Intervista esclusiva a Marissa Boucher

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Lo ammetto sono molto emozionata! Ricordo ancora dieci anni fa quando ho iniziato a lavorare nel Boudoir che guardavo con grande ammirazione Marissa di The Boudoir Divas, la prima fotografa a livello internazionale ad aver strutturato e dato vita a questo settore.
Un onore per me, per noi, poterla ospitare sul nostro canale con questa intervista, che ho voluto fortemente e che sono certa sarà fonte di consigli preziosi per tutti voi.
L’intervista è in lingua originale e tradotta in lingua italiana dalla nostra Henryka Glow. Sotto trovate i due video su youtube e il testo scritto in entrambe le lingue.
Micaela Zuliani

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Luci soffuse, una camera d’hotel, la sensualità interpretata da Boudoir Firenze (intervista del mese)

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Intervista a Ilaria Mocali & Enrico Carcasci di Boudoir Firenze

Da quanti anni fotografate e qual’è il motivo per cui avete deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ilaria: fotografo da quando ero bambina, ma solo da adulta ho potuto approfondire la conoscenza della fotografia in un modo più ampio e si è aperto un mondo di possibilità ed idee, cosa che per una curiosa come me è una manna dal cielo. La specializzazione nel boudoir diciamo che è stata quasi una decisione che mi sono ritrovata addosso dal mio amico-socio-collega di questa bellissima avventura; quando mi propose questo tipo di fotografia ero scettica non tanto per la tipologia degli scatti, che adoro, quanto per come sarei riuscita ad approcciarmi e gestire : essendo essenzialmente una persona riservata avevo timori ad entrare in una sfera troppo intima di chi mi stava davanti all’obiettivo. Poi per superare i miei limiti, mi sono buttata e da li è nato un bel percorso personale e professionale che non rimpiango minimamente.
Enrico: scatto “dai tempi della pellicola” prendendo di nascosto la macchina fotografica a mia mamma. Mi piace l’idea di provare a fermare il tempo in un’immagine e tradurre in foto le sensazioni che una persona mi procura. Con questa spinta è nato il progetto Boudoir, per provare a rappresentare quella naturale bellezza che vedo nelle donne, nei loro gesti, negli sguardi. Sono curioso di natura per cui ogni servizio fotografico è un modo per arricchire la mia esperienza ed ampliare la mia visione delle persone.

Di dove siete ? Nel paese in cui vivete la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Siamo di Firenze. Diciamo che inizia da qualche tempo ad essere considerata una fotografia più intimistica che volgare. Quando abbiamo aperto la pagina sui social siamo stati chiaramente tacciati di pornografia. Però avendo scatti eleganti e per niente volgari, senza nudo, piano piano siamo riusciti a far capire il significato di boudoir. Nei nostri scatti cerchiamo di fare uscire la personalità, sensualità e femminilità di ogni donna che si affida a noi.

Che tipo di luce usate più abitualmente ? Naturale, artificiale o entrambe ?
Preferiamo la luce naturale casomai utilizzando pannelli o teli filtranti, ma abbiamo anche una dotazione di lampade da studio per scattare con la luce artificiale e col flash.

Che attrezzatura usate o che consigliereste a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Abbiamo entrambi un corredo digitale professionale (Ilaria Canon ed Enrico Nikon) però non esiste attrezzatura più adatta di quella che sai usare, che abbia costi contenuti o più elevati. Anche una entry level in mano a chi sa gestire pregi e limiti è un’ottima attrezzatura.

I vostri soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Al momento fotografiamo solo donne, ma abbiamo già in mente di estendere il progetto a coppie etero o gay ed anche a uomini. Pensiamo che vivere questo tipo di esperienza fotografica non abbia limiti di genere, età o forma fisica.

Siete favorevoli al ritocco con Photoshop? O lasciate i vostri soggetti con gli inestetismi?
Generalmente utilizziamo Photoshop per fare ritocchi di base ed eliminare eventuali brufoli e/o occhiaie ma per il resto preferiamo la naturalezza con i pregi ed i difetti.
Ovviamente che se ci viene richiesto di fare un editing High End lo possiamo fare ma per adesso non ce lo hanno mai chiesto, anche perché andrebbe in contrasto con la nostra visione di fotografia boudoir.

Credete che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Sinceramente non crediamo. Noi ci appoggiamo a strutture ricettive con le quali collaboriamo da tempo così variamo anche il tipo di spazio ed arredamento in base al soggetto: è un po’ più macchinoso da organizzare ma a livello di costi crediamo non ci sia molta differenza. E stiamo creando una nostra “rete” di location e di contatti.

Lasciate che il vostro soggetto sia spontaneo o puntate molto sulle pose già studiate ?
Dipende dal soggetto. Essendo tutti shooting taylor made, se abbiamo davanti all’obiettivo una persona non inibita e che sa come muovere il suo corpo lasciamo che la spontaneità abbia il sopravvento; se invece abbiamo un soggetto un po’ più impacciato e inizialmente imbarazzato davanti alla reflex, aiutiamo con pose studiate e delle quali abbiamo parlato col soggetto negli incontri antecedenti alla sessione di scatto, un passaggio che reputiamo essenziale per questo tipo di fotografia.

Da dove traete ispirazione ?
Film, musica, riviste, libri, immaginazione, la persona che sto fotografando, sogni, quadri…..

Vendete solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? Nella vostra esperienza a cosa è più interessato il vostro cliente tipo ?
File digitali più stampe. Stiamo progettando un packaging per i file digitali e ad un cofanetto per le stampe.

Qual è la difficoltà che riscontrate più spesso ?
Far capire che è un lavoro e non un passatempo, di conseguenza farci pagare per la professionalità. Tutti hanno un amico o un cugino con la reflex con cui, inizialmente, ti confrontano.

Contatti:
www.boudoirfirenze.it
instagram.com/boudoirfirenze
www.facebook.com/BoudoirFirenze

La sensualità sussurrata all’orecchio: Ermes Mazzali (intervista del mese)

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Intervista a Ermes Mazzali di Ermes Mazzali Photo.
Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir? 
Ciao Micaela, innanzitutto grazie per l’opportunità che mi hai dato, conoscerti per me è stata davvero una grande gioia. Rispondo alla tua domanda dicendoti che la fotografia è parte di me sin da quando ero bambino. Assieme a mio padre e mio zio, giocavo in camera oscura a sviluppare fotografie mentre i miei amici giocavano al pallone in strada. Come tutti i figli che hanno il “lavoro in casa”, ho voluto prendere un’altra strada diventando un vigile del fuoco. La passione della fotografia è comunque rimasta sempre viva in me e non l’ho mai abbandonata completamente. Pian piano la passione si è fatta sempre più forte sino ad arrivare a oggi che sono un fotografo professionista con un mio studio e un discreto seguito.
Di dove sei? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Io sono di Suzzara in provincia di Mantova e il mio studio è a pochi km da dove vivo, a Motteggiana. Nel mio paese posso dire che un buon 40% delle ragazze si è fatta scattare da me e la mia fotografia, il mio boudoir non mi è mai stato considerato volgare perché sono il primo cui non piace la fotografia volgare. Sono dell’idea che non sia il genere a rendere una foto sensuale o volgare ma il modo in cui è interpretata. Io amo comunicare con le immagini e cerco sempre di far trasmettere alle mie fotografie un sentimento e di farlo arrivare al cuore.
Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?
Amo la luce naturale ma come detto poco fa, avendo uno studio fotografico spesso per questioni di mood e insegnamento, devo utilizzare inevitabilmente anche la luce continua a led o flash. La luce che entra dalla finestra a mio avviso rimane sempre la più emozionante.
Che attrezzatura usi e che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?
La mia attrezzatura è totalmente Canon ma non perché la trovo migliore di altri brand, mi hanno sempre detto che la foto non la scatta la macchina ma il fotografo, ho Canon semplicemente perchè mio padre e mio zio usavano Canon e quindi è diventato il brand di casa, una questione affettiva.
A chi inizia oggi consiglio una macchina fotografica senza tante pretese, una buona lente luminosa magari un 50 mm fisso a 1.8 o 1.4 e la luce di una finestra.
I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 
Principalmente scatto soggetti femminili, glamour e specialmente boudoir ritengo che siano un genere più femminile che maschile, ma capita spesso di scattare anche coppie e a volte anche uomini.
Sei favorevole al ritocco con Photoshop o lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 
Arrivando dalla pellicola sono dell’idea che la fotografia la faccia la macchina fotografica, ma come una volta si sfruttava la camera oscura per migliorare i propri scatti, oggi grazie a programmi come Photoshop, si riesce a realizzare cose un tempo impensabili. I programmi di fotoritocco però a mio avviso devono rimanere al servizio della fotografia e non “fare la fotografia”. Una brutta fotografia anche con tante ore di post produzione rimane una brutta fotografia. Gli inestetismi come brufoli e occhiaie in una bella fotografia vanno tolti per renderla perfetta.
Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?
Assolutamente no. Credo che se parliamo della figura del fotografo, è indispensabile che abbia la Partita Iva, altrimenti parliamo di fotoamatore, cosa spesso travisata. Lo studio per un fotografo può arrivare anche più avanti. 
Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate? 
Amo nella fotografia la naturalezza e la spontaneità e la ricerco in tutti i miei scatti anche quando sono io a guidare in pose studiate la persona ritratta. L’ispirazione nasce sul momento con l’intesa che si crea con il soggetto ritratto. Spesso mi ritrovo a scattare persone che non hanno mai fatto servizi fotografici e diventa quindi fondamentale saper gestire la persona senza farle perdere naturalezza.
Da dove trai ispirazione? 
L’ispirazione arriva automaticamente in base alle emozioni e sensazioni che la persona ritratta trasmette. Tutto deve arrivare con naturalezza.
Vendi solo le foto digitali, file digitali più stampe o anche packaging tipo scatole/usb?  Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo? 
La fotografia è stampata. Sono cresciuto toccando le fotografie e la mia concezione è di vederle stampate appese in un quadro o in un book. Una fotografia stampata la godi molto di più e grazie a Dio anche i miei clienti sposano la mia filosofia. Consegno spesso stampe e anche foto digitali perché oggi per chi cerca visibilità, la vetrina principale sono i social.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso?
Ai miei clienti piace il modo in cui interpreto la fotografia e credo che sia il motivo principale per cui mi cercano. Come già detto, cerco sempre di fare uscire i sentimenti dai miei scatti e la difficoltà più grande è quella di creare l’intesa, il feeling con il soggetto ritratto per ricercare naturalezza e spontaneità in ogni scatto.

Contatti:

www.ermesmazzaliphoto.it
www.facebook.com/ermes.mazzali.photography
www.instagram.com/Ermes_Mazzali_Photo/

L’eleganza sensuale di Scatti Boudoir (intervista del mese)

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Intervista a Enrico Pignatti di Scatti Boudoir
Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ho iniziato a scattare in modo consapevole nel 2011, anno in cui ho acquistato la mia prima reflex amatoriale, una Nikon D5100, e, contestualmente, mi sono iscritto in un circolo fotografico della mia zona per frequentare un corso di fotografia.
Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Io sono nato a Mirandola (MO), ma da 3 anni vivo a Carpi. Nella mia zona, il boudoir è un genere ancora di nicchia e spesso associato erroneamente a cose volgari.
Che tipo di luce usi più abitualmente ?naturale, artificiale o entrambe ?
Uso quasi esclusivamente luce naturale ed un pannello riflettente bianco.
Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Scatto con una reflex digitale full frame (Nikon D750) a cui, negli ultimi tempi abbino anche una vecchia macchina fotografica a pellicola (Nikon FM). Come obiettivi di solito utilizzo un Nikkor 50 mm f/1.8 e, a volte, un Nikkor 35 mm f/2. Per chi è agli inizi consiglio un corpo macchina full frame (magari anche usato) perché, di solito, reggono meglio gli alti ISO, ed un’ottica luminosa, come il mio 50 mm.
I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Finora soltanto donne.
Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi?
Il mio ritocco con Lightroom e Photoshop riguarda essenzialmente la luce, per il resto mi occupo degli inestetismi momentanei, tipo brufoli, oppure, magari, di nei grandi che possono attirare troppo l’attenzione. Non faccio ritocco morfologico e le eventuali rughe cerco di attenuarle con la luce. Sono più per il lasciare le donne ritratte al naturale, perché voglio che si sentano belle e sensuali così come sono, non perché io le posso trasformare in altre persone con Photoshop.
Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Non credo sia indispensabile ma, avere uno spazio “neutrale”, in cui accogliere le clienti sia una cosa positiva.
Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate ?
In linea di massima lascio abbastanza libero il soggetto, limitandomi a correggere i dettagli nelle posture, ma molto dipende anche da quanto la persona che ho davanti è in grado di muoversi.
Da dove trai ispirazione ?
Le mie ispirazioni vengono dai lavori dei grandi fotografi mondiali (Peters, Lindbergh), ho alcuni loro libri fotografici di cui sono innamorato.
Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? nella tua esperienza a cosa è piu interessato il tuo cliente tipo ?
Da questo mese venderò soltanto stampe e file digitali a bassa risoluzione per il web, anche se, finora, le richieste sono state più che altro per i file.
Qual è la difficoltà che riscontri più spesso ?
La difficoltà maggiore, per me, è trovare donne disposte a posare, un po’ perché sono uomo ed anche per via di pregiudizi su questo genere fotografico, che in una cittadina, comunque piccola, come Carpi sono ben presenti.

FB: Scatti Boudoir
IG: @scattiboudoir
sito: https://www.scattiboudoir.com/

Boudoir Torino di Giuseppe Lo Baido (intervista del mese)

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Intervista a Giuseppe di Boudoir Torino

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ? 

Quella che è stata da sempre la mia passione è diventata una professione ormai da circa 10 anni. Sono sempre stato appassionato di ritratti fotografici (uomini, donne, bambini e famiglie), ma col tempo, mi sono reso conto che gli scatti che preferivo erano quelli femminili mantenendo però un tratto elegante e artistico, elementi che il boudoir rappresenta in modo significativo.

Di dove sei ? Torino

Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
È un genere di nicchia che pochi conoscono ma che viene subito apprezzato appena lo scoprono,  proprio perché non lo considerano volgare, valorizza le donne che scelgono di farlo e molte si sentono più sicure di se stesse dopo, fattore che le aiuta poi nella vita di tutti i giorni.

Che tipo di luce usi più abitualmente ? naturale, artificiale o entrambe? 

Uso quasi esclusivamente la luce naturale. Faccio ricorso alla luce artificiale solo in alcuni casi particolari dove voglio ottenere un effetto particolare o schiarire una certa zona. Credo che nel Boudoir la parola “naturale” deve essere un Mantra da perseguire, per la luce, per la donna fotografata, per l’ambiente usato, per l’intimo usato, per il trucco etc… nel boudoir non si indossano maschere, si deve essere se stesse per scoprirsi bellissime cosi come si è aiutate da una visione più artistica del proprio corpo.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?

Io ho 2 canon 6d su cui sono montati 2 obbiettivi fissi, 85mm 1.4 sigma art e 35mm 1.4 sigma art. A chi inizia e non ha troppi soldi consiglio di usare comunque un obbiettivo luminoso e tra quelli economici c’è sicuramente il 50mm 1.8. L’obbiettivo fisso oltre a essere più luminoso offre la possibilità di togliere la pigrizia al fotografo che non avendo un zoom a disposizione deve obbligatoriamente muoversi di più per studiare nuove inquadrature.

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 

Direi donne e coppie riguardo il boudoir, con gli uomini mi limito al ritratto senza l’ambientazione “da camera”.

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 

Preferisco non usare photoshop e rendere il soggetto più “vero” possibile, lo uso solo se devo correggere qualcosa che realmente da fastidio alla cliente per poterla mettere a proprio agio quando rivedrà le proprie foto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?  

Non credo sia indispensabile, il boudoir richiede un’ambientazione di camera arredata che da riprodurre in studio può essere costoso, più comodo convenzionarsi con qualche b&b carino.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate?  Essere naturali è molto importante nel boudoir, quindi magari si parte da qualche posa studiata per poi lasciare libertà di movimento, magari facendo fare delle piccole azioni con movimenti calmi. A me piace vedere un viso sereno e naturale, e non sguardi da vamp più adatti al glamour.

Da dove trai ispirazione ? 
Le fonti di ispirazione sono ovunque, grandi fotografi stranieri e italiani, libri e riviste, ma anche nella vita di tutti i giorni, la sensualità la cogli in uno sguardo incontrato, in una postura “naturale” di una donna seduta al bar, in una camminata. La realtà ci offre continui spunti, sta a noi trasformare questi spunti in scatti, quando avremo il soggetto davanti.

Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb?  

Quello che più mi chiedono maggiormente sono i file digitali, offro comunque la possibilità di fare delle stampe oppure di fare un book stampato delle foto più belle e adesso con l’avvicinarsi del Natale, proporrò di fare il calendario con le 12 foto più belle del servizio da poter regalare a se stesse o al proprio compagno.

Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo ?

Generalmente interessa vedersi belle come non si sono mai viste, al fine di avere maggiore consapevolezza del proprio corpo, imparando ad apprezzarlo, qualunque sia la sua forma. L’esperienza di un servizio Boudoir credo abbia un’incidenza non solo per il lato estetico e vanitoso che ogni donna considera ma anche e sopratutto, incide sul proprio carattere, migliorandolo, in quanto aumenta l’autostima e la sicurezza in se stesse.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso ?

Direi senza ombra di dubbio, essendo uomo, quella della diffidenza. Viviamo in una società dove il genere maschile si è fatta una brutta nomea e chi fa il proprio lavoro con professionalità e serietà in questo campo ne paga le conseguenze. Quello che propongo a chi mi contatta e di venire accompagnata da un amica se questo può aiutare a metterla a proprio agio.

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La Femme di Photobep, sensualità e fotografia dallo stile francese (intervista)

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Ho avuto il piacere in instagram di scoprire ed approfondire la fotografia di Giuseppe Briguglio, Photobep e lo ammetto, me ne sono subito innamorata perché rappresenta la donna in una maniera molto naturale ma al tempo stesso erotica e scanzonata. Mi ricorda molto la fotografia francese a cui personalmente mi ispiro. Se amate il bianco e nero e le donne non potete farvi sfuggire questo fotografo.

Intervista al fotografo Giuseppe Briguglio di Photobep

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ? 

Ho cominciato a prendere dimestichezza con la fotografia da ragazzino, ereditando la passione da mio padre ma è  dopo i venti anni che ho trovato nel ritratto la mia “nicchia” preferita.
Per molto tempo è stato solo un hobby.
Non credo di essermi specializzato e, in realtà, Boudoir è una categoria nella quale non mi riconosco appieno: la associo a degli stereotipi ai quali cerco di sfuggire preferendo la ricerca di una sensualità più naturale, direi quotidiana.
Tutto cominciò anni fa, inizialmente scattando soprattutto con amiche. Mi accorsi di come, evidentemente, riuscivo a trasmettere una certa fiducia e a mettere a proprio agio chi scattava con me, cosa che ancora oggi rappresenta per me una delle componenti più importanti nella mia maniera di scattare.

Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare? 

Sono di Genova. Anche qui, come altrove, il diffondersi di un certo tipo di fotografia incentrata sulla sensualità si deve fare largo tra pregiudizi radicati. Questa è poi una città con una mentalità tutta particolare, progressista per tanti versi ma piuttosto chiusa per altri, “mugugnona”.  Anche per questo cerco di mantenere, nel mio modo di scattare, una vena di leggerezza della quale credo ci sia sempre bisogno.

Che tipo di luce usi più abitualmente ? naturale, artificiale o entrambe?

Quando possibile, preferisco luce naturale  e locations in esterni in modo da “ambientare” gli scatti, dare alla foto più centri di attenzione e creare situazioni più inusuali. Ovviamente non sempre questo è possibile e spesso scatto con luce artificiale, cercando però una illuminazione che risulti abbastanza naturale. Il più delle volte utilizzo un singolo softbox.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?

Non ho mai dato grande importanza all’attrezzatura; anche la fotocamera più avanzata non garantisce belle fotografie se dietro all’obiettivo non c’è un occhio sensibile. Soprattutto nella fotografia ritrattistica, nel senso più ampio del termine.
Per cominciare, a parer mio, una reflex anche di media gamma (magari cercando di prendere dimestichezza con l’impostazione manuale) e un paio di obiettivi, uno zoom e un’ottica fissa, sono più che sufficienti.

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 

Soprattutto donne. Ma non esclusivamente.
Il ritratto di coppia mi piace molto, capita più di rado ma offre spunti sempre interessanti.

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi ?
Ritengo che, in un’epoca di fotografia prevalentemente digitale, gli strumenti di post-produzione e ritocco non possano essere messi in secondo piano. Spesso però mi capita di vederne un certo abuso che tende ad appiattirsi su alcuni standard ripetitivi. Personalmente cerco di usarlo con parsimonia correggendo piccoli inestetismi, certo, ma senza snaturare la realtà dello scatto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?

No, non necessariamente. Anzi, a volte lo studio può mettere a disagio chi si fa ritrarre per la prima volta o non ci è comunque abituato.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate ? 

Cerco la spontaneità, non amo le pose studiate. Ovviamente cerco di guidare un minimo chi sta scattando con me ma sempre cercando di fare in modo che il soggetto sia a proprio agio e il più naturale possibile. La personalità di chi si fa ritrarre è, per me, più importante di una posa ad effetto. Forse solo recentemente, per un progetto che ho ancora in corso, sto studiando delle pose prima dello scatto ma, non a caso, si tratta di un lavoro dove i soggetti rimangono “anonimi”, non riconoscibili.

Da dove trai ispirazione ? 

Un po’ da tutto quello che mi circonda; può essere una certa location, un libro che ho letto o la musica che ascolto. Prima di ogni altra cosa sono però le persone ad ispirarmi; “i ritratti si fanno sempre in due “ e chi sta da una parte dell’obiettivo ci mette il suo tanto quanto chi sta dall’altra.

Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb?  nella tua esperienza a cosa è piu interessato il tuo cliente tipo ?

Il più delle volte mi vengono richiesti i soli files. Io però spingo molto sull’importanza della stampa (magari sotto forma di foto-libro). Raccomando a tutti di non fidarsi dei supporti digitali e vedo che chi non è abituato rimane sempre affascinato dalla bellezza di una foto ben stampata rispetto alla foto vista su uno schermo.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso ?

Soprattutto quando lavoro su progetti miei e non su commissione, le difficoltà maggiori sono sempre legate a mie insicurezze e alla mia timidezza di fondo. Mi nutro di dubbi costanti e non sono bravo nella auto promozione.

A che fotografi ti ispiri o a che stile? Le tue donne sono molto comuni, non sembrano modelle. Mi ricorda la fotografia francese, se é così che differenza noti tra le donne rappresentate in Francia e quelle in Italia? (parlo anche nel cinema).

Sono metà francese per parte di madre e credo che la mia frequentazione parigina fin da piccolo mi abbia influenzato, anche se me ne sono accorto solo crescendo (forse dovrei dire invecchiando…). Le differenze di mentalità fra la società francese e quella italiana su temi quali l’immagine femminile, la sensualità, la libertà da certi retaggi in fotografia come in altri ambiti è innegabile.
Faccio solo un nome: Jean-Loup Sieff, la sua vena ironica che lo distanziava da quei cliché “alla Helmut Newton “ è per me una sorta di faro guida.

E infine… grazie per l’osservazione sul “non sembrare modelle “ delle donne che fotografo. È quello che cerco di fare nel mio modo di scattare: la ricerca di una femminilità e di una sensualità personale e differente in ogni soggetto.
Il giorno in cui dovessi accorgermi di scattare allo stesso modo chiunque stia davanti all’obiettivo, dovrei mettere in discussione quel (poco) che ho fatto finora.

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MCBoudoir di Marta Carrassi (l’intervista del mese)

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L’intento di questa rivista è quello di promuovere, diffondere, migliorare  la cultura del Boudoir, con una selezione delle foto condivise, spunti per poter realizzare interessanti shooting, articoli, interviste per conoscere realtà professionali europee e americane, in linea con i principi della rivista stessa: raccontare e valorizzare ogni tipologia di Donna, senza discriminazione.
Fotografia Boudoir Italia magazine ogni mese nello specifico propone ai lettori uno o più fotografi attraverso un’intervista sempre uguale, al fine di confrontare le varie risposte, ma anche per diffondere questo settore curando la qualità e la varietà delle immagini offerte.
Questo spazio è rivolto ai professionisti con p.iva che fanno di questa arte un vero e proprio lavoro e non solo una passione.

Intervista a Marta Carrassi di MCBoudoir

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?

Ho la passione per la fotografia da quando all’età di 7 anni ho preso in mano la mia prima macchina fotografica, è una passione che ho ereditato da mio padre.
A 15 anni mi è stata regalata la mia prima reflex, e quando l’ho provata ho capito che era questa la mia strada. Scatto da allora per passione, ma è da due anni che ho fatto di questa passione il mio lavoro.
Ho fatto diversi generi di ritrattistica, perché amo dare vita alle emozioni delle persone tramite la fotografia, ma mi sono innamorata ancor di più del boudoir per via del messaggio che ci sta dietro.
Usare la fotografia come mezzo non solo per creare dei ricordi, ma soprattutto per insegnare alle persone ad amare il proprio corpo guardandolo attraverso occhi diversi, per me è bellissimo.
Il fatto che la “società” ci imponga un certo canone di bellezza, e che io sia in un paese in cui la chiesa ha un ruolo abbastanza importante, rende il mio lavoro anche una sfida: usare delle foto sensuali per far capire a chi le guarda che non c’è una regola per poter dire “sono bella” e che non sempre c’è volgarità in una coscia scoperta.

Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?

Io sono in un piccolo paese chiamato Monticello Brianza, in provincia di Lecco. Qui penso di essere stata la prima a far sentire la voce del boudoir, quando mi viene chiesto “Tu cosa fai nella vita?” e rispondo “Sono una fotografa di boudoir” mi viene sempre chiesto di spiegarlo meglio. Devo stare attenta a come ne parlo, perché ho notato che “foto sensuali in intimo” fa paura da sentire, qui sono ancora quasi tutti legati all’idea della panterona sul letto con lenzuola di raso rosso che fa foto provocanti per compiacere il compagno. Quindi mi dilungo un po’ nella risposta e spiego perché lo faccio, cosa mi ha conquistato di questo settore e perché qualcuno dovrebbe farlo, e noto subito che le persone con cui sto parlando assumono un atteggiamento molto più rilassato e meno distaccato. Qui in Italia siamo ancora un po’ indietro su questo argomento, quindi penso che sia solo questione di educare le persone sul vero significato di “boudoir”.

Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?

Posso usare entrambe, ma preferisco di gran lunga la luce naturale, perché a mio avviso dà emozioni diverse rispetto alla luce artificiale, che userei comunque se mi trovassi in un ambiente troppo buio.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?

Essendoci passata, consiglio prima di prendere una macchina reflex abbastanza economica con il suo obiettivo kit e usare la luce naturale come fonte di illuminazione, dato che è gratis. Si può scattare all’aperto in luoghi discreti, o liberare una parete in casa e far sedere il soggetto su un semplice sgabello. Tante volte “less is more”!

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini?

Sono aperta a tutti i generi: ad oggi ho fatto solo donne perché, al contrario di come pensavo, gli uomini sono meno propensi a fare questo tipo di scatti (almeno da soli). Il mese prossimo ho già in programma due coppie e non vedo l’ora di provare degli scatti nuovi!

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi ?

Sono favorevole, ma solo per ritocchi leggeri per togliere inestetismi, sistemare la luce e togliere qualche elemento di disturbo. Lo scopo di tutto questo è farti piacere così come sei, non avrebbe quindi senso modificare completamente il tuo aspetto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?

No, non lo penso. So che la maggior parte dei fotografi boudoir usa la propria casa come studio, tuttavia un ambiente neutro potrebbe dare una sensazione diversa al cliente. Io stessa sto usando casa mia, ma mi trovo costretta a trovare un altro posto come studio per motivi personali. Si possono usare anche le case vacanza o le stanze di un hotel se si vuole, basta mettersi d’accordo con il cliente.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate?

Non mi piace avere uno schema preciso in mente, almeno per ora. Ho comunque delle pose standard che vanno bene quasi su tutti, ma preferisco variare in base alla corporatura del soggetto e a quello che si sente di fare. Così come con gli indumenti da indossare, piuttosto che con il nudo artistico, dico sempre in modo chiaro che per me nessuno è obbligato a fare qualcosa in cui non si sentirebbe a proprio agio, anche perché poi le foto non verrebbero bene.

Da dove trai ispirazione?

Guardo molto i fotografi americani, loro sono la mia ispirazione. Delle loro foto amo la luce, gli outfit, ma anche la gestione del cliente, il modo in cui comunicano con le persone, come sanno coinvolgerle e farle innamorare di loro stesse.

Vendi solo le foto digitali? file digitali + stampe? o anche packaging tipo scatole/usb? nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo?

Ogni cliente è diverso, quindi i prodotti che propongo sono: file digitali, pannelli a muro, cofanetti con stampe di qualità e album personalizzati. Solitamente mi vengono richiesti di più i file digitali, ma preferisco sempre quando un cliente chiede di stampare le sue foto, perché in un’era in cui il digitale va moltissimo, va a finire che ce ne dimentichiamo. I dispositivi elettronici, inoltre, non sono poi così affidabili e rischiano di farti perdere qualcosa che non potrai più riavere. Stampando un prodotto, non solo non rischi di perderlo, ma ti ricorderà ogni giorno il motivo per il quale hai fatto questo servizio fotografico.

Qual è la difficoltà che riscontri più spesso?

Questa è una bella domanda, perché ancora non ho trovato una soluzione: la lontananza dai clienti. Ho avuto molte richieste da persone che abitano anche a più di 70km da qui, quando dico di abitare a Monticello Brianza si alza il gelo. Non so se sia dato dalla distanza che dovrebbero percorrere per venire da me, io mi metto sempre a disposizione per spostarmi e raggiungere i miei clienti, non ho problemi nel viaggiare,  ma sembra non essere una soluzione abbastanza valida.

Sotto i canali dove potete trovare le fotografie di MCBoudoir :
https://www.instagram.com/mcboudoir/
https://www.facebook.com/mcboudoir

Jennifer Smith (intervista del mese)

blog, Boudoir all'estero, Interviste ai fotografi, Magazine

In questa rubrica verrà intervistato periodicamente un fotografo dell’AIBP Association of International Boudoir Photographers , per parlare del mondo del Boudoir e condividere consigli che possono essere utili e preziosi per tutti.
L’intervista è in lingua italiana e sotto in lingua inglese.

Come apripista Fotografia Boudoir Italia ha deciso di intervistare la fotografa Jennifer Smith che nel 2019 sarà ufficialmente uno degli insegnante dell’associazione AIBP.

Jennifer Smith
site: http://boudoirbyjennifersmith.com/
page fb: https://www.facebook.com/LBVBoudoir/

Jennifer Smith 

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ? 

Faccio questo lavoro dal 2009.  Fotografavo famiglie, donne in attesa e neonati da diversi anni, poi ho iniziato a fotografare esclusivamente boudoir nel 2016.

Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare? 

Viviamo in Delaware, negli Stati Uniti. È un genere piuttosto comune, molte persone fanno questo tipo di foto ma non sono molti a farlo bene o full time. Come ogni altro genere, penso dipenda dall’artista. Il lavora di qualcuno è magnifico, in altri casi è volgare. Dipende dal fotografo e dal livello di gusto.

Che tipo di luce usi più abitualmente ? naturale, artificiale o entrambe ?

 Uso la luce naturale e una speed light per riempire, se serve.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?

Uso una Nikon. Le macchine fotografiche sono  D750.  Il mio obiettivo è un 24-70.  Non si stacca mai dalla mia macchina.  Consiglio d’investire in obiettivi solidi se si è all’inizio.  La lente fa davvero la differenza.  Io preferisco lenti zoom piuttosto che fisse.  Mi permettono di ottenere più varietà più velocemente.

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 

Fotografo principalmente donne. È molto raro che fotografi uomini o coppie.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ? 

No, fotografo fuori casa mia. Decisamente è molto più economico avere una location solida  e ricorrente. Affittare stanze d’albergo per ogni shooting può essere molto costoso.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate ? 

Dirigo completamente i miei shooting.  Do indicazioni molto specifiche, dall’angolo in cui tenere la testa ai piedi. È estremamente importante, anche lavorando con modelle. È ancora più importante se lavoro con clienti.  

Da dove trai ispirazione ? 

Seguo parecchi altri fotografi boudoir, mi ispirano. Trovo anche ispirazione per delle pose da riviste fashion/glamour. Quando trovo una posa che mi piace faccio una rapida foto col cellulare e la aggiungo a un album che ho creato sul mio telefono.

Domanda facoltativa: vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb?  nella tua esperienza a cosa è piu interessato il tuo cliente tipo ? 

Vendo collezioni e in gran parte album. I miei clienti comprano principalmente album. Molto di rado, alcuni clienti comprano solo file. Se stanno investendo nel mio lavoro li incoraggio a comprare qualcosa di particolarmente bello da guardare.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso ? 

La parte più difficile è trovare un equilibrio tra vita e lavoro. Lavoro molto, certe volte troppo. Mio marito è fantastico, mi tiene ancorata a terra e mi ricorda quando ho bisogno di staccare e concentrarmi sulla famiglia.   


In this section we’ll give space to foreign photographers monthly, to talk about boudoir’s world and share tips that can be useful to everyone. 

How many years have you been shooting and what’s the reason you decided to specialized in boudoir photography?

 I have been in business since 2009.  I Shot family, maternity, and newborn for several years and then started shooting boudoir exclusively in 2016.

Where are you from? In the country you’re living in is boudoir photography a common genre or is it a niche and considered as tacky?

We live in Delaware in the United States.  It is a fairly common genre, there are many people that shoot it but not many that shoot it well or full time. Just like any genre, I think it depends on the artist.  Some work is gorgeous and then some is tacky.  It depends on the photographer and level of taste.

What kind of light do you usually use? Natural, artificial or both?

 I use natural light and a speed light for fill as needed.

What kind of equipment do you use or would you recommend to those who are just getting started and don’t have too much money to invest right away?

I shoot Nikon. My bodies are D750.  My work horse lens is a 24-70.  It never leaves my camera body.  I recommend investing in solid lenses if you are just starting out.  The glass really makes a difference.  I prefer zoom lenses over prime.  They allow me to get more variety faster.

Do you just shoot women or even couple and men?

I shoot primarily women.  I will very rarely shoot men and couples.

Do you think it‘s essential for a photographer who starts in this sector to have his own studio?

No, I shoot out of my house.  It is definitely more cost effective to have a solid and consistent location.  I can be expensive and cost prohibitive to rest hotel rooms for every shoot.

Do you let your models be spontaneous or do you focus on particular poses?

 I completely direct my shoots. I give very specific direction, from the angles of their head the whole way to their feet. This is extremely important, even when working with models.  It is even more important when working with clients.

Where do you get inspiration from?

I follow many other successful boudoir photographers.  They inspire me.  I also will get posing inspiration from fashion/glamour magazines.  When I find a pose that I like I will take a quick cell pictures and add it to an album I have on my phone.

Discretionary question: do you just sell digital photos? Digital files + prints? or even packaging such as box/usb? In your experience what your typical customer is most interested in?

I sell collections and mostly albums.  My clients mostly purchase albums.  Very rarely, does a client just purchase files.  If they are investing in my work I encourage them to purchase something gorgeous to look at them in.

What ‘s the difficulty you find most often? 

The most difficult part is finding work/life balance. I work hard – sometimes too hard.  My husband is wonderful and grounds me and reminds me when I need to check out and concentrate on family time.