Emmanuelle

Emmanuelle, di Emmanuelle Arsan, è stato pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1967.  Best seller mondiale, questo  libro è stato fonte d’ispirazione per una serie di film erotici. Il primo, nel 1974, interpretato da Sylvia Kristel, racconta le avventure erotiche della moglie di un diplomatico francese a Bangkok.

L’amante

Eccomi qui anche se in ritardo a proporvi un film che vale la pena guardare e che ha guadagnato un Oscar per la fotografia, premio decisamente meritato.
Quando mi è stato chiesto di scrivere su questo blog di fotografia boudoir il primo film al quale ho pensato è proprio “ l’amante “ di Jean Jaques Annaud; la prima volta che ho visto questo film ho sentito esplodere i miei sensi percependo non solo il forte contenuto erotico ( … giuro di non essere una maniaca sessuale!) ma riuscendo addirittura a cogliere la sensazione di afa e caldo che caratterizza i luoghi dove la storia è ambientata, quel caldo che annienta le  difese e che lascia cedere il tuo corpo ad un mondo rallentato fatto di movimenti lenti e sensazioni amplificate. Siamo negli anni 30, Indocina francese, lei è una giovane quindicenne francese provenienti da una famiglia poverissima e sta attraversando il fiume Mekong … lui è un ricco ed  aristocratico trentenne cinese destinato a convolare a nozze tramite un matrimonio combinato. 

THE LOVER, (aka L’AMANT), Jane March, Tony Leung, 1992, (c) MGM

Non vi parlerò della storia forte e coinvolgente che è  racchiusa in questa pellicola ma piuttosto  di alcuni particolari che la rendono speciale ….come il cappello da uomo , quel cappello che lei indossa quel giorno sul battello e che contrasta con i tratti delicati del suo viso e con l’aspetto ancora acerbo del suo corpo. La pelle umida per il sudore, un vestito bianco di cotone leggero e quel cappello che la fa sentire sicura, bella. 

Ogni donna nel momento in cui si fa fotografare vorrebbe avere con se un  cappello da uomo oppure un velo di rossetto, delle scarpe con il tacco o uno scialle di pizzo… qualsiasi oggetto che sia in grado di farla sentire sicura , in collegamento con se stessa , qualsiasi accessorio in grado di aiutarla a liberare la propria  sensualità , di comunicare la sua parte più mostrandosi agli altri. 

Non importa quale sia l’oggetto che ha questo potere, per ognuna è diverso ma certo è che ogni donna con il suo “ cappello da uomo” può conquistare il mondo o semplicemente acquisire la sicurezza necessaria per lasciare su uno scatto l’impronta di tutta la sua femminilità.

Cristina Bedini 

IL POTERE DELLA VERITÀ

Dopo Lezioni di piano, un altro film che associo alla seduzione e al boudoir è “ Mangia, prega, ama” anno 2010.

Molti potrebbero ritenere la mia scelta strana considerando che l’argomento sul quale è centrata questa rubrica è la fotografia boudoir nell’ambito cinematografico… ma dal mio punto di vista questa pellicola , seppur in maniera non convenzionale , tratta perfettamente il tema .

Il boudoir in ambito fotografico è uno stile che ritrae le donne in pose romantiche, sexy ed intime ed è proprio sul carattere intimistico delle immagini che il boudoir esprime il suo massimo potere erotico.

“ Mangia, prega, ama” racconta la storia di Liz ( Julia Roberts) ,una donna che prende una posizione forte e coraggiosa partendo per un viaggio della durata di un anno attraverso Italia, India e Bali , luoghi bellissimi che faranno da cornice ad un percorso interiore alla ricerca di se stessa.

Le immagini del film sono nitide e piene di vita , parlano di luoghi, profumi, sapori e colori nei quali la protagonista si immerge senza paura, senza filtri regalandosi così l’occasione di ritrovarsi, di godere di ciò che la circonda, di essere se stessa accettando pregi e difetti che la rendono forte e nel contempo vulnerabile… speciale.

il viaggio di Liz è il viaggio che ogni persona, ogni donna dovrebbe fare, il viaggio intimo ed audace nel quale spogliarsi metaforicamente permette a Liz di ritrovarsi, di esporsi al mondo, di amarsi rivelando senza indugi la sua autenticità… quella componente comunicativa che rende una persona, uno scatto, una immagine irrimediabilmente seducente!

La fotografia del film punta quindi sull’autenticità spudorata dei colori e delle forme , su dettagli realistici che non sono necessariamente legati a particolari del corpo ma che sanno comunque trasportarci in una dimensione intima ed affascinante: la bocca sporca di sugo di pomodoro di Liz diventa erotica come un corpetto in pizzo …. quindi, buon appetito!

Scritto da Cristina Bedini

LEZIONI DI PIANO …e non solo

Ci sono film che ci coinvolgono più di altri , non solo per la storia che raccontano ma per le immagini in essi contenute , scatti in grado di descrivere emozioni e che hanno un forte potere comunicativo perché evocano sensazioni di intimità, seduzione e tanto altro.

Ad allertare i miei sensi spesso sono i contrasti che in questo film sono decisamente protagonisti delle immagini e ci preparano a godere dei particolari; immagini che dipingono una realtà dove la sensualità non è manifesta come da cliché attraverso bellissimi corpi nudi ma che arriva a noi sotto forma di un minuscolo buco nelle calze , un buchino nascosto sotto strati di stoffa ingombrante e rigida così come rigida e puritana era la società di allora.

Lezioni di piano” è un film di Jane Campion nel quale la sublime colonna sonora di Mycol Nyman e la fotografia di Stuart Dryburgh compongono un’opera che val la pena guardare.
Siamo nell’Australia del 1800 , terra di coloni dove la natura spudoratamente selvaggia dei paesaggi e degli stessi maori si scontra con la cultura dei colonizzatori.

Si contrappongono così immagini di lunghe spiagge bagnate dall’oceano, di foreste lussureggianti ed incontaminate a quelle dei particolari degli abiti scuri e pesanti trascinati a fatica e resi meno austeri solo da bianchi colletti.
È la forza del celato, del vietato ,del desiderato che da’potere alla scena più intima del film: lei è seduta al pianoforte , l’unico strumento in grado di far voce alle sue emozioni; è lì per dargli lezioni di piano; lui alle sue spalle la osserva, le guarda la nuca, la pelle bianchissima , i capelli intrappolati in un raccolto dal quale solo qualche ricciolo riesce a sfuggire…,

Lui ascolta la sua musica ed il suo desiderio cresce ; si intrufola sotto il pianoforte e mentre lei continua a suonare le solleva la crinolina che le ingabbia il corpo e scopre un piccolo buco nelle calze , un buchino sotto il quale si intravede il candore della pelle ,ed è quel centimetro di pelle che smuove, come la tessera iniziale di un domino ,tutto il desiderio, la voglia di scoprirsi, di abbandonarsi dimenticando i propri ruoli, infrangendo le regole per poter respirare la passione … tutta la passione nascosta in quel piccolo foro delle calze…
Lezioni di piano …. lezioni di seduzione.


Scritto da Cristina Bedini

Potete acquistare il film su Amazon qui

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: