WORKSHOP RITRATTO, BOUDOIR, NUDO

I corsi sono rivolti ai professionisti che vogliono approfondire un settore in forte crescita come quello del Boudoir, a chi desidera riposizionarsi sul mercato del lavoro, o semplicemente chi ha la passione per la fotografia.
Scuola di Boudoir insegna ai fotografi l’approccio più efficace per entrare in connessione col soggetto creando delle fotografie uniche, che parlano e profumano di autenticità e Donna.
Il programma formativo della scuola dà la priorità ai corsi individuali pratici, per offrire un servizio migliore, decisamente più approfondito e personalizzato, a seconda del livello e delle esigenze del corsista. Suggerendo un ciclo di lezioni distanziate affinché le nozioni acquisite vengano metabolizzate con calma.
Tuttavia per le persone lontane, che non possono seguire il programma strutturato in più giornate, è previsto 2-3 volte l’anno, un workshop nel week end per agevolare gli spostamenti di chi abiti in altre regioni. Il workshop, sebbene il gruppo dei partecipanti non supera mai il numero di 5 partecipanti, non può essere paragonato ad un ciclo di lezioni 1:1 di un mese e mezzo.

Non esistono corsi che rilasciato un attestato di qualifica o di iscrizione all’albo: solo la Regione (ente accreditato dallo Stato) ha la facoltà di rilasciare tale documento dopo un esame sostenuto, e un albo specifico per fotografi non esiste. [Fonte Ministero dell’istruzione]. L’unico pezzo di carta che si può richiedere è un attestato di frequenza che però, lo ricordiamo, non ha nessun valore sul mercato, dimostra semplicemente il vostro impegno a migliorarvi ed accrescere la vostra preparazione.
L’unica cosa quindi che un insegnante può donarvi è il suo sapere, acquisito e sperimentato negli anni, affinché possiate ridurre i tempi per imparare e lavorare.
I fattori che bisogna considerare per scegliere un corso, si riferiscono alla professionalità del docente e sono :
CREDENZIALI
ESPERIENZA NELLA FORMAZIONE
ESPERIENZA PROFESSIONALE
RECENSIONI verificate

Non sempre un bravo fotografo è anche un bravo insegnante.
Non sempre un bravo insegnante è un bravo fotografo
Non sempre un insegnante vi mette nelle condizioni di apprendere al meglio (un corso con 10-15 persone permette al docente di seguire tutti i partecipanti?)

Mettete sempre in discussione chi avete davanti nella scelta del corso, anche noi. E date valore al vostro tempo e soldi. Un corso di 200 euro è meno costoso, è evidente, ma se non imparate niente perché c’è troppa gente, perché è un model sharing mascherato da workshop, dove tutti scattano alla modella senza poter interagire e personalizzare la propria visione, perché chi tiene il corso non è capace di insegnare o passa il tempo a mostrare slide delle sue foto scattate, o i corsisti vengono lasciati da soli a scattare tra loro senza che il docente li formi, sono soldi buttati.
Un corso di 700-2.000 euro è molto costoso, ma se in poche settimane avete imparato anni di studio, ricerche, esercitazioni e vi offre la possibilità di diventare dei professionisti nel campo, sono soldi sprecati o investiti ?

Micaela Zuliani opera nel settore dal 2010 diffondendo il Boudoir in Italia. bio
Leggi tutte le recensioni verificate
Guarda le pubblicazioni a livello nazionale e internazionale
I corsi sono solo individuali, ma 2 volte l’anno si organizzano workshop di massimo 5 persone.

WORKSHOP 3 IN 1 : RITRATTO, BOUDOIR, NUDO

Sabato 26 febbraio 2022 dalle 10 alle 18
Domenica 27 febbraio 2022 dalle 10 alle 17

Un corso intensivo 3 in 1, per quei fotografi che non hanno esperienza nel fotografare le donne, o che si sentono insicuri, ma anche per tutti coloro che vogliono migliorare il proprio livello fotografico o specializzarsi in questi settori.
Il numero dei partecipanti esiguo, permette a Micaela di seguire con cura ogni corsista.
Modella scelta per il workshop: Francesca Dagrezio, da diversi anni nello staff di Scuola di Boudoir come modella di nudo e boudoir.
Nel 2019 Francesca Dagrezio e Marta Carrassi (ex corsista di Micaela Zuliani) sono arrivate 2° posto al concorso internazionale “Best of 2019 AIBP”.
Vai alla pagina del workshop

ISPIRAZIONI dove trovarle

Una delle domande piu’ ricorrente ai miei corsi è dove trovare ispirazione per realizzare sevizi fotografici Boudoir e come rendere gli scatti personali.
Con il metodo della destrutturazione si può capire meglio come agire.
Libri, ma anche cover musicali, videoclip, film, romanzi, sono un esempio per nutrire la propria cultura visiva e sviluppare una personale creatività.
Ne ho parlato in modo approfondito in un video appena pubblicato sul canale youtube di Scuola di Boudoir.

Come nasce una fotografia vincente

Scuola di Boudoir

Il titolo e’ ovviamente provocatorio, perché per me una fotografia non può essere “vincente” in modo oggettivo, dato che il riscontro pubblico risente di tanti fattori e sono molto scettica sui concorsi e mostre, per questo la mia partecipazione e’ stata eccezionale. Appurato questo, sono comunque contenta di essere stata la vincitrice. Ma una fotografia più che vincente, deve essere efficace, scuotere, trattenere dalle cose che stavi facendo in quel momento, in una parola SEDURTI (portare a sé l’attenzione del pubblico) e per farlo, devi comunicare chiaramente, senza 300 mila orpelli chi sei, cosa ti emoziona nella vita come autore della foto, quali sono i tuoi valori, le tue paure, le tue speranze, il tuo lato oscuro, e mostrarlo in modo onesto, sincero, autentico.
La fotografia per me si basa sulla capacità di sintesi, mettendo totalmente se stessi. Difficile forse, ma non impossibile: bisogna conoscersi, sapere che persone siamo, cosa…

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Confronto analogico-digitale

Scuola di Boudoir

Ho fatto la comparazione della stessa scena usando una fotocamera analogica e una digitale, guarda i risultati qui

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Photo editing : come scegliere le foto in modo veloce

Scuola di Boudoir

Per economizzare il proprio tempo e concentrarci sulle fotografie che reputiamo migliori è necessario imparare a selezionare il flusso di lavoro in modo veloce, senza ostinarci a tenere troppe foto simili.
Come fare? Io uso la pancia, che negli anni ho visto non sbaglia, ma questo è il mio modo e lascio andare le foto che mi convincono meno.
Da oggi trovate sul canale youtube contenuti free e altri più approfonditi a pagamento, iscrivendovi al canale rimarrete aggiornati.

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COME NASCE UN’IDEA

Perchè è importante allenare il cervello e nutrire la propria cultura?
Perchè spesso senza volerlo troviamo delle idee alle nostre fotografie che non pensavamo di avere. Il nostro cervello assorbe informazioni anche se siamo stanchi e guardiamo un film, un video musicale, leggiamo un libro, andiamo ad una mostra.
Ho trovato un esempio interessante per parlare in questo articolo di come può nascere un’idea. Premetto che mi piace sperimentare sia col tempo, sia in post produzione, mi piace ispirarmi alle fotografie boudoir francesi, alla scultura greca, e trovo interessante anche l’uso del mosso, giocando col tempo di esposizione per creare immagini oniriche.
Un mese fa io e LaFra_miele dovevamo scattare ma non avevo ancora delle idee precise sul cosa fare, spesso lascio che un seme che ho in testa si sviluppi durante le riprese, e così è stato, in un’ora ho creato 3 album differenti senza variare il trucco, e togliendo semplicemente la lingerie.
Sono partita col fare fotografie Boudoir, il mio soggetto era seduto sulla poltrona in lingerie (1° idea), ma ero stufa di fare queste foto, cosi ho voluto provare a rimanere nel boudoir giocando col tempo di esposizione (2° idea), dopodichè abbiamo provato a ispirarci a Canova e la scultura Greca, per cui ho fatto spogliare LaFra_miele, è salita su una sorta di piedistallo che ricordava una statua e nuda le ho avvolto un lenzuolo. Il suo corpo lungo affusolato elegante ricordava un cigno e da qui la 3° idea, non ancora soddisfatta ho voluto giocare di nuovo col tempo di esposizione ritraendo il mio soggetto come una statua mossa.
L’idea definitiva è stata davanti al computer: inizialmente pensavo di lasciare le fotografie a colori, ma incuriosita ho voluto convertire in bianco e nero e più guardavo il monitor più mi affascinava il fatto che il contorno del corpo si perdesse nel bianco dello sfondo. Istintivamente ho accentuato il contrasto, mi sono alzata dalla sedia per bere dell’acqua e quando sono tornata ho VISTO la mia idea. E’ uno dei lavori più strani che abbia mai fatto e che amo molto, una persona che mi conosce bene ha detto “è particolare come te ” e aveva proprio ragione, la fotografia rappresenta totalmente me, fuori dagli schemi, con influenze di storia dell’arte, sconfina fuori , ed è in bianco e nero. Rappresenta la Donna e la Libertà di essere che muta continuamente. EVAnescenza, anche il titolo lo sento perfetto, Eva ovvero la Donna che muta.

Come realizzare SET BOUDOIR

Scuola di Boudoir

Scuola di Boudoir vi mostra in questo video come creare diversi set Boudoir per i vostri servizi fotografici.
Scuola di Boudoir, la prima e unica scuola del settore.
Micaela Zuliani fondatrice e insegnante Boudoir , opera dal 2010.
http://www.scuoladiboudoir.com
http://www.micaelazuliani.com

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COME NASCE UN’IDEA

Scuola di Boudoir

Perchè è importante allenare il cervello e nutrire la propria cultura?
Perchè spesso senza volerlo troviamo delle idee alle nostre fotografie che non pensavamo di avere. Il nostro cervello assorbe informazioni anche se siamo stanchi e guardiamo un film, un video musicale, leggiamo un libro, andiamo ad una mostra.
Ho trovato un esempio interessante per parlare in questo articolo di come può nascere un’idea. Premetto che mi piace sperimentare sia col tempo, sia in post produzione, mi piace ispirarmi alle fotografie boudoir francesi, alla scultura greca, e trovo interessante anche l’uso del mosso, giocando col tempo di esposizione per creare immagini oniriche.
Un mese fa io e LaFra_miele dovevamo scattare ma non avevo ancora delle idee precise sul cosa fare, spesso lascio che un seme che ho in testa si sviluppi durante le riprese, e così è stato, in un’ora ho creato 3 album differenti senza variare il trucco, e…

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CODICE ETICO E SUGGERIMENTI ANTI MOLESTIE

Scuola di Boudoir

Oggi vorrei affrontare due temi di cui si parla poco, con risvolti a volte pericolosi.
Sappiamo bene che ci sono purtroppo tanti uomini che si improvvisano fotografi avendo come unico interesse quello di attirare e nei casi più gravi molestare le donne.
Come sappiamo anche che ci sono tante donne e ragazzine che vanno agli incontri con sconosciuti in modo assolutamente sprovveduto, direi incosciente.
Da donna emancipata e da fotografa non dico che sia sbagliato vivere le proprie esperienze fotografiche ma ecco qualche consiglio che mi sento di darvi:
Il primo punto lo considero il più importante e a cui investire del tempo.
1) Approfondite la conoscenza del fotografo, scrivete su google nome e cognome per vedere se ci sono recensioni negative, valutate con attenzione le foto che spesso parlano da sole in termini di professionalità, qualità, chiedete informazioni alle donne precedentemente fotografate.
Spesso i fotografi amatoriali con altre intenzioni…

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Boudoir, erotismo, pornografia. Il confine dell’arte.

Il confine tra ritratto, fotografia sensuale, boudoir, erotismo, nudo, pornografia è molto labile, non è tanto il cosa si rappresenta (nudo o vestito) ma il come. Il come influenza enormemente il risultato, dando una accezione volgare o elegante all’opera realizzata.
Un nudo ispirato alla scultura greca o alla pittura può essere estremamente elegante, armonico, un piacere da guardare. Anche il tipo di luce scelta incide nel risultato, ad esempio la luce naturale sembra una carezza sul corpo, sulla sinuosità della donna o dell’uomo ritratto.
Al contrario un soggetto completamente vestito ma in pose eccessive, volgari, senza senso, imbruttiscono l’immagine finale.
Poi certo può essere una scelta condivisibile o meno.
Tinto Brass per alcuni può essere considerato volgare per altri semplicemente più fisico, audace, con una rappresentazione della donna più carnale, goduriosa e consapevole di sè mentalmente e nell’accettazione delle sue forme burrose.
Ecco che la fotografia boudoir può essere essa stessa erotica, accentuando ad esempio l’intensità della seduzione dello sguardo ritratto.
La domanda più ricorrente che mi sento fare sia ai corsi che tengo sia ai servizi fotografici commissionati è “Cosa vuol dire esattamente Boudoir?” oppure fotografi emergenti che si sentono criticati sui social perchè la loro fotografia per altri colleghi non sembra rientrare nella definizione di “foto boudoir”.
Il problema è che siamo schiavi dell’etichetta, del così è definito (da altri), che non si è più liberi di sviluppare quell’apertura mentale necessaria per rappresentare le varie SFUMATURE della sensualità, dell’erotismo che convivono interiormente nel soggetto da ritrarre, ma anche in noi che creiamo.
Fotografia Boudoir Italia magazine, intende il Boudoir scevro da etichette, discriminazioni di taglie, età, abilità disabilità, ma si concentra nel racconto del soggetto nella sua unicità, evidenziandone l’aspetto sensuale, che può in alcuni giorni trasformarsi in erotico, audace o intimista.
Ecco che nudo, erotismo, boudoir si sfiorano e si confondono perchè ciò che conta alla fine è solamente rappresentare la Donna.

Confronto tra digitale e analogico

Qui di seguito trovate i primi confronti tra digitale e analogico, fotografia e stampa realizzata sempre da me. Ovviamente le stampe da pellicola dal vivo sono proprio un’altra cosa, qui non si percepisce la pastosità del chiaroscuro.
Poi c’è da dire che sono le mie prime stampe quindi da migliorare in alcuni casi.
Voi preferite la nitidezza e la perfezione del digitale o l’imperfezione artistica dell’analogico? Il mio cuore dice senza dubbio l’analogico.
A ognuno la sua fotografia.

CORSO DI FOTOGRAFIA BOUDOIR stagione autunno 2019

NUOVI CORSI DI FOTOGRAFIA stagione autunno 2019
https://www.micaelazuliani.com/corsi

LA TIMIDEZZA NELLA FOTOGRAFIA, È UN OSTACOLO?

La timidezza può rappresentare un grande ostacolo per chi inizia a fotografare, ma è veramente un ostacolo ? Analizziamolo insieme.
Premetto che chi mi conosce oggi si stupisce quando svelo che sono stata molto timida e a tratti in alcune situazioni lo sono ancora, ma non lo do a vedere.
Se può servire come incoraggiamento vi dico che quando ho comprato la reflex, non avendo mai fotografato pensavo che andare in giro con questa macchina costosa significasse per chi guardava da lontano, essere bravo e un professionista, per cui per strada giravo con la fotocamera e se dovevo guardare il display per controllare la foto scattata, mettevo la mano sopra per nasconderla ai passanti perché avevo paura che fosse sovraesposta. Si perché ai passanti interessa cosa faccio io e ancora , i passanti vedono a raggi x la mia foto, no?! Ma sappiamo che quando uno è insicuro si inventa tutto nella propria testolina!
Una sera ricordo che sono andata a teatro a vedere un concerto e mi sono portata la mia fotocamera, era la prima volta che fotografavo un evento pubblico. Ho scoperto poi che era vietato ma qualche scatto l’ho fatto tutta piegata per non farmi beccare.
Non ci crederete ma dietro di me un signore mi fa “ma noo! io non metterei quelle impostazioni !!!!” e scoprire poi che era un fotografo o presunto tale. La mia paura si era materializzata, da non crederci  uahh ah ah ah 

 Volevo sprofondare!
Continuo dicendovi che ho iniziato presto a fotografare le persone anche in studio per progetti artistici o sociali, non le conoscevo ma mi ero messa in testa come sfida che volevo in un breve tempo riuscire a raccontarle, valorizzarle, metterle a proprio agio senza sapere chi fossero e senza avere la padronanza della fotografia.
La passione per la fotografia era di gran lunga maggiore della mia timidezza, ma in qualche maniera la tensione doveva uscire e infatti per stress e timidezza sudavo.
Così mi ero organizzata con 3 magliette identiche che cambiavo durante lo shooting senza che le persone scoprissero il mio imbarazzo, anche perché ero io a dover rassicurare loro e non viceversa!
Un altro episodio che mi viene in mente è il primo workshop di ritratto che ho fatto, di due giorni in cui l’insegnante ci ha spronato a turno a farci fotografare per capire meglio cosa si provava. Bene…..quando è toccato a me, la 2° del giro, io sono diventata non rosso peperone ma blu, l’insegnante “carinamente” ha preso me come esempio di soggetto timido, volevo morire

Tutto questo per dire cosa ? Che se l’ho superata io, la potete superare anche voi.
La timidezza certo può essere un ostacolo, ma dipende se la fate come amica o nemica.
Usarla come amica significa non nascondersi dietro ad essa, ma vederla come valore aggiunto di sensibilità, siete una persona sensibile e timida, non siete freddi, cinici, insensibili, arroganti. E consiglio vivamente di non nasconderlo agli altri, intendo dire che se vi trovate in un momento di imbarazzo, ditelo! “scusami ma sono all’inizio sto imparando” oppure ” sembro timido, in realtà è vero lo so e ci sto lavorando” o puntare sull’ironia e autoironia. Insomma se lo dichiarate che lo siete, la gente non solo apprezzerà la vostra sincerità ma farà in modo di farvi sentire meglio.
E poi scusate ma non siamo tutti uguali, non siamo robot e siete solo timidi, non avete ammazzato nessuno.
Ma vi dico anche che più vi sforzate di fotografare e di stare a contatto con le persone e più sarete meno timidi, prenderete coraggio e sicurezza ogni giorno di più.
Ci sono attori famosi che hanno iniziato a fare recitazione proprio per superare questo problema e nessuno lo immaginerebbe.
Ciò che allontana le persone e fa si che un ritratto non venga bene è la distanza che si percepisce tra un soggetto e l’altro, se voi siete distanti, in imbarazzo sicuramente il vostro ritratto farà fatica a concretizzarsi e questo perché la famosa “connessione” non avviene, ma se voi dite al vostro soggetto ” perdonami ho problemi di timidezza, ma ti trovo molto interessante e vorrei fotografarti” vedrete all’istante che la persona si scioglierà perché avrete ammesso una vostra fragilità, lo avrete dichiarato, e al contempo l’interesse verso l’altro è maggiore da superare il vostro problema.
L’avrete conquistata all’istante e piano piano vedrete che la vostra timidezza si scioglierà da sola.
Diventa un ostacolo invece se la fate vostra nemica, se non vi mettete alla prova, se non la utilizzate per migliorare come persone, se vi chiudete ancora di più in voi stessi, allora si che diventa una strada senza uscita.
In bocca al lupo 😉

LUCE NATURALE O ARTIFICIALE ?

In questi anni ho sempre preferito la luce naturale, in primis perché staffa, statio e accessori vari mi limitano la libertà d’azione nei movimenti e mi distraggono dalle espressioni ed emozioni del soggetto, in secondo luogo perché non riuscivo a manipolare la luce artificiale in modo tale da ottenere un’illuminazione morbida ed avvolgente.
In questo periodo sto usando solo la luce artificiale per i miei ritratti in bianco e nero proprio per arrivare ad avere una maggior padronanza sia della luce naturale che di quella artificiale, finalizzate entrambe ad un effetto morbido e poco contrastato.

Nel primo caso il soggetto ha lo sfondo nero, un pannello di polistirolo, che preferisco rispetto al tessuto perché opaco, assorbe la luce e non ha le pieghe, a sinistra abbiamo una finestra e a destra ho posizionato un pannello di polistirolo bianco per dare un tocco di schiaritura al viso in ombra.

Nel secondo caso il soggetto ha sempre il pannello nero di sfondo, il softbox è posizionato a sinistra a 45° alzato un po’ in alto e rivolto a 45° verso il basso.
Entrambe le foto in alto, non hanno ancora nessun intervento di photoshop, nessuna modifica di esposizione proprio per far vedere come si comporta la luce.
Il beauty dish rispetto al softbox ha ombre più marcate, la luce è concentrata sul viso del soggetto ed è meno morbida e non si diffonde sul resto del corpo, per questo motivo per un risultato morbido l’ho escluso.
Attenzione alle ciocche di capelli anche con la luce naturale perché posso creare fastidiose ombre sul viso, come nella foto qui sopra a sinistra.
Per vedere tutti i ritratti che ho realizzato potete trovarli sul mio sito:
https://www.micaelazuliani.com/ritrattiemozionali

oppure su instagram

Boudoir con luce artificiale

Se volete ricreare l’effetto della luce naturale potete posizionare il softbox a 45° dal soggetto, a destra o a sinistra. Se l’altra parte illumina poco il soggetto e non avete a disposizione una seconda luce, potete dare un tocco di schiaritura con un pannello riflettente argentato o un pannello di polistirolo bianco.

Come trovare il proprio stile differenziandosi dagli altri.

Nessun genere fotografico a mio avviso, come il ritratto fotografico e il boudoir, offre la possibilità di lavorare su se stessi, dando l’opportunità di mettersi alla prova con se stessi e con gli altri, per comprendere e raccontare le emozioni che viviamo.

Cerchiamo di addentrarci ora in questo mondo meraviglioso pieno di stimoli anche guardandolo come un’occasione non solo di crescita fotografica, ma anche umana, partendo da noi stessi.
Ricordiamoci sempre che fotografare significa scegliere di esprimere le proprie idee, il proprio punto di vista sulla vita e sul mondo circostante; è prendere una posizione sulla realtà ma prima di tutto dobbiamo sapere chi siamo o cosa vogliamo essere, che stile ci rappresenta, che cosa vogliamo raccontare dei soggetti e di ciò che in generale attira la nostra attenzione.
Un buon fotografo soprattutto se sceglie di fare ritratti e boudoir, a mio avviso è prima di tutto una persona che ha lavorato su se stesso, non ha avuto paura di dare ascolto alle proprie zone d’ombra, anche perché se vuoi raccontare e rappresentare le emozioni le devi prima di tutto conoscere e averle vissute.
In questo articolo approfondiremo l’importanza di avere un proprio stile, come farlo a trovare e ad esprimerlo in modo unico, differenziandosi così dagli altri fotografi.

ALLA RICERCA DEL PROPRIO STILE
In ogni attività artistica dove si esprime un’emozione o una storia, l’elemento che non puo’ mancare per differenziarci dagli altri è lo stile: ognuno di noi ne ha uno che fa si che le nostre fotografie, canzoni, scritti, dipinti, si riconoscano tra tante. I più fortunati riescono a manifestarlo naturalmente, senza grossi sforzi e sono i più talentuosi o grandi comunicatori; altri devono ricercarlo in se stessi prima di esternarlo.Vediamo pertanto degli esercizi che possono aiutare a scoprire il proprio stile.
Sfogliate le riviste di moda e in modo istintivo, senza un’attenta riflessione, ritagliate e conservate le pagine delle fotografie che vi colpiscono all’istante; una volta raccolte 20-30 immagini riguardatele con calma e soffermatevi per capire il motivo del vostro interesse, se notate una certa affinità con le foto che solitamente scattate (esempio un contrasto spinto o al contrario colori tenui) o se le foto raccolte sono l’opposto delle vostre.
Guardate in internet immagini dei grandi fotografi e cercate di capire quali sono quelle che sentite più vicine in termini di scelta del contrasto, del contenuto, della provocazione e così via.Ora guardate il vostro archivio fotografico e cercate di fare un confronto tra le vostre e quelle che avete raccolto: notate un’affinità o sono tutte diverse tra loro?Solitamente ciò che si sceglie e che cattura la nostra attenzione rappresenta lo stile che sentiamo nostro o al quale vorremmo arrivare; è da qui che dobbiamo iniziare a lavorare.
Un altro accorgimento per avvicinarsi al proprio stile è quello di soffermarsi sul proprio carattere: siamo persone che tendono a provocare nell’altro una reazione? O abbiamo un temperamento mite che raramente prende posizioni nette? Senza generalizzare ma solitamente chi ha una predisposizione a provocare una reazione lo fa in modo deciso, netto e anche le fotografie riflettono un contrasto deciso di bianco e nero, colori saturi, illuminazione dura con ombre ben marcate, tagli e inquadrature accattivanti e poco diplomatiche. Al contrario chi è più mite sarà portato naturalmente a colori più tenui, ad un’ illuminazione più morbida e un bianco e nero meno marcato.
Provate a creare delle foto diverse tra loro, cosi da analizzare lo stile che sentite più vostro.

  1. NB. Il fatto che abbiate una predisposizione stilistica non significa che dobbiate rimanere ancorati su quello stile, sperimentate spesso e cercate di realizzare delle fotografie anche diverse da come vi verrebbero naturalmente. Questo è un ottimo sistema per migliorarvi e conoscere nuovi modi di interpretare la realtà e trasmettere emozioni.
    Come abbiamo detto più volte, avere una cultura visiva, musicale, letteraria è di fondamentale importanza, in quanto l’ispirazione che dà vita alle idee nasce da una ben nutrita immaginazione. Bisogna quindi alimentarla con la cultura e lo studio di ogni forma d’arte e di espressione.

Sperimentate con diverse fotocamere, (si possono anche noleggiare) e scoprite se vi piace di più realizzare fotografie con le fotocamere analogiche, digitali o giocattolo (lomografia) ecc. Siete più fisici? Forse avete una predisposizione a toccare fisicamente le vostre foto, svilupparle in camera oscura, “pasticciarle” per creare effetti diversi? O al contrario vi piace di più creare col computer e la vostra camera oscura è photoshop?

Fotografate in bianco e nero o a colori ? Quale vi piace di più? E perché?
Cercate di trarre ispirazione da film, letture, video musicali, mostre fotografiche, internet e documentari.

Richard Avedon ha tratto ispirazione dai primissimi piani, dal taglio radicale delle inquadrature e dagli sfondi bianchi del film del 1928 “La passione di Giovanna d’Arco”, Henri Cartier-Bresson ha assistito il regista Jean Renoir ed è cosi che ha imparato l’arte della composizione. Per le fotografie in bianco e nero sono ottimi i film noir, dove l’illuminazione è contrastata, realizzati tra gli anni ’40 e ’50 che narrano storie tenebrose, piene di eventi drammatici e polizieschi.
La pittura è un’altra ottima fonte d’ispirazione: guardate i pittori che hanno analizzato il colore e la luce, fra questi sicuramente un occhio di riguardo va a Caravaggio e a Vermeer.
Osservate le pubblicità sui giornali, analizzate la scelta dei colori, l’inquadratura e il tipo di messaggio che si vuole comunicare.

La stessa cosa per i lavori di grafica.
Ricordatevi che più si osserva e più si immagazzinano informazioni preziose per il vostro archivio visivo e culturale.

Siate voi stessi in ciò che fate, esprimete la vostra personalità con coraggio, sincerità, libertà di essere, e siate curiosi, questo è lo stile!

Le Pose Boudoir (nuovo libro)

Raccontare il soggetto, comunicare l’emozione che prova in quel momento e al contempo saperlo valorizzare è l’ambizioso compito del fotografo ritrattista.
Il fotografo Boudoir non solo crea un ritratto, ma durante il servizio fotografico deve curare ogni dettaglio, dal set al guardaroba cercando di creare quell’armonia e quell’eleganza che differenziano questo genere fotografico dalla fotografia erotica più audace. Ecco che avere in mente delle pose suggerite a seconda della corporatura, può essere utile per potersi concentrare maggiormente sul soggetto, soprattutto all’inizio quando non si ha acquisito ancora quella dimestichezza nel nascondere eventuali inestetismi.

Un libro illustrato dedicato alle pose nella fotografia Boudoir, con un’ampia galleria di immagini (ben 350) che spiegano al meglio come valorizzare ogni tipologia di donna, facendola apparire naturale, sexy e sicura di sé, anche tenendo conto delle differenti corporature.

Micaela Zuliani, fotografa eclettica e anticonvenzionale, specializzata nei ritratti, dal 2010 è la prima fotografa a diffondere in Italia il Boudoir, promuovendo una fotografia di Donna libera, autentica, reale, senza discriminazioni e senza ritocchi estetici con photoshop, al fine di sdoganare e legittimare ogni tipologia di donna.
Autrice del libro Fotografia Boudoir: il primo libro del settore scritto da un fotografo italiano e il secondo a livello internazionale e di altri cinque libri di fotografia, dalla manualistica per ragazzi al ritratto professionale.

Ha realizzato importanti campagne sociali che hanno riscosso un notevole interesse con recensioni ed articoli sui più famosi media nazionali ed emittenti tv. Conosciuta a livello nazionale ed internazionale per i progetti Boudoir DisabilityPortrait de Femme Therapy (rivolto alle donne malate di cancro) e per il suo stile anticonvenzionale e sempre controcorrente nel rappresentare la donna.
Membro dell’AIBP Association of International Boudoir Photographers.
Dal 2019 tiene sessioni di Ritratto Terapia presso il suo studio.

Per richiedere una copia in pdf scrivere una mail a info.micaelazuliani@gmail.com
La copia cartacea sarà negli store a fine marzo. 

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