COME NASCE UN’IDEA

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Perchè è importante allenare il cervello e nutrire la propria cultura?
Perchè spesso senza volerlo troviamo delle idee alle nostre fotografie che non pensavamo di avere. Il nostro cervello assorbe informazioni anche se siamo stanchi e guardiamo un film, un video musicale, leggiamo un libro, andiamo ad una mostra.
Ho trovato un esempio interessante per parlare in questo articolo di come può nascere un’idea. Premetto che mi piace sperimentare sia col tempo, sia in post produzione, mi piace ispirarmi alle fotografie boudoir francesi, alla scultura greca, e trovo interessante anche l’uso del mosso, giocando col tempo di esposizione per creare immagini oniriche.
Un mese fa io e LaFra_miele dovevamo scattare ma non avevo ancora delle idee precise sul cosa fare, spesso lascio che un seme che ho in testa si sviluppi durante le riprese, e così è stato, in un’ora ho creato 3 album differenti senza variare il trucco, e togliendo semplicemente la lingerie.
Sono partita col fare fotografie Boudoir, il mio soggetto era seduto sulla poltrona in lingerie (1° idea), ma ero stufa di fare queste foto, cosi ho voluto provare a rimanere nel boudoir giocando col tempo di esposizione (2° idea), dopodichè abbiamo provato a ispirarci a Canova e la scultura Greca, per cui ho fatto spogliare LaFra_miele, è salita su una sorta di piedistallo che ricordava una statua e nuda le ho avvolto un lenzuolo. Il suo corpo lungo affusolato elegante ricordava un cigno e da qui la 3° idea, non ancora soddisfatta ho voluto giocare di nuovo col tempo di esposizione ritraendo il mio soggetto come una statua mossa.
L’idea definitiva è stata davanti al computer: inizialmente pensavo di lasciare le fotografie a colori, ma incuriosita ho voluto convertire in bianco e nero e più guardavo il monitor più mi affascinava il fatto che il contorno del corpo si perdesse nel bianco dello sfondo. Istintivamente ho accentuato il contrasto, mi sono alzata dalla sedia per bere dell’acqua e quando sono tornata ho VISTO la mia idea. E’ uno dei lavori più strani che abbia mai fatto e che amo molto, una persona che mi conosce bene ha detto “è particolare come te ” e aveva proprio ragione, la fotografia rappresenta totalmente me, fuori dagli schemi, con influenze di storia dell’arte, sconfina fuori , ed è in bianco e nero. Rappresenta la Donna e la Libertà di essere che muta continuamente. EVAnescenza, anche il titolo lo sento perfetto, Eva ovvero la Donna che muta.

Boudoir Maschile

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Servizio realizzato da Micaela Zuliani, guarda tutte le foto QUI

Shooting di coppia

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EROS – Shooting di coppia organizzato da Scuola di Boudoir, con le nostre modelle.
I fotografi interessati a realizzare fotografie artistiche (no nudo, non volgari) possono contattare la segreteria, scrivendo a scuoladiboudoir@gmail.com.
Le ragazze non seguono la fase contrattuale.

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COVID-19 di Elle Bierre ph

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Un interessante progetto fotografico che abbiamo il piacere di condividere.

La paura l’insicurezza l’impotenza hanno preso il posto, con prepotenza, della nostra spensieratezza, della nostra sicurezza, della padronanza delle nostre vite… Abbiamo smesso di svegliarci alla mattina pieni di buoni propositi e di cose da fare… Abbiamo perso l’energia nel lavarci e nel vestirci per essere belli e profumati per il nostro nuovo giorno… Ogni mattina speriamo in un sereno tramonto e ogni sera in un sereno risveglio… Niente più… Tutto il resto ci è stato tolto. Prima ci mancava il superfluo ora ci manca il vento, ci manca il sole, ci manca la pioggia, ci mancano gli abbracci, i sorrisi… Prima eravamo ricercatori di cose ed esperienze fantastiche da postare sui social e ora ci manca camminare mano nella mano, ci manca guardare un tramonto, ci manca stare con le persone che amiamo… ci manca l’essenziale… Ci è stato tolto il vero senso della vita… Ci è stato rubato sotto i nostri occhi mentre noi eravamo distratti dalla sfrenata ricerca dell’eccedente. Tutto si è fermato come quando in una video chiamata WhatsApp la connessione è scarsa e l’immagine della persona con cui stai parlando si blocca… quando quell’immagine riprenderà finalmente vita speriamo con tutti noi stessi che i nostri sorrisi possano tornare ad illuminarci. Siamo come quando rimaniamo in dormi veglia dopo un brutto sogno, li in quel preciso momento non riesci a capire se sei nella realtà o ancora nel sogno … E li …in quel limbo ti senti in un profondo disagio… inerme… vulnerabile… Siamo rimasti in sospeso in un punto non ben definito, siamo impietriti e anche se trovassimo la forza di muoverci non sapremmo neanche da che parte andare, perchè siamo in guerra completamente disarmati, vestiti solamente di mascherina e guanti combattiamo contro un nemico invisibile. 

Forza Italia lo abbiamo urlato l’ultima volta per la voglia di vincere una partita… Ora lo urliamo per la profonda voglia di vincere la vita… Ora lo urliamo per la disperata voglia di farcela… Quella normalità che ci sembrava tanto noiosa e che ci spingeva a ricercare sempre qualcosa di nuovo, ora ci sembra un sogno… Quella normalità a volte ritenuta banale ci manca , ora, come l‘aria… Quella normalità che ci pareva inerte, ora pagheremo tutto l’oro del mondo per riaverla fra le nostre mani… Ma presto ne riprenderemo le redini e rinasceremo un’altra volta.

LUCA BARTOLI fotografo
FB: https://www.facebook.com/luca.bartoli.524596
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/ellebierreph/
WEB: https://justelle.scattinversi.com/

LAURA PAGANO modella
FB: https://www.facebook.com/laura.pagano.85
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/white_rabbit.85/

FEDERICA SANTI scrittrice
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INSTAGRAM: https://www.instagram.com/fede26011968/

Come capire la propria taglia di reggiseno 2° parte

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Scuola di Boudoir

Settimana scorsa vi abbiamo spiegato in un altro video come prendere correttamente le misure per il reggiseno.
Se non l’hai visto ecco qua l’articolo
Ma basta questo per acquistare il nostro reggiseno ? No.
Seguite i preziosi consigli della nostra Francesca.

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Tutorial : 10kg in più o in meno a seconda di come scatti

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Scuola di Boudoir

Nei corsi che tengo di fotografia Boudoir o sui libri pubblicati, mostro come un soggetto può apparire snello o grosso a seconda di vari fattori, come la lente usata, la distanza e altezza che si tiene dal nostro soggetto, le pose.
L’errore più frequente è quello di pensare che un corpo non cambi, in realtà può variare veramente tanto a seconda di chi fotografa, tutto sta nell’osservare i punti forti e i punti da nascondere affinchè il soggetto venga valorizzato al meglio.
In questo momento in cui non è possibile tenere corsi a causa del coronavirus, ho ritenuto utile fare una rubrica in cui utilizzo me stessa come esempio per dimostrare le varie differenze. I suggerimenti che seguono sono validi sia per i fotografi, sia per le donne che vogliono farsi degli autoritratti sensuali, in quanto i principi di massima sono i medesimi.
Ci tengo a fare una premessa doverosa:…

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Bluebella, nuovo brand di lingerie scelto da Scuola di Boudoir

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Scuola di Boudoir da oggi sceglie il marchio londinese Bluebella per i suoi servizi fotografici.
Il brand pluripremiato, si rivolge a tutte le donne offrendo qualità, eleganza ad un prezzo accessibile.
E oggi potete approfittare dei saldi fino al 60%, cosa aspettate quindi ? date un occhio al sito o ai vari store di lingerie.

Bluebella : fondato nel 2005 da Emily Bendell, la storia e la vision del Brand è semplice: lingerie e nightwear alla moda e di lusso, di alta qualità e a un prezzo accessibile. Bluebella è un brand di lingerie fondato su modernità e forza, il cui scopo è ridefinire il concetto di sensualità.

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Come capire la propria taglia di reggiseno

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Lo sapevate che solo il 10% delle donne indossa la giusta taglia di reggiseno? Una ricerca di mercato* evidenzia che in Italia il 90% delle donne non sa scegliere il reggiseno adatto.
[*Ricerca Triumph citata nell’ articolo “La formula del Reggiseno è un’equazione in 3 D” di S. Marchetti-su “La Repubblica” dell’ 8/9/2011]

Il Bra Fitting ossia “adattamento del reggiseno”, dalle parole inglesi Bra (reggiseno) e Fitting (da to fit, adattare) è un innovativo sistema professionale per trovare la forma, la misura e la vestibilità perfette del reggiseno, che valorizzino al meglio le caratteristiche e l’unicità di ogni seno e di ogni silhouette.

Non è solo una questione estetica: la scelta del reggiseno “sbagliato” può provocare danni alla salute (irritazioni della pelle, infiammazione del seno, danni alla schiena e alle spalle). Indossare il reggiseno giusto consente di preservare il proprio benessere, ed assicurarsi confort in ogni occasione e…

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SCELTA CONSAPEVOLE TRA LE FOTO

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SCELTA DI UNA FOTO : spesso abbiamo foto APPARENTEMENTE simili che un buon occhio allenato vede comunque come molto diverse tra loro, il giusto e il sbagliato non esiste in foto, ma la consapevolezza e la scelta del fotografo.
Tanti fotografi pubblicano a caso, perchè non vedono certi particolari, o peggio pubblicano foto simili tra loro, non AVENDO FATTO UNA SCELTA CONSAPEVOLE.
In questo caso ho due foto:
la prima è più muscolare, la seconda è piu dolce emozionale, vediamo nel dettaglio. 
Nella PRIMA la linea del mento e del collo sono più accentuate, marcate, come il muscolo del braccia che è in tensione, valorizzando la fisicità e la muscolatura di Francesca. La mano ha più tensione, è più forte, stringe, è appassionata e passionale. 
Le gambe sono allineate, la linea del sedere rende il fondoschiena più bello. I capelli di contro sono messi meno bene, meno in ordine che…

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Forza ed autenticità nel nudo di Jo Schwab

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La fotografia di Jo Schwab è immediata, carnale, ti schiaffeggia con la forza degli sguardi netti dei soggetti, ma poi non ti lascia, anzi ti trattiene per la bellezza e l’autenticità dei nudi rappresentati.
Noi di Fotografia Boudoir Italia ne siamo rimasti affascinati e non potevano non condividere il suo lavoro. Ma sarebbe riduttivo parlare solo dei suoi nudi, guardate tutto il sito, anche la sezioni ritratti, siamo certi che apprezzerete anche voi questo fotografo.

Operante nel campo della pubblicità e della moda, il fotografo tedesco classe 1969 Jo Schwab realizza dei ritratti che sembrano succhiare l’anima dei suoi soggetti. Col suo attento obbiettivo, infatti, egli riesce a cogliere un’espressività non comune, intima e introspettiva. Gli sguardi sembrano parlare, raccontare qualcosa che va oltre la sfera pubblica, è come se il fotografo riuscisse a catturare un frame di una storia che sta accadendo o che quegli sguardi vorrebbero accadesse.
Il nudo, in questo contesto, si annulla, diventa un accessorio, un elemento che spinge il racconto ma non ne è protagonista.
Bene, ecco le immagini. Buona visione!

Link utili / Useful links:
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Criteri per definire una foto Boudoir

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Sembra che incasellare il Boudoir in qualcosa di ben specifico sia un’impresa impossibile. Già in un altro articolo ho espresso il mio personale punto di vista su cosa significa fotografia Boudoir, precisando che a mio avviso non si può stabilire con certezza, in quanto dipende da vari fattori, da come lo intende il fotografo, dalla cultura, dalla nazione in cui si vive e che i confini tra ritratto, erotismo e pornografia sono molto labili e probabilmente lo determina il COME si fa e il fine.
In Italia siamo più rigidi, forse perché rispetto all’America questo settore si è diffuso solo negli ultimi anni, e tutto ciò che non si conosce o si conosce poco, ha spesso bisogno di rassicurazioni e definizioni.
Se si parla con più fotografi si scoprirà che uno lo intende come fotografia da fare solo con luce naturale, in una stanza da letto, un altro con luce…

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Luci soffuse, una camera d’hotel, la sensualità interpretata da Boudoir Firenze (intervista del mese)

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Intervista a Ilaria Mocali & Enrico Carcasci di Boudoir Firenze

Da quanti anni fotografate e qual’è il motivo per cui avete deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ilaria: fotografo da quando ero bambina, ma solo da adulta ho potuto approfondire la conoscenza della fotografia in un modo più ampio e si è aperto un mondo di possibilità ed idee, cosa che per una curiosa come me è una manna dal cielo. La specializzazione nel boudoir diciamo che è stata quasi una decisione che mi sono ritrovata addosso dal mio amico-socio-collega di questa bellissima avventura; quando mi propose questo tipo di fotografia ero scettica non tanto per la tipologia degli scatti, che adoro, quanto per come sarei riuscita ad approcciarmi e gestire : essendo essenzialmente una persona riservata avevo timori ad entrare in una sfera troppo intima di chi mi stava davanti all’obiettivo. Poi per superare i miei limiti, mi sono buttata e da li è nato un bel percorso personale e professionale che non rimpiango minimamente.
Enrico: scatto “dai tempi della pellicola” prendendo di nascosto la macchina fotografica a mia mamma. Mi piace l’idea di provare a fermare il tempo in un’immagine e tradurre in foto le sensazioni che una persona mi procura. Con questa spinta è nato il progetto Boudoir, per provare a rappresentare quella naturale bellezza che vedo nelle donne, nei loro gesti, negli sguardi. Sono curioso di natura per cui ogni servizio fotografico è un modo per arricchire la mia esperienza ed ampliare la mia visione delle persone.

Di dove siete ? Nel paese in cui vivete la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Siamo di Firenze. Diciamo che inizia da qualche tempo ad essere considerata una fotografia più intimistica che volgare. Quando abbiamo aperto la pagina sui social siamo stati chiaramente tacciati di pornografia. Però avendo scatti eleganti e per niente volgari, senza nudo, piano piano siamo riusciti a far capire il significato di boudoir. Nei nostri scatti cerchiamo di fare uscire la personalità, sensualità e femminilità di ogni donna che si affida a noi.

Che tipo di luce usate più abitualmente ? Naturale, artificiale o entrambe ?
Preferiamo la luce naturale casomai utilizzando pannelli o teli filtranti, ma abbiamo anche una dotazione di lampade da studio per scattare con la luce artificiale e col flash.

Che attrezzatura usate o che consigliereste a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Abbiamo entrambi un corredo digitale professionale (Ilaria Canon ed Enrico Nikon) però non esiste attrezzatura più adatta di quella che sai usare, che abbia costi contenuti o più elevati. Anche una entry level in mano a chi sa gestire pregi e limiti è un’ottima attrezzatura.

I vostri soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Al momento fotografiamo solo donne, ma abbiamo già in mente di estendere il progetto a coppie etero o gay ed anche a uomini. Pensiamo che vivere questo tipo di esperienza fotografica non abbia limiti di genere, età o forma fisica.

Siete favorevoli al ritocco con Photoshop? O lasciate i vostri soggetti con gli inestetismi?
Generalmente utilizziamo Photoshop per fare ritocchi di base ed eliminare eventuali brufoli e/o occhiaie ma per il resto preferiamo la naturalezza con i pregi ed i difetti.
Ovviamente che se ci viene richiesto di fare un editing High End lo possiamo fare ma per adesso non ce lo hanno mai chiesto, anche perché andrebbe in contrasto con la nostra visione di fotografia boudoir.

Credete che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Sinceramente non crediamo. Noi ci appoggiamo a strutture ricettive con le quali collaboriamo da tempo così variamo anche il tipo di spazio ed arredamento in base al soggetto: è un po’ più macchinoso da organizzare ma a livello di costi crediamo non ci sia molta differenza. E stiamo creando una nostra “rete” di location e di contatti.

Lasciate che il vostro soggetto sia spontaneo o puntate molto sulle pose già studiate ?
Dipende dal soggetto. Essendo tutti shooting taylor made, se abbiamo davanti all’obiettivo una persona non inibita e che sa come muovere il suo corpo lasciamo che la spontaneità abbia il sopravvento; se invece abbiamo un soggetto un po’ più impacciato e inizialmente imbarazzato davanti alla reflex, aiutiamo con pose studiate e delle quali abbiamo parlato col soggetto negli incontri antecedenti alla sessione di scatto, un passaggio che reputiamo essenziale per questo tipo di fotografia.

Da dove traete ispirazione ?
Film, musica, riviste, libri, immaginazione, la persona che sto fotografando, sogni, quadri…..

Vendete solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? Nella vostra esperienza a cosa è più interessato il vostro cliente tipo ?
File digitali più stampe. Stiamo progettando un packaging per i file digitali e ad un cofanetto per le stampe.

Qual è la difficoltà che riscontrate più spesso ?
Far capire che è un lavoro e non un passatempo, di conseguenza farci pagare per la professionalità. Tutti hanno un amico o un cugino con la reflex con cui, inizialmente, ti confrontano.

Contatti:
www.boudoirfirenze.it
instagram.com/boudoirfirenze
www.facebook.com/BoudoirFirenze

CODICE ETICO E SUGGERIMENTI ANTI MOLESTIE

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Scuola di Boudoir

Oggi vorrei affrontare due temi di cui si parla poco, con risvolti a volte pericolosi.
Sappiamo bene che ci sono purtroppo tanti uomini che si improvvisano fotografi avendo come unico interesse quello di attirare e nei casi più gravi molestare le donne.
Come sappiamo anche che ci sono tante donne e ragazzine che vanno agli incontri con sconosciuti in modo assolutamente sprovveduto, direi incosciente.
Da donna emancipata e da fotografa non dico che sia sbagliato vivere le proprie esperienze fotografiche ma ecco qualche consiglio che mi sento di darvi:
Il primo punto lo considero il più importante e a cui investire del tempo.
1) Approfondite la conoscenza del fotografo, scrivete su google nome e cognome per vedere se ci sono recensioni negative, valutate con attenzione le foto che spesso parlano da sole in termini di professionalità, qualità, chiedete informazioni alle donne precedentemente fotografate.
Spesso i fotografi amatoriali con altre intenzioni…

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L’erotismo di Carla van de Puttelaar

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Carla van de Puttelaar è una fotografa olandese che ha come obiettivo la ricerca dell’essenza pura della donna. Nella delicatezza e intimità dei suoi scatti, infatti, trapela una sensualità essenziale che individua e fissa la perfezione dell’imperfezione del corpo femminile. Ciò è ottenuto attraverso l’attenzione per i particolari, i gesti e i minimi dettagli che sono illuminati tra le ombre, risultano particolarmente bianchi, quasi funerei, richiamando la pittura olandese del XVII secolo.
Il risultato è un erotismo delicato, quasi innocente, che tuttavia risulta forte ed emozionante.
Ecco le immagini. Buona visione!

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Fonte

Kimbra Audrey – autoritratti

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Kimbra Audrey è un’artista americana che vive e lavora a Parigi. Dopo aver lavorato come modella per quasi un decennio, Kimbra era frustrata dalle immagini superficiali costantemente create da lei e non in linea con i suoi valori. Ha lottato con la depressione per tutta la sua vita e ha iniziato a fare autoritratti in un modo catartico per creare delle immagini più reali di se stessa.
Kimbra gira esclusivamente in film, che sviluppa e stampa a casa. Non ritocca le sue immagini e trova la bellezza nelle imperfezioni naturali che si verificano durante le riprese di un film.

“Nel marzo di quest’anno sono andata a Melbourne, in Australia, per la prima volta. Sapevo che l’Australia era conosciuta per le sue famose spiagge e volevo trovare le migliori su cui fotografarmi. Avevo letto di un posto chiamato Bushrangers Bay e quando l’ho studiato per la prima volta ho scoperto che qualcuno era morto di recente lì. Ci sono ripide scogliere, correnti imprevedibili e rocce frastagliate. La spiaggia è molto isolata e ci vuole un’ora di camminata per raggiungerla. Nella baia ci sono piscine di roccia in cui puoi nuotare ma sono accessibili solo durante la bassa marea. La prima volta che ci sono andata, la marea stava già iniziando a entrare, quindi non ero in grado di fotografare molto. Sono anche scivolata e caduta in una piscina di roccia con le mie macchine fotografiche, il treppiede e tutto il mio film. Funzionavano tutti ancora, non è la prima volta che cadono nell’oceano.

Quindi sono tornata una seconda volta con la mia cara amica Lucy, siamo andate al mattino, prima ancora che il sole sorgesse. Per quasi mezza giornata abbiamo avuto l’intera spiaggia tutta per noi. Abbiamo ripreso per ore, nuotato e ci siamo abbronzate, ma poi è arrivata un’onda che mi ha tramortito e buttato quasi giù, ho rischiato di morire, fortunatamente la mano di Lucy mi ha salvato, cosi abbiamo deciso di riprendere tutto per immortalare quel momento, di panico ma anche di libertà. ” https://storyofmag.com/blog/i-almost-died

Sotto traduzione con google dal blog https://www.sukuhome.com/blogs/journal/suku-x-kimbra-audrey , perdonate gli errori.

In che modo lavorare con l’autoritratto ti ha permesso di esplorare la tua salute mentale e il tuo percorso di auto-esposizione?
Prima di iniziare a realizzare autoritratti ho lavorato come modella per quasi un decennio. È stato davvero frustrante e dannoso per la mia salute mentale lavorare in quell’industria all’epoca. Lavorare nella moda mi ha sviluppato una relazione estremamente malsana con il mio corpo. 
Ho iniziato a scattare autoritratti mentre facevo la modella semplicemente per documentarmi nel modo in cui mi vedevo. Volevo creare immagini autentiche che non fossero state ritoccate. L’autoritratto è estremamente catartico e mi ha permesso di riconnettermi con il mio senso di sé. Mi ha anche insegnato ad amare il mio corpo così com’è e ad abbattere i valori patriarcali che mi erano stati instillati dalla società per tutta la vita.

Sito Web di Kimbra Audrey | Instagram

Sotto solo una parte delle bellissime foto che trovate sul suo sito, consiglio di approfondire la visione.

Rivisitazioni della donna con BERNHARD HANDICK

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L’arte di Bernhard Handick, fotografo e artista multidisciplinare, non si esaurisce con uno scatto, anzi, il vero lavoro inizia solo dopo aver sentito il click della macchina fotografica. 

Infatti, alcune sue fotografie non vengono modificate, restituendo la realtà di quel momento preciso, invece altre vengono sottoposte a un lavoro di modifica, ma non con Photoshop o di post produzione. Bernhard trasforma i suoi scatti utilizzando il colore, la vernice o creando con essi dei collage. Questo processo, al contrario di quello che si possa pensare, non distrugge l’immagine, ma crea una sorta di profondità, la rende meno piatta e la investe di un significato tutto nuovo. 

Al centro della sua ricerca artistica, sia che si tratti di fotografie che di collage, troviamo sempre il corpo femminile nudo. In questo modo Bernhard Handick riesce a vestire anche i panni dello scultore, che gioca con i corpi e li trasforma in opere d’arte. 

Qui sotto trovi una selezione dei suoi lavori, per scoprirne di più vai sul suo sito

Fonte: Collater.al

Jean-Francois Jonvelle, maestro francese della fotografia erotica.

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Sensualità ed eleganza sono elementi impliciti e fondanti nel lavoro del fotografo Jean-Francois Jonvelle (1943-2002), colui che viene considerato il maestro francese della fotografia erotica.
Le sue opere sono degli scorci di erotismo mai esplicito fatti di pose sensuali, sguardi allusivi e mezzi sorrisi accennati. Anche negli scatti di nudo, o quelli in cui questo si intravede, egli è capace di far lavorare l’immaginazione, crea stimoli in grado di risvegliare fantasie.
L’uso del bianco e nero, inoltre, sembra infondere un clima sognante, adatto per lasciarsi andare all’inventiva.
Ecco gli scatti. Buona visione!

Autenticità femminile, progetto Søster Studio

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Il progetto fotografico del Søster Studio è tutto incentrato sull’autenticità e l’empowerment delle donne. La serie di immagini NSFW comprende un cast d’eccezione: dalla stilista Kama Krystel, alla fotografa Anne-Line Nygaard, la fondatrice del marchio Pernille Nadine che ha realizzato queste fotografie.

Un aspetto interessante della serie di immagini è che gli abiti non oggettivizzano le donne, ma danno loro un senso di potere e controllo. Non capita tutti i giorni che un marchio di moda faccia un progetto che non si concentri sui vestiti. Ma Søster è diverso, non è solo un negozio online, ma anche un luogo di ispirazione.

“Con questo progetto non volevo concentrarmi sugli abiti, volevo trasmettere un’emozione, una storia, una verità”.

Le immagini sono scattate su pellicola senza ritocchi, per accentuare l’identità delle modelle e permettere loro di esplorare la loro sensualità. La diversità è un altro punto chiave:

“Anche la diversità e la rappresentazione sono molto importanti per me, c’è un’enorme carenza di questo aspetto nell’industria della moda. Attraverso ogni scatto cerco di riflettere la società in cui viviamo e le donne meravigliose che ci circondano nella vita”.

Alla fine, questo progetto è una celebrazione dell’unione delle donne. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare che le donne dovrebbero festeggiare l’un l’altra piuttosto che essere competitive.

Visita ora il sito dello studio qui.
Fonte: Collater.al

La sensualità sussurrata all’orecchio: Ermes Mazzali (intervista del mese)

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Intervista a Ermes Mazzali di Ermes Mazzali Photo.
Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir? 
Ciao Micaela, innanzitutto grazie per l’opportunità che mi hai dato, conoscerti per me è stata davvero una grande gioia. Rispondo alla tua domanda dicendoti che la fotografia è parte di me sin da quando ero bambino. Assieme a mio padre e mio zio, giocavo in camera oscura a sviluppare fotografie mentre i miei amici giocavano al pallone in strada. Come tutti i figli che hanno il “lavoro in casa”, ho voluto prendere un’altra strada diventando un vigile del fuoco. La passione della fotografia è comunque rimasta sempre viva in me e non l’ho mai abbandonata completamente. Pian piano la passione si è fatta sempre più forte sino ad arrivare a oggi che sono un fotografo professionista con un mio studio e un discreto seguito.
Di dove sei? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Io sono di Suzzara in provincia di Mantova e il mio studio è a pochi km da dove vivo, a Motteggiana. Nel mio paese posso dire che un buon 40% delle ragazze si è fatta scattare da me e la mia fotografia, il mio boudoir non mi è mai stato considerato volgare perché sono il primo cui non piace la fotografia volgare. Sono dell’idea che non sia il genere a rendere una foto sensuale o volgare ma il modo in cui è interpretata. Io amo comunicare con le immagini e cerco sempre di far trasmettere alle mie fotografie un sentimento e di farlo arrivare al cuore.
Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?
Amo la luce naturale ma come detto poco fa, avendo uno studio fotografico spesso per questioni di mood e insegnamento, devo utilizzare inevitabilmente anche la luce continua a led o flash. La luce che entra dalla finestra a mio avviso rimane sempre la più emozionante.
Che attrezzatura usi e che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?
La mia attrezzatura è totalmente Canon ma non perché la trovo migliore di altri brand, mi hanno sempre detto che la foto non la scatta la macchina ma il fotografo, ho Canon semplicemente perchè mio padre e mio zio usavano Canon e quindi è diventato il brand di casa, una questione affettiva.
A chi inizia oggi consiglio una macchina fotografica senza tante pretese, una buona lente luminosa magari un 50 mm fisso a 1.8 o 1.4 e la luce di una finestra.
I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 
Principalmente scatto soggetti femminili, glamour e specialmente boudoir ritengo che siano un genere più femminile che maschile, ma capita spesso di scattare anche coppie e a volte anche uomini.
Sei favorevole al ritocco con Photoshop o lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 
Arrivando dalla pellicola sono dell’idea che la fotografia la faccia la macchina fotografica, ma come una volta si sfruttava la camera oscura per migliorare i propri scatti, oggi grazie a programmi come Photoshop, si riesce a realizzare cose un tempo impensabili. I programmi di fotoritocco però a mio avviso devono rimanere al servizio della fotografia e non “fare la fotografia”. Una brutta fotografia anche con tante ore di post produzione rimane una brutta fotografia. Gli inestetismi come brufoli e occhiaie in una bella fotografia vanno tolti per renderla perfetta.
Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?
Assolutamente no. Credo che se parliamo della figura del fotografo, è indispensabile che abbia la Partita Iva, altrimenti parliamo di fotoamatore, cosa spesso travisata. Lo studio per un fotografo può arrivare anche più avanti. 
Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate? 
Amo nella fotografia la naturalezza e la spontaneità e la ricerco in tutti i miei scatti anche quando sono io a guidare in pose studiate la persona ritratta. L’ispirazione nasce sul momento con l’intesa che si crea con il soggetto ritratto. Spesso mi ritrovo a scattare persone che non hanno mai fatto servizi fotografici e diventa quindi fondamentale saper gestire la persona senza farle perdere naturalezza.
Da dove trai ispirazione? 
L’ispirazione arriva automaticamente in base alle emozioni e sensazioni che la persona ritratta trasmette. Tutto deve arrivare con naturalezza.
Vendi solo le foto digitali, file digitali più stampe o anche packaging tipo scatole/usb?  Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo? 
La fotografia è stampata. Sono cresciuto toccando le fotografie e la mia concezione è di vederle stampate appese in un quadro o in un book. Una fotografia stampata la godi molto di più e grazie a Dio anche i miei clienti sposano la mia filosofia. Consegno spesso stampe e anche foto digitali perché oggi per chi cerca visibilità, la vetrina principale sono i social.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso?
Ai miei clienti piace il modo in cui interpreto la fotografia e credo che sia il motivo principale per cui mi cercano. Come già detto, cerco sempre di fare uscire i sentimenti dai miei scatti e la difficoltà più grande è quella di creare l’intesa, il feeling con il soggetto ritratto per ricercare naturalezza e spontaneità in ogni scatto.

Contatti:

www.ermesmazzaliphoto.it
www.facebook.com/ermes.mazzali.photography
www.instagram.com/Ermes_Mazzali_Photo/

Visioni sul concetto di Bellezza – Justin Dingwall

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Il fotografo e artista visivo sudafricano Justin Dingwall costruisce immagini di forte impatto visivo, capaci di catturare immediatamente l’attenzione di chi le guarda. Attraverso forma e composizione ben studiate, tutte le immagini esplorano un’ampia gamma di temi importanti, dalla xenofobia in Sudafrica agli stereotipi obsoleti dell’albinismo.

Justin Dingwall si è sempre occupato delle minoranze e dei “diversi”, come nella sua serie Albus del 2016, nella quale mette in discussione la nostra comprensione della bellezza albina.

A Seat at the Table è il nome di un’altra sequenza di immagini che sfrutta oggetti di uso quotidiano in maniera creativa. Il modello della serie, Moostapha, è affetto da vitiligine, condizione che non viene nascosta, ma esaltata.

In Fly by Night l’artista si serve della favola del Brutto Anatroccolo per commentare la questione della xenofobia in Sud Africa. Dingwall traspone questa metafora nella sua serie fotografica, usando un vero e proprio cigno nero. Il suo immaginario diventa parte attiva nella trasposizione di tematiche complesse e vogliono indirizzare il pubblico nella giusta direzione, quale?

Quella che vede la diversità come un valore.

Non è un caso che l’artista abbia affermato più volte che il suo lavoro non riguarda la razza, la politica o la moda, ma la percezione e “ciò che soggettivamente percepiamo come bello”.

Fonte: Collater.al