare il softbox a 45° dal soggetto, a destra o a sinistra. Se l’altra parte illumina poco il soggetto e non avete a disposizione una seconda luce, potete dare un tocco di schiaritura con un pannello riflettente argentato o un pannello di polistirolo bianco.

Eco-Boudoir quando la sostenibilità diventa sexy

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Negli ultimi anni brand importanti si sono preoccupati di unire bellezza, eleganza, femminilità avendo tuttavia cura di rispettare l’ambiente, utilizzando materie prime raccolte e non alterate da prodotti chimici e tossici durante tutto il ciclo produttivo per limitare al minimo l’impatto ambientale.
I tessuti utilizzati come il cotone organico, il bambù, la lana, la seta organica, i tessuti riciclati, sono certificati a livello internazionale.
E così mentre Fast Fashion cavalca un’onda di sfruttamento dei lavoratori e indumenti usa e getta, nasce e si diffonde il movimento Slow Lingerie contro gli sprechi e la pratica dello sfruttamento.

Elizabeth Joy blogger di Conscious Life & Style, sempre attenta al mondo della sostenibilità ha stilato una lista di 16 marchi migliori in fatto di lingerie etica, che noi di Fotografia Boudoir Italia siamo andate a curiosare per un acquisto eco-sostenibile e accessibile anche online.

1. AmaElla
AmaElla utilizza solo cotone biologico e stampe certificate GOTS nelle loro collezioni, offrendo capi intimi privi di sostanze chimiche nocive e sostanze irritanti.

2. Anekdot
Anekdot utilizza materiali riciclati per i loro splendidi pezzi. Si riforniscono di tessuti di lusso in eccedenza, da avanzi di produzione, scorte, scarti e materiali vintage.

3. Aikyou
Aikyou si concentra sulla realizzazione di reggiseni femminili per piccoli busti.

4. Naja
Naja propone un’ampia varietà di prodotti, dalle stampe audaci alla campagna Nude For All, con reggiseni e biancheria intima in sette diverse tonalità di nudo.
Naja utilizza la stampa digitale per ridurre drasticamente l’utilizzo di acqua e utilizza materiali da bottiglie di acqua riciclata, ove possibile.

5. Chakra Intimates
Il marchio di lingerie Chakra Intimates cuce a mano cristalli reiki in ogni capo. Le pietre preziose di origine etnica aiutano ad equilibrare, potenziare ed energizzare le donne che indossano questi pezzi.
Chakra Intimates è anche consapevole della terra e della sua comunità, usando tinture a base vegetale, tessuto biodegradabile al 100% e creando i propri indumenti localmente.

6. Underprotection
Il marchio all-vegan utilizza tessuti ecologici nelle loro collezioni, tra cui poliestere riciclato, lyocell, cotone certificato GOTS e lana riciclata. Per garantire una produzione trasparente, salari equi e un buon ambiente di lavoro, Underprotection lavora a stretto contatto con una piccola fabbrica di New Delhi .

7. Brook There
Brook There si concentra sul comfort e un’estetica semplice, minimalista. I loro reggiseni non imbottiti, mutandine, magliette e altri articoli di base sono realizzati negli Stati Uniti.Il marchio sceglie una produzione a basso impatto riducendo al minimo il trasporto e spedisce i prodotti finali ai clienti in poli sacchetti riciclati e carta riciclata.

8. Between The Sheets
Between The Sheets ha una lingerie ultra-femminile realizzati con materiali ecocompatibili. Questo marchio di New York ha assunto un chiaro impegno nei confronti della produzione locale, mantenendo la produzione all’interno del Garment Centre di New York.

9. Clare Bare
Questo designer con sede a Los Angeles utilizza materiali ecologici, tra cui tessuti vintage e jersey di bambù, per creare splendide lingerie. Le collezioni di ispirazione vintage del marchio includono flirty bralettes, body audaci e stili strappy.
Clare Bare utilizza coloranti organici e opere d’arte serigrafate per minimizzare il loro impatto ambientale.

10. Faelyn
Faelyn è un marchio di abbigliamento eco-consapevole dall’estetica sognante e stravagante. L’etichetta è prodotta consapevolmente a Brooklyn con tessuti organici provenienti dagli Stati Uniti ogni volta che è possibile.
Il marchio femminile flirty incorpora volant, graziosi pastelli e cotone super morbido (biologico) nei loro disegni.

11. Eco Intimates
L’intera collezione di Eco Intimates è accuratamente realizzata a mano in un piccolo studio a Bali per garantire la produzione etica e i più alti standard di qualità. Questa attenzione ai dettagli è evidente nei loro intricati disegni e graziose rifiniture in pizzo.

12. Lé Buns
Questo marchio australiano è consapevole di ogni fase del processo di produzione, procurandosi cotone biologico Fair Trade cresciuto in India e producendo eticamente in piccole strutture a conduzione familiare. Queste strutture utilizzano pratiche di produzione ecologiche: conservano energia e acqua, ove possibile, e lavorano per ridurre al minimo gli sprechi.

13. Lara Intimates
Lara Intimates è un marchio eco-consapevole con sede a Londra che utilizza tessuti di lingerie di lusso recuperati che altrimenti sarebbero finiti nelle discariche. Questo marchio ecologico presenta un design grazioso e femminile e pone anche l’accento sul comfort, incorporando l’elastico al posto del filo e delle reti morbide in molti dei loro disegni.

14. Uye Surana
Uye Surana è un marchio di lingerie consapevole realizzato a mano a New York City; fornisce i propri materiali da fornitori locali e fornitori fidati oltreoceano, oltre che da materie prime recuperate. Questo marchio ecologico si concentra tanto sul comfort quanto sull’estetica, creando una bellissima lingerie da indossare

15. Do You Green
Do You Green è un marchio di lingerie eco-chic con sede a Parigi. Il materiale principale nelle loro collezioni è un tessuto super morbido, anallergico, realizzato con fibre di legno di pino provenienti da foreste di pini marittimi sostenibili in Francia.
L’etichetta ecologica ha un’estetica femminile con un tocco decisamente parigino, che incorpora pizzi francesi e tagli unici ed eleganti.

16. Only Hearts
Only Hearts è un marchio di lingerie prodotto a New York. ll marchio è stato indossato da artisti del calibro di Kate Moss e Scarlett Johansson, ma si concentra soprattutto sulla donna di tutti i giorni con i suoi splendidi capi disegnati in morbidi tessuti.

17. Oysho
Oltre a questi marchi, non possiamo non citare anche OYSHO brand spagnolo con negozi diffusi in Europa e in tutta Italia che pone l’attenzione sulla sostenibilità a 360° : non solo sui capi quindi ma anche sull’imballaggio, sull’energia, sull’acqua utilizzata durante tutte le fasi produttive.

TOUR BOUDOIR 2019 in giro per l’Italia

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NEWS !!! Fotografia Boudoir Italia organizza delle tappe in varie città d’Italia per dare la possibilità a tutte le donne di essere fotografate in pose sensualissime dalla fotografa Micaela Zuliani del prestigioso marchio Portrait de Femme, riconosciuto a livello internazionale. Un servizio fotografico fatto da donne e rivolto alle donne.


VENEZIA SHOOTING BOUDOIR DELUXE – DA FAVOLA !!! Per iniziare con eleganza e gran classe il TOUR 2019 organizzato da Fotografia Boudoir Italia, comunichiamo che il 21 febbraio 2019 verrà realizzato un esclusivo ed eccezionale servizio fotografico Boudoir. Si inizia con VENEZIA!


Lo straordinario hotel scelto è Hotel New Reiter, recensito con 9.3, accessibile ♿. La stanza scelta è deluxe con ATTICO e vasca idromassaggio Jacuzzi ! ! Solo 2 posti liberi, chiedi il preventivo via mail fotografiaboudoiritalia@gmail.com

Boudoir “over”

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Boudoir – sensualità: l’associazione di pensiero è presto fatta e mi offre uno spunto di riflessione per capire dove vogliamo andare nel nostro modo di intendere la fotografia boudoir e chi vogliamo rappresentare.
Sensualità e sessualità sono due termini che la nostra società attribuisce a determinate categorie di persone, come fossero abiti immaginari che solo alcuni sono “autorizzati” ad indossare metaforicamente, ed ecco ad esempio che le persone con disabilità non vengano considerate sexy o con una sana e attiva attività sessuale. 
Come se per essere sensuali o sessualmente interessanti si debba passare un test matematico dettato da criteri di perfezione stabiliti dalla società.
Abbiamo visto qualche anno fa col progetto Boudoir Disability quante persone si siano stupite nel poter anche solo considerare sexy donne con qualche forma di disabilità o pensare, direi scoprire, che anche loro fanno sesso e creano nell’altro/a desideri erotici, come se avere un qualche difetto rendesse le persone asessuate. 
La stessa cosa accade a mio avviso alle persone oltre i 60 anni, soggetti considerati dalla società come persone sul “viale del tramonto” della sessualità che hanno emozioni e pulsioni ormai spente, cosa del tutto inesatta e non aggiornata ai tempi odierni. 
Dopo un’attenta analisi fatta sugli over 60 viene fuori che oggi le persone definite tali hanno ancora una fertile e attiva vita sessuale, con pulsioni, desideri, bisogni, con una fantasia ancora viva e una voglia di giocare con il/la proprio/a partner invidiabile da molti giovani, con frequentazione nei sexyshop o con prestazioni richieste a pagamento in caso in cui manchi una compagna. 
“Nell’annuale riflessione che il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) elabora sulla Terza Età con Salute-Repubblica,  emergono dati che confermano come nel periodo d’invecchiamento non venga meno la vitalità dell’anima, anche se il corpo necessita di maggiori attenzioni e cure.
Ben il 54,2% degli anziani intervistati dichiara di essere innamorato, con un valore che sale al 65,4% per gli uomini e scende al 45,2% per le donne.
La sfera sessuale continua rappresentare, e a lungo – almeno fino agli 80 anni – un elemento importante della vita. L’uso di farmaci per migliorare le prestazioni sessuali incontra un riscontro positivo nel 23% dei casi, con consenso più intenso fra i sessantenni e i settantenni.
Il 46,8% del totale sembra dare meno importanza al sesso e ciò non a causa di cambiamenti biologici ma per motivazioni valoriali o di opportunità.
Ancora oggi, infatti, forti pregiudizi “incombono” sulla sessualità dell’anziano, sessualità che viene guardata con stupore, meraviglia e talvolta fastidio e senso di repulsione.” [dati del 2010!]
Delle persone over60 ne parla approfonditamente Minnie Luongo, giornalista medico-scientifica, collaboratrice del Corriere della Sera, testimonial del progetto “Portrait de Femme over”   e ora direttore della nuova rivista “Generazione over60” .

Minnie Luongo per Portrait de Femme

La prima cosa che un fotografo deve fare, indipendentemente dal genere che tratta, è scegliere di prendere una posizione nella realtà che lo circonda, con Portrait de Femme ho deciso di rappresentare ogni tipologia di donna, ritrarla in modo autentico, con i suoi pregi e difetti, cercando di andare a valorizzare gli uni e mimetizzare gli altri, scegliendo di non discriminare nessuno.

Ogni età ha una consapevolezza diversa dell’essere donna, nascondere una parte di esse a mio avviso sarebbe non rappresentare la realtà che ci circonda. 
In Italia fotografare una donna di 60/70 anni in pose sexy sembra quasi un’eresia, un qualcosa di non adatto, di fuoriluogo: se pensiamo che già una ragazza con 5 kg in più viene definita curvy o in sovrappeso, capiamo la difficoltà di ampliare le vedute per una donna più matura in pose sensuali.

Francesca per Portrait de Femme
Paola per Portrait de Femme

Com’è la situazione all’estero? 

Attrezzatura per foto Boudoir

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Non serve avere l’ultimo modello di fotocamera per realizzare fotografie interessanti, è importante come si scatta una foto, l’emozione che suscita, non il mezzo che si usa. 
Ma se avete dei soldi da spendere per un investimento migliorativo del vostro equipaggiamento, inizialmente più che sulla fotocamera vi consiglio di spendere soldi sulle ottiche fisse con una buona apertura di diaframma. 
Entrare in sintonia col soggetto che abbiamo di fronte, creare quella complicità e fiducia che la faccia sentire a proprio agio, porre l’attenzione a pose valorizzanti e movimenti sensuali, sono tutti fattori che vengono prima della semplice attrezzatura.
Si può avere la fotocamera più costosa, ma se non si sa guardare e cogliere la bellezza e l’unicità del soggetto, non si sarà mai in grado di ritrarlo.
Luce ed attrezzatura vengono scelte in base al proprio stile, alle proprie esigenze. Per quanto mi riguarda dopo aver studiato e provato vari tipi di illuminazione, ho scelto di usare quasi esclusivamente la luce naturale,cambiando di conseguenza le mie ottiche e passando così dagli zoom alle focali fisse.
Personalmente entrare in relazione col soggetto e concentrarmi su di esso,poter cogliere le sfumature dello sguardo, stare attenta alla postura del corpo, all’inquadratura, alle emozioni, rappresenta sicuramente la priorità senza dovermi distrarre dal resto. Spesso poi mi rivolgo a donne non professioniste, senza esperienza di posa e solitamente nervose ed impacciate davanti all’obiettivo.
Il fatto di posare di fronte ad un’apparecchiatura complessa può contribuire ad intimorirle e a non farle sentire a proprio agio; inoltre un equipaggiamento minimalista aiuta negli spostamenti.
Questi motivi mi hanno fatto preferire un corredo semplice e minimalista.
L’attrezzatura non è mai giusta o sbagliata, ma deve essere adatta a voi, alle vostre esigenze, stile, budget, ai vostri soggetti e all’ambiente in cui scattate; per capire quale attrezzatura fa al caso vostro un buon consiglio è quello di noleggiare varie ottiche e provarle prima di decidere di acquistarle.
Iniziate con un corpo macchina alla volta, leggendo bene il manuale di istruzione e provandolo in più situazioni; solo dopo averlo sperimentato a sufficienza potete provarne un altro. La fotografia Boudoir richiede un investimento iniziale perché ci sono diverse spese da sostenere per gli accessori, l’arredamento dello studio, il materiale di scena. Spendere del denaro per un’attrezzatura che poi non usate è una scelta che può risultare azzardata e priva di senso.
leggi l’articolo “quanto costa una fotografia boudoir” 


La Bellezza inizia con una giusta lingerie

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La valorizzazione di noi stesse inizia dalla giusta lingerie.
Una ricerca di mercato evidenzia che in Italia il 90 % delle donne non indossa un giusto reggiseno, questo dato non sorprende, spesso le donne fotografate da Portrait de Femme portano in studio una lingerie di taglia non corretta per il loro fisico o una tipologia di capo non valorizzante.
Si potrebbe pensare che questa tendenza riguardi solo le giovanissime, in realtà è un fatto che riguarda tutte le donne, anche le più mature. 
E una fotografia può essere anche realizzata in modo impeccabile, ma se l’intimo è sbagliato e non valorizza il soggetto, purtroppo non solo si vedrà in foto, ma la stessa sarà da buttare.
Ecco perchè noi di Fotografia Boudoir Italia abbiamo deciso di creare una rubrica specifica di consigli per scegliere e/o consigliare una lingerie giusta per ogni fisicità, utile non solo per tutte quelle donne che leggono la rivista per avere dei consigli mirati ad un acquisto consapevole, ma anche per tutti i fotografi Boudoir che devono in primis loro stessi conoscere ciò che può valorizzare il soggetto da ritrarre. 
Solitamente quando si entra in un negozio di intimo, alla fatidica domanda “che taglia porta?” si entra spesso un po’ in crisi, in quanto oltre la taglia standard che corrisponde alla 3° non sappiamo cosa rispondere e pensiamo che ci siano al massimo 5 taglie che coprono l’esigenza di tutte le donne, quando invece le taglie di reggiseno possono arrivare ad essere oltre le 240, a seconda dei vari parametri di torace e coppa.
Da qualche anno in Italia si è importato dall’America il “Bra Fitting” , ovvero un metodo professionale che consente di trovare il reggiseno perfetto per valorizzare le forme di ogni donna. E per fare questo diversi negozi di intimo puntano oggi ad offrire questa consulenza alle proprie clienti, le quali si affidano a persone esperte che sanno informare e consigliare. 
Dai prossimi numeri sulla rivista Fotografia Boudoir Italia potrete trovare spunti per valorizzare meglio il proprio corpo con una lingerie corretta.
In attesa scopriamo come prendere le misure del torace e della coppa per scoprire la taglia per il proprio fisico. 
 
1) Nude o con indosso un reggiseno, prendiamo un centimetro da sarta e misuriamo la circonferenza del nostro torace



2) Ora misuriamo la circonferenza del seno all’altezza dei capezzoli per capire la taglia della nostra coppa (A,B,C,D che equivale a: 1°, 2°, 3°, 4° ecc) 

Può capitare che case diverse di lingerie abbiano taglie differenti, per questo motivo spesso trovate in negozio o sul sito una tabella di riferimento. 
Sotto un esempio di tabella della casa Lormar .

Questi invece i reggiseni solitamente più usati.

[immagine dal sito Lormar]

Il successo delle French Postcard (1920)

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Il decennio degli anni 20-30 è stato un periodo di grande cambiamento, ogni certezza acquisita fino ad allora fu messa in discussione dai molteplici stravolgimenti politici che si susseguirono, compresa la Guerra Mondiale che divenne un’imminente minaccia.
Fu l’inizio del proibizionismo: la produzione,il trasporto, la vendita e l’importazione di alcool fu resa illegale negliStati Uniti. L’idea era quella di ridurre il crimine, abbassare le tasse,ridurre i problemi sociali e migliorare la salute, ma fallì perché la criminalità organizzata raggiunse il suo massimo e la corruzione divenne una norma. 
Per reazione fu proprio in questo periodo che le persone cercarono di distrarsi con la frivolezza, il divertimento notturno sfrenato e il sesso.
Le ragazze, quelle che successivamente sarebbero diventate le dive del cinemamuto o indossatrici di moda, si emanciparono tagliandosi i capelli allamaschietta, indossando capi provocanti e affollando la sera i locali da ballo. Nacqueroi primi night club e il cinema col sonoro.
Le donne scioccarono i loro uomini con gli orli che gradualmente si accorciarono,raggiungendo lo stile da ragazza emancipata della metà degli anni 20’. La famosa flapper girl  èda tutti ricordata, come anche il caschetto elegante, l’abito sopra il ginocchio e la figura mascolina.
Per non pensare alla paura, allo stato di precarietà,d’inquietudine in cui si viveva ci si distraeva con la bellezza, il fascino, la seduzione, l’erotismo: nacquero così le “cartoline francesi”.

La maggior parte di queste cartoline erotiche erano realizzate in Francia, da qui il nome “French postcard”.
Negli Stati Uniti era proibito dalla legge spedirle per posta cosi l’unico modo era acquistarle nei negozi, nelle tabaccherie e dai mercanti francesi.
Le immagini più comunemente scambiate vedevano donne vestite con profonde scollature, gonne corte con visibili giarrettiere, mutandine e collant.
A volte era possibile anche trovare cartoline con il seno scoperto, il fondoschiena esposto e persino un corpo totalmente nudo. Negli anni ’20 molti considerarono queste cartoline pornografiche.
Come per ogni forma di proibizionismo, la decisione di rendere illegali le “French postcard” ebbe l’effetto di trasformare la produzione fotografica in un’attività molto redditizia: la fotocamera era ancora piuttosto nuova al mondo e poche persone ne possedevano una.
Così quando le persone volevano una di queste foto scattate o stampate, dovevano andare da un fotografo erotico e pagare una somma di denaro elevata. Il fotografo per evitare di andare contro la legge utilizzava marchi finti del proprio studio, i modelli soprannomi inventati e per camuffare il proprio aspetto indossavano parrucche o si truccavano in modo da nascondere la propria identità.
Nel 1933 il divieto fu abrogato e la fotografia erotica ottenne enormi guadagni di popolarità e visibilità.

Le vostre domande

blog, Boudoir in Italia, Le vostre domande

Un lettore chiede (fotografo)
“Come si fa a capire se il messaggio che sto diffondendo col mio marchio corrisponde a quanto voglio trasmettere? 
La redazione risponde
Un modo efficace ed immediato per verificare se l’immagine che vuoi trasmettere corrisponde a quello che il tuo pubblico percepisce è quello di chiedere di scrivere in modo spontaneo, libero e d’istinto  3 – 4 aggettivi associati alla tua attività produttiva o al tuo brand. Se gli aggettivi utilizzati si ripetono spesso il messaggio percepito è chiaro e centrato. 
E’ importante anche sapere se stiamo attirando i clienti in linea col nostro target. 

Una lettrice chiede  (fotografa)
” Devo fotografare una donna in casa sua, come posso organizzarmi per non essere impreparata, non avendo mai visto la sua abitazione ?”
La redazione risponde
” Se non ti è possibile fare un sopralluogo, puoi farti mandare qualche fotografia delle stanze che pensavate di utilizzare, chiedere all’ora prevista dello shooting com’è la luce nel caso si voglia fotografare solo con luce naturale. Se ci sono pareti dai colori accesi che potrebbero creare delle dominanti. E portare in ogni caso un porta fondale mobile e due teli di colori diversi (ad esempio uno nero e uno color sabbia di lino) per coprire-nascondere eventuali librerie e disordini nell’abitazione. 

Una lettrice chiede (modella)
“Devo posare per un fotografo che non conosco, ma non vorrei trovarmi in condizioni equivoche o rischiose, come posso tutelarmi?”
La redazione risponde
E’ consigliabile andare ad un servizio fotografico sempre accompagnate da qualcuno, meglio un uomo, o una truccatrice per non essere da sola. 
Un valido e ottimo deterrente è quello di farsi pagare prima e dire che si andrà accompagnate, solitamente già questo agevola una selezione iniziale di chi ha altre intenzioni. 
Fate una ricerca in internet e guardate se ci sono recensioni negative. 
Valutate il portfolio per capire se ha già fatto fotografie equivalenti o se si sta improvvisando.
Lo stesso discorso vale per un uomo che deve fotografare una donna: per evitare fraintendimenti è sempre meglio che ci sia una terza persona cosi da scongiurare problemi dell’ultima ora. 

Se avete delle domande da porre potete scrivere alla redazione :

mail Fotografia Boudoir Italia

 

Esmeralda Paris (hotel storico)

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Se siete a Parigi e cercate una location suggestiva dal sapore retrò non possiamo che suggerirvi l’hotel Esmeralda, albergo storico di Parigi,  all’interno di un edificio che risale al 1640. 
La sua posizione è centrale, quartiere Latino, Saint Michel, strategica per gli spostamenti, di fronte alla Cattedrale di Notre Dame e adiacente trovate la famosa libreria di Shakespeare and Company.
Bellissima è anche la passeggiata di sera lungo la Senna nel quartiere degli artisti. 
Se poi scegliete la stanza 4 , quella utilizzata per il servizio fotografico che vedete qui sotto sappiate che ci hanno dormito o girato personaggi del calibro di Claudia Cardinale, Corto Maltese, Paolo Conte, Hugo Pratt, il coreografo di fama mondiale Maurice Béjart, e tanti altri…
Nel 1968, Jane Birkin stava girando per il film di Pierre Grimblat “Slogan”, il regista aveva prenotato per lei una camera al Esméralda, la n° 4 appunto, il suo partner in questo film fu Serge Gainsbourg. Si dice che i primi incontri tra Jane e Serge fossero caotici, fino al giorno in cui Serge andò a cercare Jane Birkin al Hotel Esmeralda per portarla a cena a Maxim. Serge Gainsbourg si innamorò di Jan dal momento in cui la vide scendere con una minigonna cortissima dalla scalinata del hotel. Serge Gainsbourg e Jane Birkin poi hanno trascorso la loro prima notte insieme a Esmeralda, in questa meravigliosa camera.   

Sotto le fotografie finalizzate alla presentazione di una serie tv internazionale Butterflies” presentata il 28 settembre 2018 a Londra

Stanza 4 primo piano

Per vedere il progetto finito clicca qui

Rihanna lancia la sua linea di lingerie inclusiva

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In attesa di pubblicare un nuovo album, l’ultimo è Anti del 2016, Rihanna si sta dedicando alla sua linea di cosmetici e lingerie. Savage x Fenty by Rihanna è il marchio di intimo firmato dalla cantante. Sui social ha condiviso i modelli da lei creati e indossati. Body in pizzo e sexy completini valorizzati dalla bellezza della cantante.
La sua collezione è pensata con un’inclusione a tutto tondo:
stile 
La lingerie ha 4 linee, dal basic – quotidiano al lusso estremamente sexy, cercando di soddisfare i gusti e l’esigenze di ogni donna;  
taglia
Savage x Fenty è disponibile per donne di tutte le taglie, con misure che vanno da XS a 3XL e taglie che vanno da 32A a 44DD; 
tonalità della pelle
I capi si differenziano anche per tonalità  che sia in armonia con la tonalità della pelle di chi li indossa; 
paese geografico
la spedizione internazionale copre 210 paesi, consentendo a tutto il mondo di sentirsi bella e sexy con la propria lingerie .

Gaya Boutique

blog, Brand lingerie, Lingerie

Questo mese i capi provati per voi sono gentilmente concessi da Gaya Boutique , in via Piero della Francesca 8 a Milano. 
Carla, titolare del negozio, sorprende per la gentilezza, professionalità e amore verso il suo lavoro. I capi sono estremamente eleganti perfetti per uno shooting di gran classe. 

L’essenza delle donne
Quando ti affidi alle mani di due donne come Carla di @gayaboutiquemilano e @micaela.zuliani succede che vengano fuori delle foto di rara bellezza ed eleganza come queste.
Sta qui la forza delle donne. Sta nel tirare fuori il meglio, sta nel trasformare materia prima in opera di cui stupirsi. 
L’esperienza di Carla di @gayaboutiquemilano ha risaltato il mio corpo imperfetto e taglia 52. L’ha reso armonioso giocando con i colori e i tessuti. Mi ha permesso di sentirmi seducente dentro a questa lingerie di classe. Mi sono sentita BELLA, bella come ogni donna dovrebbe sentirsi.
L’occhio di @micaela.zuliani e la sua creatività hanno reso l’esperienza di scattare insieme magica.
Una donna che coglie la tua difficoltà iniziale da dietro l’obiettivo, che ti dice le parole giuste e che crede in te è capace di fare magie con la fotocamera.
Amiche mie, sono le donne così che sono in grado di dare a ogni quadro la pennellata giusta per renderlo opera d’arte.
Le ringrazio col cuore. “
La Grace

Un altro servizio fotografico realizzato con la lingerie di Gaya Boutique è in stile Hollywood , qui tutto l’album completo:

Membro dell’AIBP

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Micaela Zuliani titolare e fotografa di Portrait de Femme è nuovo membro dell’AIBP Association of International Boudoir Photographers .
http://portraitdefemme.it/

Intervista a Micaela Zuliani, fotografa, autrice, colei che ha diffuso la fotografia Boudoir in Italia

blog, Boudoir in Italia, Magazine

Oggi ospitiamo sul blog Micaela Zuliani, che non solo è la fotografa di boudoir più conosciuta in Italia, ma anche quella che più di ogni altro ha contribuito negli ultimi anni a rendere popolare questo genere.
La sua lunga intervista, per la quale la ringrazio davvero, mi ha davvero colpito, soprattutto per una caratteristica secondo me davvero poco comune: in qualche modo rispecchia perfettamente il genere fotografico per cui Micaela è famosa.
Dal colpo di fulmine per la fotografia alle esperienze negative che la hanno condizionata personalmente e artisticamente, dall’introduzione del genere in Italia al successo del progetto Boudoir Disability, dal rapporto con i soggetti fotografati a quello con sé stessa e con i suoi allievi, Micaela ci regala infatti oggi non tanto, o non solo, un elenco delle sue esperienze e una “lezione” sulla fotografia, ma il ritratto intimo di una fotografa con un coraggio di mettersi in gioco che davvero le invidio!
E forse è proprio questa nota del suo carattere a permetterle, più di ogni altra, di aiutare i suoi soggetti e i suoi allievi a liberarsi, rispettivamente davanti e dietro all’obiettivo, e a vivere in pieno l’emozione “sottile e potente” della fotografia Boudoir.

La sfida è sempre la stessa sia nei soggetti che ritraggo, sia negli allievi che seguono i miei corsi: quella di portarli ad essere se stessi. Arrivano al corso pensando di dover voler fare una bella foto. La prima cosa che dico loro è: dimenticati di fare una bella foto e lavoriamo per far sì che tu faccia una TUA foto”. Micaela Zuliani

Leggi tutta l’intervista : https://www.reflex-mania.com/micaela-zuliani-boudoir/

“Les femmes – les maisons closes à Paris”

blog, servizio fotografico del mese

Uno sguardo al passato, alle donne: vittime o dominatrici di una società maschilista?

Uno sguardo nascosto e al contempo partecipe per raccontare vizi, libertà, pensieri delle protagoniste delle case chiuse agli inizi del 900.

Les femmes – les maisons closes à Paris” sono fotografie firmate Portrait de Femme, finalizzate ad un progetto cinematografico di cui non si può svelare ancora nulla.

Si ringrazia l’ Hotel Esmeralda di Parigi per la stanza n° 4 la più ambita e storica di Parigi e la hall usata per le altre sequenze, e Francisco l’albergatore che si è prestato come comparsa.

Attrici : Sara CorsoArmelle Ferron, Marine Jouhet.

Curiosità : 

Nella stanza 4  hanno dormito o girato personaggi del calibro di Claudia Cardinale, Corto Maltese, Paolo Conte, Hugo Pratt, il coreografo di fama mondiale Maurice Béjart, e tanti altri… 

Nel 1968, Jane Birkin stava girando per il film di Pierre Grimblat “Slogan”, il regista aveva prenotato per lei una camera al Esméralda, la n° 4 appunto, il suo partner in questo film fu Serge Gainsbourg. Si dice che i primi incontri tra Jane e Serge fossero caotici, fino al giorno in cui Serge andò a cercare Jane Birkin al Hotel Esmeralda per portarla a cena a Maxim. Serge Gainsbourg si innamorò di Jan dal momento in cui la vide scendere con una minigonna cortissima dalla scalinata del hotel. Serge Gainsbourg e Jane Birkin poi hanno trascorso la loro prima notte insieme a Esmeralda, in questa meravigliosa camera. ❤

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UN TRAGUARDO IMPORTANTE CONTRO OGNI TIPO DI PREGIUDIZIO !

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*** UN TRAGUARDO IMPORTANTE ***
Portrait de Femme e il noto marchio di lingerie Christies, hanno ufficialmente stretto una collaborazione per un progetto innovativo, mettendo al centro l’unicità di donne diversamente abili, abbattendo pregiudizi e discriminazioni verso la disabilità, perché la femminilità è un modo di sentirsi, è un saper essere, che parte da un’accettazione profonda e non da una perfezione superficiale. Nell’ambito dell’iniziativa, a quattro donne diversamente abili verrà offerta la possibilità di essere protagoniste di un servizio fotografico Boudoir, realizzato da Micaela Zuliani, fotografa e titolare del brand Portrait de Femme. Lo shooting è in programma per l’autunno 2016 e si svolgerà negli spazi Cross+Studio Milano. Le modelle verranno truccate, fotografate e indosseranno i capi Christies.
Le donne che vogliono candidarsi per poter partecipare possono inviare una mail a info@portraitdefemme.it , specificando nell’oggetto “progetto Portrait de Femme – Christies” raccontando qualcosa di se stesse, allegando una foto intera e un primo piano e scrivendo il motivo per cui vogliono partecipare.

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Riconoscimenti a livello mondiale!

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Grandi soddisfazioni ! Oggi Boudoir International ha dedicato un post sulla loro pagina di facebook complimentandosi per “l’incredibile lavoro” di Micaela- Portrait de Femme.

Fotografia Boudoir Italia con Portrait de Femme è nell’esclusivo portale di Boudoir International http//www.boudoirinternational.com/boudoir-photographers/milan-italy-boudoir-photographer-portrait-de-femme/

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