Erotismo ed eleganza: il connubio di Andrea Colarieti [intervista Boudoir Roma]

Intervista a Andrea Colarieti di Boudoir Roma.

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir? 
Fotografo da sempre, professionalmente dal 2014. Ho deciso di avvicinarmi alla fotografia boudoir nel 2018 perchè era una nicchia di mercato interessante, con uno spazio vacante nella mia zona. Altro motivo è perché questo mi permetteva di mettermi in gioco in qualcosa che non avevo mai affrontato e che però sentivo il bisogno di esprimere a modo mio.
Di dove sei? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Sono di Roma. Secondo me è un genere con molto seguito ma come dicevo sopra ancora di nicchia rispetto agli altri ambiti fotografici. Sicuramente c’è ancora dello scetticismo riguardo il genere.
Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?
Cerco di alternarle quando possibile. Spesso scatto con luce artificiale.
Che attrezzatura usi e che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?
Consiglierei di investire in elementi di scena (specchi, coperte, pouf, ventagli…) cose che si hanno in casa o anche reperendoli dai vari siti dove si regala e scambia materiale usato.
Anche non costose ma che possano rendere in foto.
Io ne sono sempre alla ricerca.
I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini? 
Donne.
Sei favorevole al ritocco con Photoshop o lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 
Mi piace la naturalezza e quello che può raccontare una cicatrice o un inestetismo.
Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?
Assolutamente no. Credo che con pochi accorgimenti possa essere buono uno studio affittato, un B&B, una camera di albergo o la propria casa.
Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate? 
Tendo a far partire il soggetto spontaneamente per poi aiutarlo con dei piccoli accorgimenti.
Da dove trai ispirazione? 

Da idee, e dal web o social.
Vendi solo le foto digitali, file digitali più stampe o anche packaging tipo scatole/usb?  Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo? 
Solitamente vendo una parte di file digitali accompagnati da alcune stampe.
Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso?
Cercare di non creare set ripetitivi.

BOUDOIR ROMA di Andrea Colarieti
località: Roma
sito: andreacolarieti.com
IG: boudoirroma

Propagande contro l’obesità in America negli anni 50

Nel marzo del 1954 la rivista LIFE pubblicò un articolo intitolato “La piaga dell’obesità” (originale: The Plague of Overweight – Sovrappeso), in cui seguì parte delle vicende che portarono la trentunenne Dorothy Bradley, del Tennessee, alla diminuzione del proprio peso corporeo.

L’articolo iniziava con quella che potrebbe essere la frase di apertura di numerosi notiziari statunitensi (ma non solo) odierni:

Il più grave problema di salute negli Stati Uniti oggi è l’obesità

Si mostravano quindi gli sforzi di Dorothy per perdere peso, il suo desiderio di lavorare nel campo medico, riportando il suo successo, che la condusse a perdere oltre 30 chilogrammi e ottenere un lavoro come capo infermiera in un ospedale del Kentucky.

L’articolo su Dorothy Bradley non avrebbe nulla di sbagliato in sé, se non fosse che, oltre ai problemi di salute legati all’obesità, si sottintende il rifiuto sociale nei confronti delle persone in sovrappeso, un concetto diffuso negli anni ’50 e che oggi dovrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) essere totalmente superato

Le fotografie vennero scattate dalla fotografa Martha Holmes per illustrare l’articolo, uscito alcuni anni dopo, nel marzo del 1954. Alcune di queste non furono pubblicate sul magazine, e quindi rappresentano immagine rarissime e inedite.

Dorothy si reca al mare nel 1949, dove trova compagne in forma ed esili:

Una fotografia a casa:

A bar dopo una giornata di lavoro, Dorothy osserva il milkshake di una ragazza magra, ma ordina limonata senza zucchero per sé:

Anche passare dai tornelli può diventare un problema:

Dorothy guarda sognante il Tunnel dell’Amore, un grande classico dei luna park americani, mentre una coppia (ovviamente di magri) entra all’interno:

Dorothy guarda con aria stizzita una compagna di spogliatoio al mare:

Anche i negozi di abbigliamento potrebbero causare invidia alla malcapitata:

Dorothy è in difficoltà a provare un vestito a causa delle proprie dimensioni, mentre un’amica le consiglia di perdere peso:

Il passo successivo è ovviamente la palestra, dove Dorothy però non si trova a proprio agio:

Alla fine delle prima sessione di allenamento è distrutta:

Curiosa (evidentemente prima non l’aveva mai fatto) inizia a misurare la propria vita:

Dopo una serie di “prese di coscienza”, sostanzialmente banali come misurare la vita o provarsi un vestito, si reca da una nutrizionista:

E il miracolo (!): Dorothy inizia a perdere peso:

Gli allenamenti iniziano a prendere una forma definita:

Questa fotografia è difficilmente interpretabile. Forse si tratta di un “dietro le quinte”, oppure voler dimostrare che adesso Dorothy è in grado di esser ripresa da alcuni uomini:

E infine, come inevitabile per ogni fiaba americana, Dorothy ottiene il suo appuntamento con un ufficiale al ballo della Marina:

Gli Stati Uniti, nonostante tutta una serie di materiale propagandistico di questo tipo, a volte anche molto meno “fine” dell’articolo del LIFE, sono uno dei paesi al mondo con maggiori problemi di obesità. Nel rapporto del 2017, il sito dedicato “stateofobesity” riportava una percentuale di obesità negli adulti del 38%. A titolo di paragone, in Italia gli obesi non raggiungono il 10%.

SELF BOUDOIR COACHING

*** SELF BOUDOIR COACHING *** un percorso sull’autostima fisica personalizzato con il mio supporto e quello di Scuola di Boudoir. 😍
Ragazzi sono troppo contenta! Da sempre mi chiamano caterpillar perché vado avanti come un treno, fa parte della mia natura se credo in un sogno, capisco che per alcuni risulto eccessiva, ma l’amore per ciò che faccio e’ troppo e sebbene cerco di contenermi a volte sbrago 😁. Il lungo periodo di lockdown mi ha permesso di fermarmi, riflettere su dove volevo andare e mettere a fuoco il mio futuro lavorativo. Il risultato e’ potente, rivitallizzato e pronto ad esplodere con nuove idee, progetti per il 2021, tutto centrato sul Boudoir, l’autostima, la formazione e nuovi eventi.
Parte ufficialmente anche il nuovo progetto, SELF BOUDOIR COACHING sull’autostima fisica utilizzando lo strumento dei SELF BOUDOIR pubblicati e che realizzerete voi stesse con il mio sostegno e aiuto concreto personalizzato. Il vostro riscontro, amore e’ contagioso e premiante per me, e stiamo crescendo insieme! ❤️

Micaela Zuliani: “La fotografia boudoir per amarsi e accettare se stesse”

Attraverso il suo obiettivo, Micaela Zuliani aiuta le donne ad amare il proprio corpo e rinforzare l’autostima. La fotografa, originaria di Verona, ha fondato la “Scuola di Boudoir” con uno staff tutto al femminile e tiene corsi di formazione professionale per fotografi e modelle in tutta Italia. Insegna a posare e a ritrarre il soggetto nella maniera meno stereotipata possibile. Da una decina di anni fotografa donne di ogni tipo e di ogni età: dalle curvy, alle donne con disabilità e alle over 60. Lo scopo è quello di abbattere le discriminazioni e di imparare a piacersi nonostante imperfezioni e cicatrici.

(a cura di Eleonora Giovinazzo)

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Se hai perso la SERATA D’AUTORE di giovedi in cui si è parlato di BOUDOIR in modo concreto, dando suggerimenti e spunti per fotografare, cercare modelle boudoir, approfondire il concetto di professionista e professionale, approccio col soggetto e molto altro, iscriviti al canale di Scuola di Boudoir, riceverai via mail la notifica di quando sarà online la registrazione. https://www.youtube.com/channel/UCQLbAvc71qsPx-sLn7v361g

COME NASCE UN’IDEA

Perchè è importante allenare il cervello e nutrire la propria cultura?
Perchè spesso senza volerlo troviamo delle idee alle nostre fotografie che non pensavamo di avere. Il nostro cervello assorbe informazioni anche se siamo stanchi e guardiamo un film, un video musicale, leggiamo un libro, andiamo ad una mostra.
Ho trovato un esempio interessante per parlare in questo articolo di come può nascere un’idea. Premetto che mi piace sperimentare sia col tempo, sia in post produzione, mi piace ispirarmi alle fotografie boudoir francesi, alla scultura greca, e trovo interessante anche l’uso del mosso, giocando col tempo di esposizione per creare immagini oniriche.
Un mese fa io e LaFra_miele dovevamo scattare ma non avevo ancora delle idee precise sul cosa fare, spesso lascio che un seme che ho in testa si sviluppi durante le riprese, e così è stato, in un’ora ho creato 3 album differenti senza variare il trucco, e togliendo semplicemente la lingerie.
Sono partita col fare fotografie Boudoir, il mio soggetto era seduto sulla poltrona in lingerie (1° idea), ma ero stufa di fare queste foto, cosi ho voluto provare a rimanere nel boudoir giocando col tempo di esposizione (2° idea), dopodichè abbiamo provato a ispirarci a Canova e la scultura Greca, per cui ho fatto spogliare LaFra_miele, è salita su una sorta di piedistallo che ricordava una statua e nuda le ho avvolto un lenzuolo. Il suo corpo lungo affusolato elegante ricordava un cigno e da qui la 3° idea, non ancora soddisfatta ho voluto giocare di nuovo col tempo di esposizione ritraendo il mio soggetto come una statua mossa.
L’idea definitiva è stata davanti al computer: inizialmente pensavo di lasciare le fotografie a colori, ma incuriosita ho voluto convertire in bianco e nero e più guardavo il monitor più mi affascinava il fatto che il contorno del corpo si perdesse nel bianco dello sfondo. Istintivamente ho accentuato il contrasto, mi sono alzata dalla sedia per bere dell’acqua e quando sono tornata ho VISTO la mia idea. E’ uno dei lavori più strani che abbia mai fatto e che amo molto, una persona che mi conosce bene ha detto “è particolare come te ” e aveva proprio ragione, la fotografia rappresenta totalmente me, fuori dagli schemi, con influenze di storia dell’arte, sconfina fuori , ed è in bianco e nero. Rappresenta la Donna e la Libertà di essere che muta continuamente. EVAnescenza, anche il titolo lo sento perfetto, Eva ovvero la Donna che muta.

Intervista esclusiva a Marissa Boucher

Lo ammetto sono molto emozionata! Ricordo ancora dieci anni fa quando ho iniziato a lavorare nel Boudoir che guardavo con grande ammirazione Marissa di The Boudoir Divas, la prima fotografa a livello internazionale ad aver strutturato e dato vita a questo settore.
Un onore per me, per noi, poterla ospitare sul nostro canale con questa intervista, che ho voluto fortemente e che sono certa sarà fonte di consigli preziosi per tutti voi.
L’intervista è in lingua originale e tradotta in lingua italiana.
Micaela Zuliani

Le foto IG del mese: gennaio 2020

Vincitore di gennaio 2020 con 50 voti è  @boudoirtorino

La 2 ° fotografia @boudoir_fusion_photography è stata invece scelta dalla redazione.

Le foto IG del mese: dicembre 2019

Vincitore di Dicembre 2019 con 65 voti e ‘ @loza_photo

La 2 ° fotografia è stata scelta invece dalla redazione @paskeyboudoir

Forza ed autenticità nel nudo di Jo Schwab

La fotografia di Jo Schwab è immediata, carnale, ti schiaffeggia con la forza degli sguardi netti dei soggetti, ma poi non ti lascia, anzi ti trattiene per la bellezza e l’autenticità dei nudi rappresentati.
Noi di Fotografia Boudoir Italia ne siamo rimasti affascinati e non potevano non condividere il suo lavoro. Ma sarebbe riduttivo parlare solo dei suoi nudi, guardate tutto il sito, anche la sezioni ritratti, siamo certi che apprezzerete anche voi questo fotografo.

Operante nel campo della pubblicità e della moda, il fotografo tedesco classe 1969 Jo Schwab realizza dei ritratti che sembrano succhiare l’anima dei suoi soggetti. Col suo attento obbiettivo, infatti, egli riesce a cogliere un’espressività non comune, intima e introspettiva. Gli sguardi sembrano parlare, raccontare qualcosa che va oltre la sfera pubblica, è come se il fotografo riuscisse a catturare un frame di una storia che sta accadendo o che quegli sguardi vorrebbero accadesse.
Il nudo, in questo contesto, si annulla, diventa un accessorio, un elemento che spinge il racconto ma non ne è protagonista.
Bene, ecco le immagini. Buona visione!

Link utili / Useful links:
Website | Instagram

Luci soffuse, una camera d’hotel, la sensualità interpretata da Boudoir Firenze (intervista del mese)

Intervista a Ilaria Mocali & Enrico Carcasci di Boudoir Firenze

Da quanti anni fotografate e qual’è il motivo per cui avete deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ilaria: fotografo da quando ero bambina, ma solo da adulta ho potuto approfondire la conoscenza della fotografia in un modo più ampio e si è aperto un mondo di possibilità ed idee, cosa che per una curiosa come me è una manna dal cielo. La specializzazione nel boudoir diciamo che è stata quasi una decisione che mi sono ritrovata addosso dal mio amico-socio-collega di questa bellissima avventura; quando mi propose questo tipo di fotografia ero scettica non tanto per la tipologia degli scatti, che adoro, quanto per come sarei riuscita ad approcciarmi e gestire : essendo essenzialmente una persona riservata avevo timori ad entrare in una sfera troppo intima di chi mi stava davanti all’obiettivo. Poi per superare i miei limiti, mi sono buttata e da li è nato un bel percorso personale e professionale che non rimpiango minimamente.
Enrico: scatto “dai tempi della pellicola” prendendo di nascosto la macchina fotografica a mia mamma. Mi piace l’idea di provare a fermare il tempo in un’immagine e tradurre in foto le sensazioni che una persona mi procura. Con questa spinta è nato il progetto Boudoir, per provare a rappresentare quella naturale bellezza che vedo nelle donne, nei loro gesti, negli sguardi. Sono curioso di natura per cui ogni servizio fotografico è un modo per arricchire la mia esperienza ed ampliare la mia visione delle persone.

Di dove siete ? Nel paese in cui vivete la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Siamo di Firenze. Diciamo che inizia da qualche tempo ad essere considerata una fotografia più intimistica che volgare. Quando abbiamo aperto la pagina sui social siamo stati chiaramente tacciati di pornografia. Però avendo scatti eleganti e per niente volgari, senza nudo, piano piano siamo riusciti a far capire il significato di boudoir. Nei nostri scatti cerchiamo di fare uscire la personalità, sensualità e femminilità di ogni donna che si affida a noi.

Che tipo di luce usate più abitualmente ? Naturale, artificiale o entrambe ?
Preferiamo la luce naturale casomai utilizzando pannelli o teli filtranti, ma abbiamo anche una dotazione di lampade da studio per scattare con la luce artificiale e col flash.

Che attrezzatura usate o che consigliereste a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Abbiamo entrambi un corredo digitale professionale (Ilaria Canon ed Enrico Nikon) però non esiste attrezzatura più adatta di quella che sai usare, che abbia costi contenuti o più elevati. Anche una entry level in mano a chi sa gestire pregi e limiti è un’ottima attrezzatura.

I vostri soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Al momento fotografiamo solo donne, ma abbiamo già in mente di estendere il progetto a coppie etero o gay ed anche a uomini. Pensiamo che vivere questo tipo di esperienza fotografica non abbia limiti di genere, età o forma fisica.

Siete favorevoli al ritocco con Photoshop? O lasciate i vostri soggetti con gli inestetismi?
Generalmente utilizziamo Photoshop per fare ritocchi di base ed eliminare eventuali brufoli e/o occhiaie ma per il resto preferiamo la naturalezza con i pregi ed i difetti.
Ovviamente che se ci viene richiesto di fare un editing High End lo possiamo fare ma per adesso non ce lo hanno mai chiesto, anche perché andrebbe in contrasto con la nostra visione di fotografia boudoir.

Credete che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Sinceramente non crediamo. Noi ci appoggiamo a strutture ricettive con le quali collaboriamo da tempo così variamo anche il tipo di spazio ed arredamento in base al soggetto: è un po’ più macchinoso da organizzare ma a livello di costi crediamo non ci sia molta differenza. E stiamo creando una nostra “rete” di location e di contatti.

Lasciate che il vostro soggetto sia spontaneo o puntate molto sulle pose già studiate ?
Dipende dal soggetto. Essendo tutti shooting taylor made, se abbiamo davanti all’obiettivo una persona non inibita e che sa come muovere il suo corpo lasciamo che la spontaneità abbia il sopravvento; se invece abbiamo un soggetto un po’ più impacciato e inizialmente imbarazzato davanti alla reflex, aiutiamo con pose studiate e delle quali abbiamo parlato col soggetto negli incontri antecedenti alla sessione di scatto, un passaggio che reputiamo essenziale per questo tipo di fotografia.

Da dove traete ispirazione ?
Film, musica, riviste, libri, immaginazione, la persona che sto fotografando, sogni, quadri…..

Vendete solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? Nella vostra esperienza a cosa è più interessato il vostro cliente tipo ?
File digitali più stampe. Stiamo progettando un packaging per i file digitali e ad un cofanetto per le stampe.

Qual è la difficoltà che riscontrate più spesso ?
Far capire che è un lavoro e non un passatempo, di conseguenza farci pagare per la professionalità. Tutti hanno un amico o un cugino con la reflex con cui, inizialmente, ti confrontano.

Contatti:
www.boudoirfirenze.it
instagram.com/boudoirfirenze
www.facebook.com/BoudoirFirenze

2° anno in Boudoir International

Per il 2° anno di seguito Micaela Zuliani è sul portale di Boudoir International, ad oggi unico fotografo italiano !
vai sul sito

Shadow – Sophie Calle

Nella ventiquattresima puntata della sua rubrica, lo scrittore racconta come in Shadow l’artista, trent’anni prima di Facebook, documenti, in un pedinamento, l’invenzione della vita reale

Intervista a SUE BRUCE

A livello internazionale nel settore Boudoir primeggia la fotografa Sue Bruce, e l’anno scorso si è classificata al 3° posto nel concorso annuale BEST OF AIBP 2018 con la fotografia copertina (l’uomo) .
Fotografia Boudoir Italia magazine ha il piacere di pubblicare la sua intervista sotto, la traduzione perdonerete non è perfetta perchè abbiamo usato google, ma crediamo sia importante il senso delle sue parole per un confronto utile di ciò che accade all’estero nel settore Boudoir.

Sue Bruce

Sue, per favore condividi la tua storia con noi. Come sei arrivato a dove sei oggi? 
Da quanto ricordo, ho avuto una macchina fotografica. Ora, le mie fotocamere sono digitali, ma quando ho iniziato erano tutte film … e sempre marchio Canon. Ogni vacanza passavo più tempo a impacchettare la mia borsa fotografica che i miei vestiti, ed era ampiamente accettato che avremmo fatto soste extra per poter catturare ogni piccolo dettaglio dei nostri viaggi. Nel 1996 sono emigrata dall’Inghilterra all’America (California), e alla fine nel 2004 in Massachusetts, stabilendomi appena a nord di Boston … ed è qui che, per la prima volta, ho iniziato a prendere clienti reali.

Sono sempre stata affascinata dal fotografare le persone, ancor più che dai paesaggi o dagli oggetti (anche se ho passato molti anni a fotografare i prodotti da casa) perché è così impegnativo fare bene. Per me, la capacità di catturare un individuo, una coppia, diversi bambini piccoli attivi o porre “bene” una famiglia numerosa è un’abilità che viene veramente con il tempo e la pratica.

4 anni fa ho aperto il mio primo studio commerciale a Lexington, MA. Ci sono voluti diversi anni nella pianificazione perché era importante per me trovare lo spazio “giusto”. L’apertura del mio Studio è stata per me una grande svolta professionale: non ho mai guardato indietro. Lavoro ancora con le famiglie (soprattutto in autunno), tuttavia il mio obiettivo principale e la mia esperienza sono diventati la ritrattistica aziendale e il marchio personale con il nome del mio studio: Sue Bruce Photography. Dopo aver fondato lo Studio, ho anche perseguito il mio sogno di iniziare a lavorare nel genere della fotografia intima e boudoir – un’abilità che è di gran lunga la più difficile da padroneggiare! E nacque Courtier Boudoir.

I miei clienti (business o boudoir) godono del massimo livello di acconciatura e trucco (tutto nello Studio), assistenza nel guardaroba e nello styling, ritocco professionale e prove digitali. Mi piace approfondire le mie capacità sia nella ritrattistica che nella fotografia boudoir e viaggio molto per imparare dai migliori del settore. Ho vinto oltre 17 premi per il mio lavoro in entrambi i generi di fotografia.

È stata una strada liscia? 
È incredibilmente difficile sostenere te stesso e una famiglia come fotografo. Non è sufficiente “voler” essere il migliore … devi davvero lavorare per ESSERE il migliore. La concorrenza è ovunque. Ad esempio, appartengo a un gruppo professionale di donne on-line locali e me lo ricordo ogni volta che qualcuno pubblica la necessità di un fotografo – ci sono quasi 150 risposte quasi ogni volta! Detto questo, la perseveranza è la chiave. Continuare ad andare avanti. Crea la tua attività in modo corretto e legale, crea e fai crescere un marchio forte online: i social media sono la chiave. Prenditi il ​​tempo necessario per impostare il tuo sito Web, i processi, comprendere il servizio e il prodotto che offri, conoscere il tuo pubblico e, soprattutto, conoscere il tuo valore.

Quindi cambiamo un po’ le marce e andiamo nella storia di Courtier Boudoir e Sue Bruce Photography. Raccontaci di più sul business. 
Vorrei rispondere in modo diverso a entrambi i miei marchi:

Come fotografo di ritrattistica aziendale / personal branding, sono noto per la mia capacità di connettermi quasi istantaneamente con ogni cliente. Senza eccezione, i miei clienti sono nervosi, si sentono imbarazzati, sono preoccupati per come sorridere (se sorridere, molto spesso!), Alcuni non vogliono davvero essere lì! Mentre pensano di essere unici in queste paure e sentimenti, so che non lo sono. Parlo con loro, ridiamo, parliamo della vita, condividiamo storie, scherzi … Pongo in modo molto specifico per il tipo di corpo, la postura, l’altezza, le scelte di abbigliamento, la professione, le preferenze … sono spesso sorpresi di aver dimenticato di avere in mano una macchina fotografica. È così che creo ritratti raffinati e contemporanei con un contatto visivo eccezionale ed espressioni rilassate ad ogni sessione.

Lavoro bene con i dirigenti. Sono sposata con un CEO. Ho lavorato con i leader di alcune delle più grandi aziende, a livello locale, nazionale e internazionale. Questo può essere visto come banale per alcuni, ma molti leader del settore ad alta potenza possono sembrare intimidatori, affrettati, tormentati e malati. Capisco.  Farò ancora bene il mio lavoro, mi prenderò del tempo per farlo bene. Sono diretta, istruttiva, professionale e fiduciosa, impiegando tutto il tempo di cui ho bisogno.

Oggi ho ricevuto una nota di ringraziamento da un cliente – cito “Non posso sottolineare abbastanza quanto sono assolutamente entusiasta delle mie nuove fotografie ! Tu e il tuo team siete fantastici – e questo lo dice una che è molto a disagio davanti alla telecamera. Non posso ringraziarti abbastanza … ”Questo illustra perfettamente l’esperienza che il mio team e io creo. Questo è ciò che facciamo bene: un’esperienza eccezionale, con risultati eccezionali.

Come boudoir / fotografo intimo, ti restituisco “in modo diverso” … come arte. Le nostre esperienze di boudoir iniziano con una consulenza di persona, quindi posso ascoltare, capire, porre domande … e dirti perché Courtier Boudoir è uno dei migliori fornitori di boudoir e fotografia intima nel New England.

Le sessioni sono progettate in modo univoco per ogni cliente. Porto continuamente nuovi mobili e accessori preziosi, aggiungo oggetti al nostro Studio. Le sessioni sono servite con deliziosi antipasti di piccole dimensioni e rinfreschi refrigerati; i nostri team di parrucchieri e trucchi sono pronti per coccolarti al tuo arrivo.

Sono specializzato in classico boudoir leggero e arioso, boudoir da sposa, vibrazioni in bianco e nero scuro e lunatico, bodyscapes (uno stile che utilizza olio per il corpo per creare immagini incentrate su drammatici riflessi body-contouring per uno straordinario effetto finale) e nudi artistici. Abbiamo anche i nostri profumi biologici personalizzati per l’olio per il corpo!

La mia squadra e io lavoriamo con donne, uomini, coppie. Siamo uno Studio inclusivo e diamo il benvenuto a tutti … che tu sia maschio, femmina, identifichi come maschio o femmina, LGBT … sentiti benvenuto!

Continuo ad affinare le mie capacità e ad apprendere questo mestiere bello e sensuale ogni giorno attraverso un’organizzazione professionale chiamata “Associazione dei fotografi di boudoir internazionali”, in breve AIBP. Questo incredibile gruppo ospita alcuni dei migliori fotografi boudoir del mondo e, come membro, mi è stata offerta l’opportunità di imparare da loro e ora ho molti collegamenti e mentori nel settore, in tutto il mondo. Alla fine del 2017, una delle mie immagini è stata selezionata come una delle migliori dell’intero anno.

A quali donne guardi? Come ti hanno ispirato? 
Una domanda così difficile a cui rispondere!
Professionalmente, ci sono troppe fotografe che vorrei menzionare … basti dire Jen S, Beth, Jen R, Lindsay, Cate, Crystal, JT, Jamie, Petra, Judy, Natalie, Kara, Jessica, Heather, Suzanne , Erin … e sto aggiungendo anche un paio di ragazzi – Craig, Shawn … e tutti quelli dell’AIBP che mi ispirano ogni giorno a essere migliore, diverso, sicuro di sé! Queste persone mi supportano continuamente con la loro onestà, amore e incoraggiamento. Grazie!

Prezzi:

  • Sessione di ritrattistica aziendale con trucco e capelli, include 2 immagini digitali: $ 500
  • Le sessioni di boudoir includono acconciature e trucco, stuzzichini indulgenti e rinfreschi (senza prodotti o file) $ 300
  • I pacchetti Boudoir (1) e Collezioni (3) vanno da $ 1000 a $ 3950 – la maggior parte dei clienti spende $ 2500- $ 3000
  • TUTTE e 3 le collezioni sono accompagnate da una sessione gratuita con trucco e pettinature, stuzzichini, ecc. Devono essere utilizzati O dotati entro 2 anni

Informazioni di contatto:

Fonte dell’articolo

PREMI INTERNAZIONALI

Sono felicissima, ho partecipato al concorso mensile dell’Associazione Internazionale Boudoir Fotografi e ho vinto il primo posto!!! 🏆🏆🏆
Sono molto contenta e carica per le tante novità che sto preparando per l’anno nuovo ! Seguiteci.
GIUDIZIO : “I commenti di Jasmin: lo adoro. Immediatamente attira la mia attenzione. La composizione e il modo in cui viene posata in modo non convenzionale e il modo in cui guarda nella telecamera sono perfetti.

Sotto metto le foto del 2° e 3° vincitore.
vai alla pagina AIBP Association of International Boudoir Photographers

1° posto Micaela Zuliani
2° posto Jessica Lopez
3° posto Patrick Schoerg

L’erotismo di Carla van de Puttelaar

Carla van de Puttelaar è una fotografa olandese che ha come obiettivo la ricerca dell’essenza pura della donna. Nella delicatezza e intimità dei suoi scatti, infatti, trapela una sensualità essenziale che individua e fissa la perfezione dell’imperfezione del corpo femminile. Ciò è ottenuto attraverso l’attenzione per i particolari, i gesti e i minimi dettagli che sono illuminati tra le ombre, risultano particolarmente bianchi, quasi funerei, richiamando la pittura olandese del XVII secolo.
Il risultato è un erotismo delicato, quasi innocente, che tuttavia risulta forte ed emozionante.
Ecco le immagini. Buona visione!

Website | Wikipedia | Instagram | Facebook

Fonte

CERCHI LA BAMBOLINA O LA DONNA ?

CERCHI LA BAMBOLINA O LA DONNA ? 
Se fate un giro per facebook si vedono sempre le stesse modelle, dalle espressioni “timbrate a stampo, quelle 5 e non oltre …. La Giorgia, la Giulia, l’Elisa, le prime che mi sono venute in mente, la capacità dei fotografi la si intuisce guardando il portfolio delle stesse “modelle” che hanno foto tutte uguali. 
Se invece aspirate a qualcosa in più, a fare delle foto diverse, con Donne più autentiche meno bamboline, dall’espressione più “presente” allora potete rivolgervi a Scuola di Boudoir, una scuola che insegna a TUTTE LE DONNE l’arte della posa sensuale senza fare i manichini ma dandosi all’obiettivo in modo più consapevole e sexy e insegna ai fotografi e fotografe l’approccio più efficace per entrare in connessione col soggetto e creare delle fotografie uniche, che parlano e che profumano di autenticità e Donna.
La Fotografia è espressione, e se il Boudoir è l’espressione della sensualità, TIRIAMOLA FUORI QUESTA SENSUALITA’ da ambo le parti 😉
https://scuoladiboudoir.com/

Sotto 5 donne, non modelle (!), fotografate da Micaela Zuliani, titolare e insegnante della scuola.

LA PRIMA SCUOLA DI BOUDOIR IN ITALIA

LA PRIMA SCUOLA DI BOUDOIR IN ITALIA per fotografi e per modelle.
I corsi sono rivolti ai professionisti che vogliono approfondire un settore in forte crescita come quello del Boudoir, o chi desidera riposizionarsi sul mercato del lavoro, o semplicemente chi ha la passione per la fotografia, che sia fotografo/a o modella.
I corsi per aspiranti modelle hanno come obiettivo quello di ottenere una migliore consapevolezza di sé, utilizzando la fotografia come strumento di conoscenza, ricerca, benessere verso se stesse per migliorare o acquisire quella Libertà individuale e di Donna, indispensabile per poter stare bene con se stesse e con gli altri; di trasformare il proprio talento e la propria femminilità in una vera e propria professione.
I corsi possono essere individuali o di un gruppo (massimo 3 persone).

I corsi (workshop e mentoring) sono prevalentemente ESPERENZIALI, si differenziano quindi dal modello tradizionale dei corsi di fotografia:
1) si parte dall’IO: comprendere chi siamo come persone e chi siamo come fotografi; mettere a fuoco il proprio stile a seconda del temperamento che abbiamo;
2) si prosegue con l’ALTRO : comprendere chi è il soggetto che abbiamo di fronte, intuendone la personalità;
3) ci si concentra sul NOI : creare una connessione, relazione tra noi e l’altro per ottenere una fotografia che racconti si il soggetto, (come noi lo vediamo/interpretiamo) unendolo al nostro vissuto.
Il percorso necessariamente è un percorso a due, in cui il fotografo osserva, intuisce e dirige l’altro, non imponendosi ma accompagnando il soggetto a offrirsi all’obiettivo.
L’approccio del corso è psicologico e solo successivamente fotografico.
Per questo motivo i corsi hanno un numero ristretto di partecipanti, massimo 3, proprio per agevolare questo percorso di conoscenza e di messa in gioco degli autori stessi.”
Offrono le basi per fotografare ogni tipologia di donna senza esperienza di posa, stimolano a guardare l’unicità di ogni soggetto e raccontarne la bellezza e il carattere.
Date e info: www.scuoladiboudoir.com

INSEGNANTE
Micaela Zuliani fotografa ed insegnante, conosciuta a livello nazionale e internazionale, fotografa ogni donna senza esperienza di posa.
Membro dell’Associazione Internazionale Boudoir Fotografi, 10 anni di esperienza in questo settore la fanno essere un punto di riferimento, per i fotografi e per le modelle.
Diffonde dal 2010 il Boudoir in Italia, promuovendo una fotografia di Donna libera, autentica, senza discriminazioni e senza ritocchi estetici con photoshop.
Ha realizzato importanti campagne sociali sulla donna, riscuotendo un notevole interesse sui più famosi media (Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, IlSole 24ORE, La Repubblica, Vanity Fair, Sette, La Stampa, Italia Post, in tv Rai2).
Ha vinto il premio al Web Marketing Festival 2016 con il progetto “Boudoir Disability”
Scrittrice di 5 libri di fotografia (dalla manualistica per ragazzi al ritratto professionale).

Kimbra Audrey – autoritratti

Kimbra Audrey è un’artista americana che vive e lavora a Parigi. Dopo aver lavorato come modella per quasi un decennio, Kimbra era frustrata dalle immagini superficiali costantemente create da lei e non in linea con i suoi valori. Ha lottato con la depressione per tutta la sua vita e ha iniziato a fare autoritratti in un modo catartico per creare delle immagini più reali di se stessa.
Kimbra gira esclusivamente in film, che sviluppa e stampa a casa. Non ritocca le sue immagini e trova la bellezza nelle imperfezioni naturali che si verificano durante le riprese di un film.

“Nel marzo di quest’anno sono andata a Melbourne, in Australia, per la prima volta. Sapevo che l’Australia era conosciuta per le sue famose spiagge e volevo trovare le migliori su cui fotografarmi. Avevo letto di un posto chiamato Bushrangers Bay e quando l’ho studiato per la prima volta ho scoperto che qualcuno era morto di recente lì. Ci sono ripide scogliere, correnti imprevedibili e rocce frastagliate. La spiaggia è molto isolata e ci vuole un’ora di camminata per raggiungerla. Nella baia ci sono piscine di roccia in cui puoi nuotare ma sono accessibili solo durante la bassa marea. La prima volta che ci sono andata, la marea stava già iniziando a entrare, quindi non ero in grado di fotografare molto. Sono anche scivolata e caduta in una piscina di roccia con le mie macchine fotografiche, il treppiede e tutto il mio film. Funzionavano tutti ancora, non è la prima volta che cadono nell’oceano.

Quindi sono tornata una seconda volta con la mia cara amica Lucy, siamo andate al mattino, prima ancora che il sole sorgesse. Per quasi mezza giornata abbiamo avuto l’intera spiaggia tutta per noi. Abbiamo ripreso per ore, nuotato e ci siamo abbronzate, ma poi è arrivata un’onda che mi ha tramortito e buttato quasi giù, ho rischiato di morire, fortunatamente la mano di Lucy mi ha salvato, cosi abbiamo deciso di riprendere tutto per immortalare quel momento, di panico ma anche di libertà. ” https://storyofmag.com/blog/i-almost-died

Sotto traduzione con google dal blog https://www.sukuhome.com/blogs/journal/suku-x-kimbra-audrey , perdonate gli errori.

In che modo lavorare con l’autoritratto ti ha permesso di esplorare la tua salute mentale e il tuo percorso di auto-esposizione?
Prima di iniziare a realizzare autoritratti ho lavorato come modella per quasi un decennio. È stato davvero frustrante e dannoso per la mia salute mentale lavorare in quell’industria all’epoca. Lavorare nella moda mi ha sviluppato una relazione estremamente malsana con il mio corpo. 
Ho iniziato a scattare autoritratti mentre facevo la modella semplicemente per documentarmi nel modo in cui mi vedevo. Volevo creare immagini autentiche che non fossero state ritoccate. L’autoritratto è estremamente catartico e mi ha permesso di riconnettermi con il mio senso di sé. Mi ha anche insegnato ad amare il mio corpo così com’è e ad abbattere i valori patriarcali che mi erano stati instillati dalla società per tutta la vita.

Sito Web di Kimbra Audrey | Instagram

Sotto solo una parte delle bellissime foto che trovate sul suo sito, consiglio di approfondire la visione.

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