Shooting di coppia

blog, servizi offerti, servizio fotografico del mese

EROS – Shooting di coppia organizzato da Scuola di Boudoir, con le nostre modelle.
I fotografi interessati a realizzare fotografie artistiche (no nudo, non volgari) possono contattare la segreteria, scrivendo a scuoladiboudoir@gmail.com.
Le ragazze non seguono la fase contrattuale.

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Come capire la propria taglia di reggiseno 2° parte

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Scuola di Boudoir

Settimana scorsa vi abbiamo spiegato in un altro video come prendere correttamente le misure per il reggiseno.
Se non l’hai visto ecco qua l’articolo
Ma basta questo per acquistare il nostro reggiseno ? No.
Seguite i preziosi consigli della nostra Francesca.

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Tutorial : 10kg in più o in meno a seconda di come scatti

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Scuola di Boudoir

Nei corsi che tengo di fotografia Boudoir o sui libri pubblicati, mostro come un soggetto può apparire snello o grosso a seconda di vari fattori, come la lente usata, la distanza e altezza che si tiene dal nostro soggetto, le pose.
L’errore più frequente è quello di pensare che un corpo non cambi, in realtà può variare veramente tanto a seconda di chi fotografa, tutto sta nell’osservare i punti forti e i punti da nascondere affinchè il soggetto venga valorizzato al meglio.
In questo momento in cui non è possibile tenere corsi a causa del coronavirus, ho ritenuto utile fare una rubrica in cui utilizzo me stessa come esempio per dimostrare le varie differenze. I suggerimenti che seguono sono validi sia per i fotografi, sia per le donne che vogliono farsi degli autoritratti sensuali, in quanto i principi di massima sono i medesimi.
Ci tengo a fare una premessa doverosa:…

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Bluebella, nuovo brand di lingerie scelto da Scuola di Boudoir

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Scuola di Boudoir

Scuola di Boudoir da oggi sceglie il marchio londinese Bluebella per i suoi servizi fotografici.
Il brand pluripremiato, si rivolge a tutte le donne offrendo qualità, eleganza ad un prezzo accessibile.
E oggi potete approfittare dei saldi fino al 60%, cosa aspettate quindi ? date un occhio al sito o ai vari store di lingerie.

Bluebella : fondato nel 2005 da Emily Bendell, la storia e la vision del Brand è semplice: lingerie e nightwear alla moda e di lusso, di alta qualità e a un prezzo accessibile. Bluebella è un brand di lingerie fondato su modernità e forza, il cui scopo è ridefinire il concetto di sensualità.

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Come capire la propria taglia di reggiseno

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Scuola di Boudoir

Lo sapevate che solo il 10% delle donne indossa la giusta taglia di reggiseno? Una ricerca di mercato* evidenzia che in Italia il 90% delle donne non sa scegliere il reggiseno adatto.
[*Ricerca Triumph citata nell’ articolo “La formula del Reggiseno è un’equazione in 3 D” di S. Marchetti-su “La Repubblica” dell’ 8/9/2011]

Il Bra Fitting ossia “adattamento del reggiseno”, dalle parole inglesi Bra (reggiseno) e Fitting (da to fit, adattare) è un innovativo sistema professionale per trovare la forma, la misura e la vestibilità perfette del reggiseno, che valorizzino al meglio le caratteristiche e l’unicità di ogni seno e di ogni silhouette.

Non è solo una questione estetica: la scelta del reggiseno “sbagliato” può provocare danni alla salute (irritazioni della pelle, infiammazione del seno, danni alla schiena e alle spalle). Indossare il reggiseno giusto consente di preservare il proprio benessere, ed assicurarsi confort in ogni occasione e…

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SCELTA CONSAPEVOLE TRA LE FOTO

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Scuola di Boudoir

SCELTA DI UNA FOTO : spesso abbiamo foto APPARENTEMENTE simili che un buon occhio allenato vede comunque come molto diverse tra loro, il giusto e il sbagliato non esiste in foto, ma la consapevolezza e la scelta del fotografo.
Tanti fotografi pubblicano a caso, perchè non vedono certi particolari, o peggio pubblicano foto simili tra loro, non AVENDO FATTO UNA SCELTA CONSAPEVOLE.
In questo caso ho due foto:
la prima è più muscolare, la seconda è piu dolce emozionale, vediamo nel dettaglio. 
Nella PRIMA la linea del mento e del collo sono più accentuate, marcate, come il muscolo del braccia che è in tensione, valorizzando la fisicità e la muscolatura di Francesca. La mano ha più tensione, è più forte, stringe, è appassionata e passionale. 
Le gambe sono allineate, la linea del sedere rende il fondoschiena più bello. I capelli di contro sono messi meno bene, meno in ordine che…

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Criteri per definire una foto Boudoir

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Sembra che incasellare il Boudoir in qualcosa di ben specifico sia un’impresa impossibile. Già in un altro articolo ho espresso il mio personale punto di vista su cosa significa fotografia Boudoir, precisando che a mio avviso non si può stabilire con certezza, in quanto dipende da vari fattori, da come lo intende il fotografo, dalla cultura, dalla nazione in cui si vive e che i confini tra ritratto, erotismo e pornografia sono molto labili e probabilmente lo determina il COME si fa e il fine.
In Italia siamo più rigidi, forse perché rispetto all’America questo settore si è diffuso solo negli ultimi anni, e tutto ciò che non si conosce o si conosce poco, ha spesso bisogno di rassicurazioni e definizioni.
Se si parla con più fotografi si scoprirà che uno lo intende come fotografia da fare solo con luce naturale, in una stanza da letto, un altro con luce…

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Luci soffuse, una camera d’hotel, la sensualità interpretata da Boudoir Firenze (intervista del mese)

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Intervista a Ilaria Mocali & Enrico Carcasci di Boudoir Firenze

Da quanti anni fotografate e qual’è il motivo per cui avete deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ilaria: fotografo da quando ero bambina, ma solo da adulta ho potuto approfondire la conoscenza della fotografia in un modo più ampio e si è aperto un mondo di possibilità ed idee, cosa che per una curiosa come me è una manna dal cielo. La specializzazione nel boudoir diciamo che è stata quasi una decisione che mi sono ritrovata addosso dal mio amico-socio-collega di questa bellissima avventura; quando mi propose questo tipo di fotografia ero scettica non tanto per la tipologia degli scatti, che adoro, quanto per come sarei riuscita ad approcciarmi e gestire : essendo essenzialmente una persona riservata avevo timori ad entrare in una sfera troppo intima di chi mi stava davanti all’obiettivo. Poi per superare i miei limiti, mi sono buttata e da li è nato un bel percorso personale e professionale che non rimpiango minimamente.
Enrico: scatto “dai tempi della pellicola” prendendo di nascosto la macchina fotografica a mia mamma. Mi piace l’idea di provare a fermare il tempo in un’immagine e tradurre in foto le sensazioni che una persona mi procura. Con questa spinta è nato il progetto Boudoir, per provare a rappresentare quella naturale bellezza che vedo nelle donne, nei loro gesti, negli sguardi. Sono curioso di natura per cui ogni servizio fotografico è un modo per arricchire la mia esperienza ed ampliare la mia visione delle persone.

Di dove siete ? Nel paese in cui vivete la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Siamo di Firenze. Diciamo che inizia da qualche tempo ad essere considerata una fotografia più intimistica che volgare. Quando abbiamo aperto la pagina sui social siamo stati chiaramente tacciati di pornografia. Però avendo scatti eleganti e per niente volgari, senza nudo, piano piano siamo riusciti a far capire il significato di boudoir. Nei nostri scatti cerchiamo di fare uscire la personalità, sensualità e femminilità di ogni donna che si affida a noi.

Che tipo di luce usate più abitualmente ? Naturale, artificiale o entrambe ?
Preferiamo la luce naturale casomai utilizzando pannelli o teli filtranti, ma abbiamo anche una dotazione di lampade da studio per scattare con la luce artificiale e col flash.

Che attrezzatura usate o che consigliereste a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Abbiamo entrambi un corredo digitale professionale (Ilaria Canon ed Enrico Nikon) però non esiste attrezzatura più adatta di quella che sai usare, che abbia costi contenuti o più elevati. Anche una entry level in mano a chi sa gestire pregi e limiti è un’ottima attrezzatura.

I vostri soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Al momento fotografiamo solo donne, ma abbiamo già in mente di estendere il progetto a coppie etero o gay ed anche a uomini. Pensiamo che vivere questo tipo di esperienza fotografica non abbia limiti di genere, età o forma fisica.

Siete favorevoli al ritocco con Photoshop? O lasciate i vostri soggetti con gli inestetismi?
Generalmente utilizziamo Photoshop per fare ritocchi di base ed eliminare eventuali brufoli e/o occhiaie ma per il resto preferiamo la naturalezza con i pregi ed i difetti.
Ovviamente che se ci viene richiesto di fare un editing High End lo possiamo fare ma per adesso non ce lo hanno mai chiesto, anche perché andrebbe in contrasto con la nostra visione di fotografia boudoir.

Credete che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Sinceramente non crediamo. Noi ci appoggiamo a strutture ricettive con le quali collaboriamo da tempo così variamo anche il tipo di spazio ed arredamento in base al soggetto: è un po’ più macchinoso da organizzare ma a livello di costi crediamo non ci sia molta differenza. E stiamo creando una nostra “rete” di location e di contatti.

Lasciate che il vostro soggetto sia spontaneo o puntate molto sulle pose già studiate ?
Dipende dal soggetto. Essendo tutti shooting taylor made, se abbiamo davanti all’obiettivo una persona non inibita e che sa come muovere il suo corpo lasciamo che la spontaneità abbia il sopravvento; se invece abbiamo un soggetto un po’ più impacciato e inizialmente imbarazzato davanti alla reflex, aiutiamo con pose studiate e delle quali abbiamo parlato col soggetto negli incontri antecedenti alla sessione di scatto, un passaggio che reputiamo essenziale per questo tipo di fotografia.

Da dove traete ispirazione ?
Film, musica, riviste, libri, immaginazione, la persona che sto fotografando, sogni, quadri…..

Vendete solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? Nella vostra esperienza a cosa è più interessato il vostro cliente tipo ?
File digitali più stampe. Stiamo progettando un packaging per i file digitali e ad un cofanetto per le stampe.

Qual è la difficoltà che riscontrate più spesso ?
Far capire che è un lavoro e non un passatempo, di conseguenza farci pagare per la professionalità. Tutti hanno un amico o un cugino con la reflex con cui, inizialmente, ti confrontano.

Contatti:
www.boudoirfirenze.it
instagram.com/boudoirfirenze
www.facebook.com/BoudoirFirenze

CODICE ETICO E SUGGERIMENTI ANTI MOLESTIE

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Scuola di Boudoir

Oggi vorrei affrontare due temi di cui si parla poco, con risvolti a volte pericolosi.
Sappiamo bene che ci sono purtroppo tanti uomini che si improvvisano fotografi avendo come unico interesse quello di attirare e nei casi più gravi molestare le donne.
Come sappiamo anche che ci sono tante donne e ragazzine che vanno agli incontri con sconosciuti in modo assolutamente sprovveduto, direi incosciente.
Da donna emancipata e da fotografa non dico che sia sbagliato vivere le proprie esperienze fotografiche ma ecco qualche consiglio che mi sento di darvi:
Il primo punto lo considero il più importante e a cui investire del tempo.
1) Approfondite la conoscenza del fotografo, scrivete su google nome e cognome per vedere se ci sono recensioni negative, valutate con attenzione le foto che spesso parlano da sole in termini di professionalità, qualità, chiedete informazioni alle donne precedentemente fotografate.
Spesso i fotografi amatoriali con altre intenzioni…

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L’erotismo di Carla van de Puttelaar

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Carla van de Puttelaar è una fotografa olandese che ha come obiettivo la ricerca dell’essenza pura della donna. Nella delicatezza e intimità dei suoi scatti, infatti, trapela una sensualità essenziale che individua e fissa la perfezione dell’imperfezione del corpo femminile. Ciò è ottenuto attraverso l’attenzione per i particolari, i gesti e i minimi dettagli che sono illuminati tra le ombre, risultano particolarmente bianchi, quasi funerei, richiamando la pittura olandese del XVII secolo.
Il risultato è un erotismo delicato, quasi innocente, che tuttavia risulta forte ed emozionante.
Ecco le immagini. Buona visione!

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Fonte

Rivisitazioni della donna con BERNHARD HANDICK

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L’arte di Bernhard Handick, fotografo e artista multidisciplinare, non si esaurisce con uno scatto, anzi, il vero lavoro inizia solo dopo aver sentito il click della macchina fotografica. 

Infatti, alcune sue fotografie non vengono modificate, restituendo la realtà di quel momento preciso, invece altre vengono sottoposte a un lavoro di modifica, ma non con Photoshop o di post produzione. Bernhard trasforma i suoi scatti utilizzando il colore, la vernice o creando con essi dei collage. Questo processo, al contrario di quello che si possa pensare, non distrugge l’immagine, ma crea una sorta di profondità, la rende meno piatta e la investe di un significato tutto nuovo. 

Al centro della sua ricerca artistica, sia che si tratti di fotografie che di collage, troviamo sempre il corpo femminile nudo. In questo modo Bernhard Handick riesce a vestire anche i panni dello scultore, che gioca con i corpi e li trasforma in opere d’arte. 

Qui sotto trovi una selezione dei suoi lavori, per scoprirne di più vai sul suo sito

Fonte: Collater.al

Le foto IG del mese: ottobre 2019

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Questo mese entrambe le fotografie scelte sono dello stesso autore.

La fotografia scelta dal web IG
La fotografia scelta dalla redazione

Le foto IG del mese: agosto 2019

blog, INSTAGRAM: la foto del mese
La fotografia scelta dal web IG
La fotografia scelta dalla redazione

Le foto IG del mese: giugno 2019

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La fotografia scelta dal web IG
La fotografia scelta dalla redazione

Le foto IG del mese: maggio 2019

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La fotografia scelta dal web IG
La fotografia scelta dalla redazione

Le foto IG del mese: aprile 2019

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La fotografia scelta dal web IG
La fotografia scelta dalla redazione

Le donne di Olivier Zahm

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I suoi scatti sensuali sono esposti nelle gallerie di mezzo mondo. Il 51enne artista parigino si racconta in una biografia per immagini (“O.Z Olivier Zahm: Diary, Rizzoli) attraverso le sue modelle.

Eclettico, trasgressivo, in controtendenza. Da oltre 20 anni i suoi acclamatissimi scatti colmi di donne affascinanti in pose sensuali e di artisti ribelli raccontano l’inaccessibile universo delle élite creative di mezzo mondo.

Parigino, classe 1963, fondatore del magazine di moda Purple Fashion, Olivier Zahm ha esposto le sue fotografie in gallerie presti- giose come la LeadApron di Los Angeles, la Half Gallery a New York e la Colette di Parigi: secondo alcuni critici la sua estetica è connotata da un gusto naïf rétro, ispirato alla sensualità dello scultore impressionista Auguste Rodin e immune dalle contaminazioni delle mode contingenti.

Lui spiega così la sua arte: “Alcuni fotografi usano le persone come oggetti, dicono “metti il braccio qui, sposta più a destra le gambe”. Io cerco l’emozione, voglio catturare un’interazione. Magari sono attratto da una donna e semplicemente la fotografo. Sta tutto nel gioco seduttivo tra me e lei”.

È da poco uscito O. Z. Olivier Zahm: Diary (Rizzoli International), una raccolta degli scatti preferiti dell’artista, un viaggio autobio- grafico per immagini, un libro la cui essenza è colta dalla citazione d’apertura del poeta Rainer Maria Rilke: «L’esperienza artistica è incredibilmente prossima a quella sessuale».

Fonte: style.corriere.it

ZouZou boutique dedicata all’erotismo femminile

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Parlando di erotismo non possiamo non citare ZouZou, la prima boutique dedicata all’erotismo femminile in Italia, aperta dal 2007 a Roma. Gestita da due donne intraprendenti – Alessandra Pucci e Tiziana Russo – che hanno voluto creare nel centro di Roma un tempio della sensualità femminile, Zou Zou non è solo shopping di sex toys, cosmetica e lingerie, ma anche sensual entertainment. Nella boutique si organizzano infatti anche presentazioni di libri erotici, serate cui parlare di sesso tra donne (risponde all’appello anche la sessuologa Barbara Florenzano) tra champagne e tartine, workshop di sensualità e corsi di burlesque. Tra i servizi speciali lo shopping privato e le serate per le future spose (i nuovissimi Bachelorette party) e le loro amiche.

ZouZou è la prima boutique in Italia ad aprire le porte in pieno centro a Roma all’erotismo femminile.

Un luogo sofisticato e accogliente, dove gli odori esaltano i sensi e la fantasia è stimolata dalla bellezza e dal design degli oggetti esposti.

ZouZou ha fatto da apripista nel campo del sensual entertainment e vanta le collaborazioni più esclusive tra i designers e i creativi nel panorama della lingerie e dei luxury sex toys. Tra questi Shiri Zinn la cui collezione di Crystal Dildo è stata esposta al Museum of Sex sulla 5th Avenue di New York. Jimmyjane il lifestyle brand di San Francisco i cui sex toys placcati in oro e platino, sono divenuti oggetti da esibire in pubblico per moltissime celebrities tra cui P. Diddy, Kate Moss, Eva Longoria e altri. Chloe Hambel la giovane designer dietro l’etichetta Lascivious, la lingerie più apprezzata dalle clienti di ZouZou

Una nota a sé va a Betony Vernon, straordinaria e bellissima creatrice di gioielli erotici. Corteggiata dai più importanti fotografi e magazine di moda, Betony ha scelto ZouZou come sua vetrina privilegiata in Italia. La sua collezione Paradise Found si compone di oggetti preziosi per il miglioramento delle prestazioni sessuali. Realizzati in materiali nobili che spesso nascondo la loro vera funzione nella forma ornamentale. Gran parte della collezione può essere indossata apparentemente come un “semplice” gioiello. 

Fiore all’occhiello della Boutique è il piccolo camerino decorato da Rafael Vanegas, cultore dell’icona femminile dal Rinascimento alla Pop Art, le sue opere raffigurano desiderio ed erotismo.

ZouZou con le sue iniziative contribuisce a superare i tabù sulla sessualità, soprattutto quella femminile ancora oggi negata da fattori culturali e sociali. Tra gli eventi da non mancare le famose serate al femminile Les Zouzettes.

Dove
Vicolo della Cancelleria 9a – Roma
tel. 06 6892176 
www.zouzou.it

Boudoir Torino di Giuseppe Lo Baido (intervista del mese)

blog, Boudoir in Italia, Interviste ai fotografi, Magazine

Intervista a Giuseppe di Boudoir Torino

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ? 

Quella che è stata da sempre la mia passione è diventata una professione ormai da circa 10 anni. Sono sempre stato appassionato di ritratti fotografici (uomini, donne, bambini e famiglie), ma col tempo, mi sono reso conto che gli scatti che preferivo erano quelli femminili mantenendo però un tratto elegante e artistico, elementi che il boudoir rappresenta in modo significativo.

Di dove sei ? Torino

Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
È un genere di nicchia che pochi conoscono ma che viene subito apprezzato appena lo scoprono,  proprio perché non lo considerano volgare, valorizza le donne che scelgono di farlo e molte si sentono più sicure di se stesse dopo, fattore che le aiuta poi nella vita di tutti i giorni.

Che tipo di luce usi più abitualmente ? naturale, artificiale o entrambe? 

Uso quasi esclusivamente la luce naturale. Faccio ricorso alla luce artificiale solo in alcuni casi particolari dove voglio ottenere un effetto particolare o schiarire una certa zona. Credo che nel Boudoir la parola “naturale” deve essere un Mantra da perseguire, per la luce, per la donna fotografata, per l’ambiente usato, per l’intimo usato, per il trucco etc… nel boudoir non si indossano maschere, si deve essere se stesse per scoprirsi bellissime cosi come si è aiutate da una visione più artistica del proprio corpo.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?

Io ho 2 canon 6d su cui sono montati 2 obbiettivi fissi, 85mm 1.4 sigma art e 35mm 1.4 sigma art. A chi inizia e non ha troppi soldi consiglio di usare comunque un obbiettivo luminoso e tra quelli economici c’è sicuramente il 50mm 1.8. L’obbiettivo fisso oltre a essere più luminoso offre la possibilità di togliere la pigrizia al fotografo che non avendo un zoom a disposizione deve obbligatoriamente muoversi di più per studiare nuove inquadrature.

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 

Direi donne e coppie riguardo il boudoir, con gli uomini mi limito al ritratto senza l’ambientazione “da camera”.

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 

Preferisco non usare photoshop e rendere il soggetto più “vero” possibile, lo uso solo se devo correggere qualcosa che realmente da fastidio alla cliente per poterla mettere a proprio agio quando rivedrà le proprie foto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?  

Non credo sia indispensabile, il boudoir richiede un’ambientazione di camera arredata che da riprodurre in studio può essere costoso, più comodo convenzionarsi con qualche b&b carino.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate?  Essere naturali è molto importante nel boudoir, quindi magari si parte da qualche posa studiata per poi lasciare libertà di movimento, magari facendo fare delle piccole azioni con movimenti calmi. A me piace vedere un viso sereno e naturale, e non sguardi da vamp più adatti al glamour.

Da dove trai ispirazione ? 
Le fonti di ispirazione sono ovunque, grandi fotografi stranieri e italiani, libri e riviste, ma anche nella vita di tutti i giorni, la sensualità la cogli in uno sguardo incontrato, in una postura “naturale” di una donna seduta al bar, in una camminata. La realtà ci offre continui spunti, sta a noi trasformare questi spunti in scatti, quando avremo il soggetto davanti.

Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb?  

Quello che più mi chiedono maggiormente sono i file digitali, offro comunque la possibilità di fare delle stampe oppure di fare un book stampato delle foto più belle e adesso con l’avvicinarsi del Natale, proporrò di fare il calendario con le 12 foto più belle del servizio da poter regalare a se stesse o al proprio compagno.

Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo ?

Generalmente interessa vedersi belle come non si sono mai viste, al fine di avere maggiore consapevolezza del proprio corpo, imparando ad apprezzarlo, qualunque sia la sua forma. L’esperienza di un servizio Boudoir credo abbia un’incidenza non solo per il lato estetico e vanitoso che ogni donna considera ma anche e sopratutto, incide sul proprio carattere, migliorandolo, in quanto aumenta l’autostima e la sicurezza in se stesse.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso ?

Direi senza ombra di dubbio, essendo uomo, quella della diffidenza. Viviamo in una società dove il genere maschile si è fatta una brutta nomea e chi fa il proprio lavoro con professionalità e serietà in questo campo ne paga le conseguenze. Quello che propongo a chi mi contatta e di venire accompagnata da un amica se questo può aiutare a metterla a proprio agio.

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L’erotismo di Ellen von Unwerth

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Parola alla fotografa ed ex modella divenuta celebre per gli scatti che vedono protagoniste le sue colleghe, celebrando l’indipendenza e l’energia del genere femminile.

Le donne che immortalo nelle mie fotografie sono soggetti e non oggetti”, ci tiene a precisare fin da subito Ellen von Unwerth (Francoforte sul Meno, 1954), fotografa di moda tra le più rinomate e quotate a livello internazionale, mentre ci mostra i trenta scatti che compongono Ladyland, la sua personale londinese allestita all’Opera Gallery fino al 18 maggio.
Agli inizi degli Anni Novanta, epoca in cui le attrici hollywoodiane facevano da padrone sui rotocalchi di tutto il mondo, la fotografa tedesca ha contribuito alla nascita del culto delle supermodel, lanciando le fulgide carriere delle allora giovanissime Claudia Schiffer, Naomi Campbell e Kate Moss.

Come è cominciato il tuo percorso di fotografa?
Avevo trent’anni e la mia carriera come modella era ormai giunta al termine. Non sapevo cosa fare della mia vita, quando il mio fidanzato mi ha regalato una macchina fotografica e mi ha spiegato: “ci sono un più, un meno e un cerchio, quando il cerchio si illumina, clicca!”. E questo è stato il mio corso accelerato di fotografia. Avevo un viaggio previsto in Kenya e l’ho documentato con fotografie dei villaggi e delle persone che ho incontrato. Ho mostrato gli scatti a un’amica che allora dirigeva un magazine e ne è rimasta colpita. Da quel momento non mi sono più fermata.

Come hai scelto gli scatti per questa mostra?
Ladyland è per me una mostra che celebra la femminilità attraverso il mio trentennale percorso come fotografa di moda. Gli scatti sono stati scelti assieme al curatore e direttore della galleria Sebastien Plantin e abbiamo deciso di includere in questa retrospettiva vari periodi della mia carriera: dalle più iconiche fotografie in bianco e nero di Claudia Schiffer, Naomi Campbell e Kate Moss, fino ai più recenti scatti che rappresentano una parodia dei costumi tipici della Bavaria, mia terra d’origine.

Come donna ritieni che il tuo modo di rappresentare una modella sia differente da quello di un fotografo?
Ogni persona può interpretare a modo suo una modella, però io penso d’avere una posizione privilegiata per immortalare figure femminili in quanto donna ed ex modella. Le capisco, so cosa provano e siamo tutte amiche. Quello che ci lega è un rapporto alla pari e sul set non mancano mai musica a tutto volume e grandi risate. Ritengo che questo modo giocoso e vivace di rapportarmi a loro contribuisca a rendere le mie fotografie effervescenti e spiritose.

Sei mai stata accusata di oggettivare il corpo femminile nei tuoi scatti?
Chiunque osservi le mie foto si rende conto che le mie muse sono donne energiche, indipendenti, libere ed emancipate. Sono le protagoniste indiscusse della scena.

Fonte Artribune.com