Speed date fotografico con Pepper & Love

Scuola di Boudoir

Un video disturbante in tutti i sensi !
Un incontro tra uomo e donna?
Una gara a tempo ?
Un contest fotografico ?
Un’indagine antropologica?
Tutto questo e molto altro in un contest provocatorio mai realizzato in Italia, un evento fuori dai confini del logico, del già visto, della fotografia.
Una sfida fotografica all’insegna del divertimento e del confronto tra uomini e donne, con una marcia in più: lo sguardo maschile è diverso dallo sguardo femminile nel rappresentare la donna ?

Pepper & Love impreziosisce l’evento SPEED DATE FOTOGRAFICO con i suoi capi di lingerie.
Guarda il video sotto e per conoscere i dettagli della sfida clicca qui

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Intervista Fotografia Moderna a Micaela Zuliani

Scuola di Boudoir

Cliccando sotto trovi un’approfondita intervista alla fondatrice di Scuola di Boudoir.

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I 20 migliori siti internazionali di fotografia Boudoir

Fotografia Moderna stila un elenco dei 20 siti migliori di fotografia Boudoir a livello internazionale, c’è anche Scuola di Boudoir 😉
Qui trovi l’intervista approfondita realizzata a Micaela Zuliani.

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Micaela Zuliani: “La fotografia boudoir per amarsi e accettare se stesse”

Attraverso il suo obiettivo, Micaela Zuliani aiuta le donne ad amare il proprio corpo e rinforzare l’autostima. La fotografa, originaria di Verona, ha fondato la “Scuola di Boudoir” con uno staff tutto al femminile e tiene corsi di formazione professionale per fotografi e modelle in tutta Italia. Insegna a posare e a ritrarre il soggetto nella maniera meno stereotipata possibile. Da una decina di anni fotografa donne di ogni tipo e di ogni età: dalle curvy, alle donne con disabilità e alle over 60. Lo scopo è quello di abbattere le discriminazioni e di imparare a piacersi nonostante imperfezioni e cicatrici.

(a cura di Eleonora Giovinazzo)

2° anno in Boudoir International

Per il 2° anno di seguito Micaela Zuliani è sul portale di Boudoir International, ad oggi unico fotografo italiano !
vai sul sito

LA PRIMA SCUOLA DI BOUDOIR IN ITALIA

LA PRIMA SCUOLA DI BOUDOIR IN ITALIA per fotografi e per modelle.
I corsi sono rivolti ai professionisti che vogliono approfondire un settore in forte crescita come quello del Boudoir, o chi desidera riposizionarsi sul mercato del lavoro, o semplicemente chi ha la passione per la fotografia, che sia fotografo/a o modella.
I corsi per aspiranti modelle hanno come obiettivo quello di ottenere una migliore consapevolezza di sé, utilizzando la fotografia come strumento di conoscenza, ricerca, benessere verso se stesse per migliorare o acquisire quella Libertà individuale e di Donna, indispensabile per poter stare bene con se stesse e con gli altri; di trasformare il proprio talento e la propria femminilità in una vera e propria professione.
I corsi possono essere individuali o di un gruppo (massimo 3 persone).

I corsi (workshop e mentoring) sono prevalentemente ESPERENZIALI, si differenziano quindi dal modello tradizionale dei corsi di fotografia:
1) si parte dall’IO: comprendere chi siamo come persone e chi siamo come fotografi; mettere a fuoco il proprio stile a seconda del temperamento che abbiamo;
2) si prosegue con l’ALTRO : comprendere chi è il soggetto che abbiamo di fronte, intuendone la personalità;
3) ci si concentra sul NOI : creare una connessione, relazione tra noi e l’altro per ottenere una fotografia che racconti si il soggetto, (come noi lo vediamo/interpretiamo) unendolo al nostro vissuto.
Il percorso necessariamente è un percorso a due, in cui il fotografo osserva, intuisce e dirige l’altro, non imponendosi ma accompagnando il soggetto a offrirsi all’obiettivo.
L’approccio del corso è psicologico e solo successivamente fotografico.
Per questo motivo i corsi hanno un numero ristretto di partecipanti, massimo 3, proprio per agevolare questo percorso di conoscenza e di messa in gioco degli autori stessi.”
Offrono le basi per fotografare ogni tipologia di donna senza esperienza di posa, stimolano a guardare l’unicità di ogni soggetto e raccontarne la bellezza e il carattere.
Date e info: www.scuoladiboudoir.com

INSEGNANTE
Micaela Zuliani fotografa ed insegnante, conosciuta a livello nazionale e internazionale, fotografa ogni donna senza esperienza di posa.
Membro dell’Associazione Internazionale Boudoir Fotografi, 10 anni di esperienza in questo settore la fanno essere un punto di riferimento, per i fotografi e per le modelle.
Diffonde dal 2010 il Boudoir in Italia, promuovendo una fotografia di Donna libera, autentica, senza discriminazioni e senza ritocchi estetici con photoshop.
Ha realizzato importanti campagne sociali sulla donna, riscuotendo un notevole interesse sui più famosi media (Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, IlSole 24ORE, La Repubblica, Vanity Fair, Sette, La Stampa, Italia Post, in tv Rai2).
Ha vinto il premio al Web Marketing Festival 2016 con il progetto “Boudoir Disability”
Scrittrice di 5 libri di fotografia (dalla manualistica per ragazzi al ritratto professionale).

La sensualità sussurrata all’orecchio: Ermes Mazzali (intervista del mese)

Intervista a Ermes Mazzali di Ermes Mazzali Photo.
Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir? 
Ciao Micaela, innanzitutto grazie per l’opportunità che mi hai dato, conoscerti per me è stata davvero una grande gioia. Rispondo alla tua domanda dicendoti che la fotografia è parte di me sin da quando ero bambino. Assieme a mio padre e mio zio, giocavo in camera oscura a sviluppare fotografie mentre i miei amici giocavano al pallone in strada. Come tutti i figli che hanno il “lavoro in casa”, ho voluto prendere un’altra strada diventando un vigile del fuoco. La passione della fotografia è comunque rimasta sempre viva in me e non l’ho mai abbandonata completamente. Pian piano la passione si è fatta sempre più forte sino ad arrivare a oggi che sono un fotografo professionista con un mio studio e un discreto seguito.
Di dove sei? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Io sono di Suzzara in provincia di Mantova e il mio studio è a pochi km da dove vivo, a Motteggiana. Nel mio paese posso dire che un buon 40% delle ragazze si è fatta scattare da me e la mia fotografia, il mio boudoir non mi è mai stato considerato volgare perché sono il primo cui non piace la fotografia volgare. Sono dell’idea che non sia il genere a rendere una foto sensuale o volgare ma il modo in cui è interpretata. Io amo comunicare con le immagini e cerco sempre di far trasmettere alle mie fotografie un sentimento e di farlo arrivare al cuore.
Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?
Amo la luce naturale ma come detto poco fa, avendo uno studio fotografico spesso per questioni di mood e insegnamento, devo utilizzare inevitabilmente anche la luce continua a led o flash. La luce che entra dalla finestra a mio avviso rimane sempre la più emozionante.
Che attrezzatura usi e che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?
La mia attrezzatura è totalmente Canon ma non perché la trovo migliore di altri brand, mi hanno sempre detto che la foto non la scatta la macchina ma il fotografo, ho Canon semplicemente perchè mio padre e mio zio usavano Canon e quindi è diventato il brand di casa, una questione affettiva.
A chi inizia oggi consiglio una macchina fotografica senza tante pretese, una buona lente luminosa magari un 50 mm fisso a 1.8 o 1.4 e la luce di una finestra.
I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 
Principalmente scatto soggetti femminili, glamour e specialmente boudoir ritengo che siano un genere più femminile che maschile, ma capita spesso di scattare anche coppie e a volte anche uomini.
Sei favorevole al ritocco con Photoshop o lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 
Arrivando dalla pellicola sono dell’idea che la fotografia la faccia la macchina fotografica, ma come una volta si sfruttava la camera oscura per migliorare i propri scatti, oggi grazie a programmi come Photoshop, si riesce a realizzare cose un tempo impensabili. I programmi di fotoritocco però a mio avviso devono rimanere al servizio della fotografia e non “fare la fotografia”. Una brutta fotografia anche con tante ore di post produzione rimane una brutta fotografia. Gli inestetismi come brufoli e occhiaie in una bella fotografia vanno tolti per renderla perfetta.
Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?
Assolutamente no. Credo che se parliamo della figura del fotografo, è indispensabile che abbia la Partita Iva, altrimenti parliamo di fotoamatore, cosa spesso travisata. Lo studio per un fotografo può arrivare anche più avanti. 
Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate? 
Amo nella fotografia la naturalezza e la spontaneità e la ricerco in tutti i miei scatti anche quando sono io a guidare in pose studiate la persona ritratta. L’ispirazione nasce sul momento con l’intesa che si crea con il soggetto ritratto. Spesso mi ritrovo a scattare persone che non hanno mai fatto servizi fotografici e diventa quindi fondamentale saper gestire la persona senza farle perdere naturalezza.
Da dove trai ispirazione? 
L’ispirazione arriva automaticamente in base alle emozioni e sensazioni che la persona ritratta trasmette. Tutto deve arrivare con naturalezza.
Vendi solo le foto digitali, file digitali più stampe o anche packaging tipo scatole/usb?  Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo? 
La fotografia è stampata. Sono cresciuto toccando le fotografie e la mia concezione è di vederle stampate appese in un quadro o in un book. Una fotografia stampata la godi molto di più e grazie a Dio anche i miei clienti sposano la mia filosofia. Consegno spesso stampe e anche foto digitali perché oggi per chi cerca visibilità, la vetrina principale sono i social.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso?
Ai miei clienti piace il modo in cui interpreto la fotografia e credo che sia il motivo principale per cui mi cercano. Come già detto, cerco sempre di fare uscire i sentimenti dai miei scatti e la difficoltà più grande è quella di creare l’intesa, il feeling con il soggetto ritratto per ricercare naturalezza e spontaneità in ogni scatto.

Contatti:

www.ermesmazzaliphoto.it
www.facebook.com/ermes.mazzali.photography
www.instagram.com/Ermes_Mazzali_Photo/

L’eleganza sensuale di Scatti Boudoir (intervista del mese)

Intervista a Enrico Pignatti di Scatti Boudoir
Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ho iniziato a scattare in modo consapevole nel 2011, anno in cui ho acquistato la mia prima reflex amatoriale, una Nikon D5100, e, contestualmente, mi sono iscritto in un circolo fotografico della mia zona per frequentare un corso di fotografia.
Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Io sono nato a Mirandola (MO), ma da 3 anni vivo a Carpi. Nella mia zona, il boudoir è un genere ancora di nicchia e spesso associato erroneamente a cose volgari.
Che tipo di luce usi più abitualmente ?naturale, artificiale o entrambe ?
Uso quasi esclusivamente luce naturale ed un pannello riflettente bianco.
Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Scatto con una reflex digitale full frame (Nikon D750) a cui, negli ultimi tempi abbino anche una vecchia macchina fotografica a pellicola (Nikon FM). Come obiettivi di solito utilizzo un Nikkor 50 mm f/1.8 e, a volte, un Nikkor 35 mm f/2. Per chi è agli inizi consiglio un corpo macchina full frame (magari anche usato) perché, di solito, reggono meglio gli alti ISO, ed un’ottica luminosa, come il mio 50 mm.
I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Finora soltanto donne.
Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi?
Il mio ritocco con Lightroom e Photoshop riguarda essenzialmente la luce, per il resto mi occupo degli inestetismi momentanei, tipo brufoli, oppure, magari, di nei grandi che possono attirare troppo l’attenzione. Non faccio ritocco morfologico e le eventuali rughe cerco di attenuarle con la luce. Sono più per il lasciare le donne ritratte al naturale, perché voglio che si sentano belle e sensuali così come sono, non perché io le posso trasformare in altre persone con Photoshop.
Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Non credo sia indispensabile ma, avere uno spazio “neutrale”, in cui accogliere le clienti sia una cosa positiva.
Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate ?
In linea di massima lascio abbastanza libero il soggetto, limitandomi a correggere i dettagli nelle posture, ma molto dipende anche da quanto la persona che ho davanti è in grado di muoversi.
Da dove trai ispirazione ?
Le mie ispirazioni vengono dai lavori dei grandi fotografi mondiali (Peters, Lindbergh), ho alcuni loro libri fotografici di cui sono innamorato.
Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? nella tua esperienza a cosa è piu interessato il tuo cliente tipo ?
Da questo mese venderò soltanto stampe e file digitali a bassa risoluzione per il web, anche se, finora, le richieste sono state più che altro per i file.
Qual è la difficoltà che riscontri più spesso ?
La difficoltà maggiore, per me, è trovare donne disposte a posare, un po’ perché sono uomo ed anche per via di pregiudizi su questo genere fotografico, che in una cittadina, comunque piccola, come Carpi sono ben presenti.

FB: Scatti Boudoir
IG: @scattiboudoir
sito: https://www.scattiboudoir.com/

La 1° rivista in Italia di settore

Fotografia Boudoir Italia magazine è ad oggi  l’unica rivista specifica di Boudoir ed è gestita da Scuola di Boudoir prima e unica scuola in Italia del settore.
L’intento di questa rivista è quello di:
– promuovere, diffondere e migliorare il livello qualitativo e professionale della fotografia Boudoir, un settore in forte crescita, proponendo contenuti utili, quali rubriche, articoli, interviste, per lavorare in questo settore garantendo standard sempre più elevati. 
– offrire uno scambio di informazioni concrete tra i fotografi operanti sul territorio nazionale e quello internazionale, grazie alla collaborazione con l’AIBP Association of International Boudoir Photographers. 
– garantire maggior tutela alla competenza, attraverso una vetrina seria e selezionata di professionisti a cui rivolgersi.
Lo staff è tutto al femminile, impegnato ad offrire e proporre contenuti di  interesse.
Scuola di Boudoir è inclusiva: si rivolge ad ogni tipologia di Donna, senza discriminazione di età, corporatura, abilità/disabilità, promuove una Donna autentica, che non ha bisogno di modificazioni artificiose con photoshop; si occupa di campagne sociali a favore dell’identità sana della Donna. 

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Titolare di Scuola di Boudoir è Micaela Zuliani, fotografa e insegnante, conosciuta a livello nazionale e internazionale: diffonde dal 2010 il Boudoir in Italia ritraendo ogni donna senza esperienza di posa.
Dal 2018 è membro dell’AIBP Association of International Boudoir Photographers, e membro di Boudoir International: 10 anni di esperienza in questo settore la fanno essere un punto di riferimento, per i fotografi e per le modelle.
Ha realizzato importanti campagne sociali sulla donna, riscuotendo un notevole interesse sui più famosi media (Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, IlSole 24ORE, La Repubblica, Vanity Fair, Sette, La Stampa, Italia Post, in tv Rai2).
Ha vinto il premio al Web Marketing Festival 2016 con il progetto “Boudoir Disability”.
Scrittrice di 5 libri di fotografia (dalla manualistica per ragazzi al ritratto
professionale).

SCUOLA DI BOUDOIR

I CORSI della Scuola di Boudoir
Sono rivolti ai professionisti che vogliono approfondire un settore in forte crescita come quello del Boudoir, o chi desidera riposizionarsi sul mercato del lavoro, o semplicemente chi ha la passione per la fotografia, che sia fotografo/a o modella, [anche over40/50/60].
I corsi per aspiranti modelle hanno come obiettivo quello di ottenere una migliore consapevolezza di sé, utilizzando la fotografia come strumento di conoscenza, ricerca, benessere verso se stesse per migliorare o acquisire quella Libertà individuale e di Donna, indispensabile per poter stare bene con se stesse e con gli altri; di trasformare il proprio talento e la propria femminilità in una vera e propria professione. 
Scuola di Boudoir, una scuola che insegna a TUTTE LE DONNE senza discriminazione di età o fisicità, l’arte della posa sensuale, dandosi all’obiettivo in modo consapevole, sexy e insegna ai fotografi l’approccio più efficace per entrare in connessione col soggetto creando delle fotografie uniche, che parlano e profumano di autenticità e Donna.

Possono essere individuali (mentoring) o di un gruppo (massimo 3 persone), sono prevalentemente esperenziali e si differenziano quindi dal modello tradizionale dei corsi di fotografia: 
1) si parte dall’ IO: comprendere chi siamo come persone e chi siamo come fotografi; mettere a fuoco il proprio stile a seconda del temperamento che abbiamo;
2) si prosegue con l’ALTRO : comprendere chi è il soggetto che abbiamo di fronte, intuendone la personalità;
3) ci si concentra sul NOI : creare una connessione, relazione tra noi e l’altro per ottenere una fotografia che racconti si il soggetto, (come noi lo vediamo/interpretiamo) unendolo al nostro vissuto.
Il percorso necessariamente è un percorso a due, in cui il fotografo osserva, intuisce e dirige l’altro, non imponendosi ma accompagnando il soggetto a offrirsi all’obiettivo. 
L’approccio del corso è psicologico e solo successivamente fotografico. 
Per questo motivo i corsi hanno un numero ristretto di partecipanti, proprio per agevolare questo percorso di conoscenza e di messa in gioco degli autori stessi.”
Offrono le basi per fotografare ogni tipologia di donna senza esperienza di posa, stimolano a guardare l’unicità di ogni soggetto e raccontarne la bellezza e il carattere.

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Boudoir Torino di Giuseppe Lo Baido (intervista del mese)

Intervista a Giuseppe di Boudoir Torino

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ? 

Quella che è stata da sempre la mia passione è diventata una professione ormai da circa 10 anni. Sono sempre stato appassionato di ritratti fotografici (uomini, donne, bambini e famiglie), ma col tempo, mi sono reso conto che gli scatti che preferivo erano quelli femminili mantenendo però un tratto elegante e artistico, elementi che il boudoir rappresenta in modo significativo.

Di dove sei ? Torino

Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
È un genere di nicchia che pochi conoscono ma che viene subito apprezzato appena lo scoprono,  proprio perché non lo considerano volgare, valorizza le donne che scelgono di farlo e molte si sentono più sicure di se stesse dopo, fattore che le aiuta poi nella vita di tutti i giorni.

Che tipo di luce usi più abitualmente ? naturale, artificiale o entrambe? 

Uso quasi esclusivamente la luce naturale. Faccio ricorso alla luce artificiale solo in alcuni casi particolari dove voglio ottenere un effetto particolare o schiarire una certa zona. Credo che nel Boudoir la parola “naturale” deve essere un Mantra da perseguire, per la luce, per la donna fotografata, per l’ambiente usato, per l’intimo usato, per il trucco etc… nel boudoir non si indossano maschere, si deve essere se stesse per scoprirsi bellissime cosi come si è aiutate da una visione più artistica del proprio corpo.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?

Io ho 2 canon 6d su cui sono montati 2 obbiettivi fissi, 85mm 1.4 sigma art e 35mm 1.4 sigma art. A chi inizia e non ha troppi soldi consiglio di usare comunque un obbiettivo luminoso e tra quelli economici c’è sicuramente il 50mm 1.8. L’obbiettivo fisso oltre a essere più luminoso offre la possibilità di togliere la pigrizia al fotografo che non avendo un zoom a disposizione deve obbligatoriamente muoversi di più per studiare nuove inquadrature.

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 

Direi donne e coppie riguardo il boudoir, con gli uomini mi limito al ritratto senza l’ambientazione “da camera”.

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi? 

Preferisco non usare photoshop e rendere il soggetto più “vero” possibile, lo uso solo se devo correggere qualcosa che realmente da fastidio alla cliente per poterla mettere a proprio agio quando rivedrà le proprie foto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?  

Non credo sia indispensabile, il boudoir richiede un’ambientazione di camera arredata che da riprodurre in studio può essere costoso, più comodo convenzionarsi con qualche b&b carino.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate?  Essere naturali è molto importante nel boudoir, quindi magari si parte da qualche posa studiata per poi lasciare libertà di movimento, magari facendo fare delle piccole azioni con movimenti calmi. A me piace vedere un viso sereno e naturale, e non sguardi da vamp più adatti al glamour.

Da dove trai ispirazione ? 
Le fonti di ispirazione sono ovunque, grandi fotografi stranieri e italiani, libri e riviste, ma anche nella vita di tutti i giorni, la sensualità la cogli in uno sguardo incontrato, in una postura “naturale” di una donna seduta al bar, in una camminata. La realtà ci offre continui spunti, sta a noi trasformare questi spunti in scatti, quando avremo il soggetto davanti.

Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb?  

Quello che più mi chiedono maggiormente sono i file digitali, offro comunque la possibilità di fare delle stampe oppure di fare un book stampato delle foto più belle e adesso con l’avvicinarsi del Natale, proporrò di fare il calendario con le 12 foto più belle del servizio da poter regalare a se stesse o al proprio compagno.

Nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo ?

Generalmente interessa vedersi belle come non si sono mai viste, al fine di avere maggiore consapevolezza del proprio corpo, imparando ad apprezzarlo, qualunque sia la sua forma. L’esperienza di un servizio Boudoir credo abbia un’incidenza non solo per il lato estetico e vanitoso che ogni donna considera ma anche e sopratutto, incide sul proprio carattere, migliorandolo, in quanto aumenta l’autostima e la sicurezza in se stesse.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso ?

Direi senza ombra di dubbio, essendo uomo, quella della diffidenza. Viviamo in una società dove il genere maschile si è fatta una brutta nomea e chi fa il proprio lavoro con professionalità e serietà in questo campo ne paga le conseguenze. Quello che propongo a chi mi contatta e di venire accompagnata da un amica se questo può aiutare a metterla a proprio agio.

Facebook https://www.facebook.com/boudoirphototorino

Instagram https://www.instagram.com/boudoirtorino/

La Femme di Photobep, sensualità e fotografia dallo stile francese (intervista)

Ho avuto il piacere in instagram di scoprire ed approfondire la fotografia di Giuseppe Briguglio, Photobep e lo ammetto, me ne sono subito innamorata perché rappresenta la donna in una maniera molto naturale ma al tempo stesso erotica e scanzonata. Mi ricorda molto la fotografia francese a cui personalmente mi ispiro. Se amate il bianco e nero e le donne non potete farvi sfuggire questo fotografo.

Intervista al fotografo Giuseppe Briguglio di Photobep

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ? 

Ho cominciato a prendere dimestichezza con la fotografia da ragazzino, ereditando la passione da mio padre ma è  dopo i venti anni che ho trovato nel ritratto la mia “nicchia” preferita.
Per molto tempo è stato solo un hobby.
Non credo di essermi specializzato e, in realtà, Boudoir è una categoria nella quale non mi riconosco appieno: la associo a degli stereotipi ai quali cerco di sfuggire preferendo la ricerca di una sensualità più naturale, direi quotidiana.
Tutto cominciò anni fa, inizialmente scattando soprattutto con amiche. Mi accorsi di come, evidentemente, riuscivo a trasmettere una certa fiducia e a mettere a proprio agio chi scattava con me, cosa che ancora oggi rappresenta per me una delle componenti più importanti nella mia maniera di scattare.

Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare? 

Sono di Genova. Anche qui, come altrove, il diffondersi di un certo tipo di fotografia incentrata sulla sensualità si deve fare largo tra pregiudizi radicati. Questa è poi una città con una mentalità tutta particolare, progressista per tanti versi ma piuttosto chiusa per altri, “mugugnona”.  Anche per questo cerco di mantenere, nel mio modo di scattare, una vena di leggerezza della quale credo ci sia sempre bisogno.

Che tipo di luce usi più abitualmente ? naturale, artificiale o entrambe?

Quando possibile, preferisco luce naturale  e locations in esterni in modo da “ambientare” gli scatti, dare alla foto più centri di attenzione e creare situazioni più inusuali. Ovviamente non sempre questo è possibile e spesso scatto con luce artificiale, cercando però una illuminazione che risulti abbastanza naturale. Il più delle volte utilizzo un singolo softbox.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?

Non ho mai dato grande importanza all’attrezzatura; anche la fotocamera più avanzata non garantisce belle fotografie se dietro all’obiettivo non c’è un occhio sensibile. Soprattutto nella fotografia ritrattistica, nel senso più ampio del termine.
Per cominciare, a parer mio, una reflex anche di media gamma (magari cercando di prendere dimestichezza con l’impostazione manuale) e un paio di obiettivi, uno zoom e un’ottica fissa, sono più che sufficienti.

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ? 

Soprattutto donne. Ma non esclusivamente.
Il ritratto di coppia mi piace molto, capita più di rado ma offre spunti sempre interessanti.

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi ?
Ritengo che, in un’epoca di fotografia prevalentemente digitale, gli strumenti di post-produzione e ritocco non possano essere messi in secondo piano. Spesso però mi capita di vederne un certo abuso che tende ad appiattirsi su alcuni standard ripetitivi. Personalmente cerco di usarlo con parsimonia correggendo piccoli inestetismi, certo, ma senza snaturare la realtà dello scatto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?

No, non necessariamente. Anzi, a volte lo studio può mettere a disagio chi si fa ritrarre per la prima volta o non ci è comunque abituato.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate ? 

Cerco la spontaneità, non amo le pose studiate. Ovviamente cerco di guidare un minimo chi sta scattando con me ma sempre cercando di fare in modo che il soggetto sia a proprio agio e il più naturale possibile. La personalità di chi si fa ritrarre è, per me, più importante di una posa ad effetto. Forse solo recentemente, per un progetto che ho ancora in corso, sto studiando delle pose prima dello scatto ma, non a caso, si tratta di un lavoro dove i soggetti rimangono “anonimi”, non riconoscibili.

Da dove trai ispirazione ? 

Un po’ da tutto quello che mi circonda; può essere una certa location, un libro che ho letto o la musica che ascolto. Prima di ogni altra cosa sono però le persone ad ispirarmi; “i ritratti si fanno sempre in due “ e chi sta da una parte dell’obiettivo ci mette il suo tanto quanto chi sta dall’altra.

Vendi solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb?  nella tua esperienza a cosa è piu interessato il tuo cliente tipo ?

Il più delle volte mi vengono richiesti i soli files. Io però spingo molto sull’importanza della stampa (magari sotto forma di foto-libro). Raccomando a tutti di non fidarsi dei supporti digitali e vedo che chi non è abituato rimane sempre affascinato dalla bellezza di una foto ben stampata rispetto alla foto vista su uno schermo.

Qual’è la difficoltà che riscontri più spesso ?

Soprattutto quando lavoro su progetti miei e non su commissione, le difficoltà maggiori sono sempre legate a mie insicurezze e alla mia timidezza di fondo. Mi nutro di dubbi costanti e non sono bravo nella auto promozione.

A che fotografi ti ispiri o a che stile? Le tue donne sono molto comuni, non sembrano modelle. Mi ricorda la fotografia francese, se é così che differenza noti tra le donne rappresentate in Francia e quelle in Italia? (parlo anche nel cinema).

Sono metà francese per parte di madre e credo che la mia frequentazione parigina fin da piccolo mi abbia influenzato, anche se me ne sono accorto solo crescendo (forse dovrei dire invecchiando…). Le differenze di mentalità fra la società francese e quella italiana su temi quali l’immagine femminile, la sensualità, la libertà da certi retaggi in fotografia come in altri ambiti è innegabile.
Faccio solo un nome: Jean-Loup Sieff, la sua vena ironica che lo distanziava da quei cliché “alla Helmut Newton “ è per me una sorta di faro guida.

E infine… grazie per l’osservazione sul “non sembrare modelle “ delle donne che fotografo. È quello che cerco di fare nel mio modo di scattare: la ricerca di una femminilità e di una sensualità personale e differente in ogni soggetto.
Il giorno in cui dovessi accorgermi di scattare allo stesso modo chiunque stia davanti all’obiettivo, dovrei mettere in discussione quel (poco) che ho fatto finora.

https://www.instagram.com/photobep/?hl=it

https://www.facebook.com/photobep/

https://www.photobep.com/

MCBoudoir di Marta Carrassi (l’intervista del mese)

L’intento di questa rivista è quello di promuovere, diffondere, migliorare  la cultura del Boudoir, con una selezione delle foto condivise, spunti per poter realizzare interessanti shooting, articoli, interviste per conoscere realtà professionali europee e americane, in linea con i principi della rivista stessa: raccontare e valorizzare ogni tipologia di Donna, senza discriminazione.
Fotografia Boudoir Italia magazine ogni mese nello specifico propone ai lettori uno o più fotografi attraverso un’intervista sempre uguale, al fine di confrontare le varie risposte, ma anche per diffondere questo settore curando la qualità e la varietà delle immagini offerte.
Questo spazio è rivolto ai professionisti con p.iva che fanno di questa arte un vero e proprio lavoro e non solo una passione.

Intervista a Marta Carrassi di MCBoudoir

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?

Ho la passione per la fotografia da quando all’età di 7 anni ho preso in mano la mia prima macchina fotografica, è una passione che ho ereditato da mio padre.
A 15 anni mi è stata regalata la mia prima reflex, e quando l’ho provata ho capito che era questa la mia strada. Scatto da allora per passione, ma è da due anni che ho fatto di questa passione il mio lavoro.
Ho fatto diversi generi di ritrattistica, perché amo dare vita alle emozioni delle persone tramite la fotografia, ma mi sono innamorata ancor di più del boudoir per via del messaggio che ci sta dietro.
Usare la fotografia come mezzo non solo per creare dei ricordi, ma soprattutto per insegnare alle persone ad amare il proprio corpo guardandolo attraverso occhi diversi, per me è bellissimo.
Il fatto che la “società” ci imponga un certo canone di bellezza, e che io sia in un paese in cui la chiesa ha un ruolo abbastanza importante, rende il mio lavoro anche una sfida: usare delle foto sensuali per far capire a chi le guarda che non c’è una regola per poter dire “sono bella” e che non sempre c’è volgarità in una coscia scoperta.

Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?

Io sono in un piccolo paese chiamato Monticello Brianza, in provincia di Lecco. Qui penso di essere stata la prima a far sentire la voce del boudoir, quando mi viene chiesto “Tu cosa fai nella vita?” e rispondo “Sono una fotografa di boudoir” mi viene sempre chiesto di spiegarlo meglio. Devo stare attenta a come ne parlo, perché ho notato che “foto sensuali in intimo” fa paura da sentire, qui sono ancora quasi tutti legati all’idea della panterona sul letto con lenzuola di raso rosso che fa foto provocanti per compiacere il compagno. Quindi mi dilungo un po’ nella risposta e spiego perché lo faccio, cosa mi ha conquistato di questo settore e perché qualcuno dovrebbe farlo, e noto subito che le persone con cui sto parlando assumono un atteggiamento molto più rilassato e meno distaccato. Qui in Italia siamo ancora un po’ indietro su questo argomento, quindi penso che sia solo questione di educare le persone sul vero significato di “boudoir”.

Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?

Posso usare entrambe, ma preferisco di gran lunga la luce naturale, perché a mio avviso dà emozioni diverse rispetto alla luce artificiale, che userei comunque se mi trovassi in un ambiente troppo buio.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?

Essendoci passata, consiglio prima di prendere una macchina reflex abbastanza economica con il suo obiettivo kit e usare la luce naturale come fonte di illuminazione, dato che è gratis. Si può scattare all’aperto in luoghi discreti, o liberare una parete in casa e far sedere il soggetto su un semplice sgabello. Tante volte “less is more”!

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini?

Sono aperta a tutti i generi: ad oggi ho fatto solo donne perché, al contrario di come pensavo, gli uomini sono meno propensi a fare questo tipo di scatti (almeno da soli). Il mese prossimo ho già in programma due coppie e non vedo l’ora di provare degli scatti nuovi!

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi ?

Sono favorevole, ma solo per ritocchi leggeri per togliere inestetismi, sistemare la luce e togliere qualche elemento di disturbo. Lo scopo di tutto questo è farti piacere così come sei, non avrebbe quindi senso modificare completamente il tuo aspetto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?

No, non lo penso. So che la maggior parte dei fotografi boudoir usa la propria casa come studio, tuttavia un ambiente neutro potrebbe dare una sensazione diversa al cliente. Io stessa sto usando casa mia, ma mi trovo costretta a trovare un altro posto come studio per motivi personali. Si possono usare anche le case vacanza o le stanze di un hotel se si vuole, basta mettersi d’accordo con il cliente.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate?

Non mi piace avere uno schema preciso in mente, almeno per ora. Ho comunque delle pose standard che vanno bene quasi su tutti, ma preferisco variare in base alla corporatura del soggetto e a quello che si sente di fare. Così come con gli indumenti da indossare, piuttosto che con il nudo artistico, dico sempre in modo chiaro che per me nessuno è obbligato a fare qualcosa in cui non si sentirebbe a proprio agio, anche perché poi le foto non verrebbero bene.

Da dove trai ispirazione?

Guardo molto i fotografi americani, loro sono la mia ispirazione. Delle loro foto amo la luce, gli outfit, ma anche la gestione del cliente, il modo in cui comunicano con le persone, come sanno coinvolgerle e farle innamorare di loro stesse.

Vendi solo le foto digitali? file digitali + stampe? o anche packaging tipo scatole/usb? nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo?

Ogni cliente è diverso, quindi i prodotti che propongo sono: file digitali, pannelli a muro, cofanetti con stampe di qualità e album personalizzati. Solitamente mi vengono richiesti di più i file digitali, ma preferisco sempre quando un cliente chiede di stampare le sue foto, perché in un’era in cui il digitale va moltissimo, va a finire che ce ne dimentichiamo. I dispositivi elettronici, inoltre, non sono poi così affidabili e rischiano di farti perdere qualcosa che non potrai più riavere. Stampando un prodotto, non solo non rischi di perderlo, ma ti ricorderà ogni giorno il motivo per il quale hai fatto questo servizio fotografico.

Qual è la difficoltà che riscontri più spesso?

Questa è una bella domanda, perché ancora non ho trovato una soluzione: la lontananza dai clienti. Ho avuto molte richieste da persone che abitano anche a più di 70km da qui, quando dico di abitare a Monticello Brianza si alza il gelo. Non so se sia dato dalla distanza che dovrebbero percorrere per venire da me, io mi metto sempre a disposizione per spostarmi e raggiungere i miei clienti, non ho problemi nel viaggiare,  ma sembra non essere una soluzione abbastanza valida.

Sotto i canali dove potete trovare le fotografie di MCBoudoir :
https://www.instagram.com/mcboudoir/
https://www.facebook.com/mcboudoir

Imperversa la moda della fotografia Boudoir [Dagospia]

E’ da diversi anni che Dagospia mostra interesse per il fenomeno della fotografia boudoir. Ne aveva parlato già nel 2013 come l’anticipazione di un fenomeno nuovo https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/women-only-riciccia-fotografia-boudoir-posare-ambienti-privati-67263.htm.
Nel 2018 grazie al giornalista Antonello Piroso si è parlato dell’irriverente progetto Boudoir Disability con in foto Valentina Tomirotti, giornalista e blogger https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ldquo-loro-ero-lsquo-elephant-man-rsquo-femminile-rdquo-ndash-172432.htm
Oggi il nuovo articolo, in cui si evidenza l’interesse da parte di tutte le donne, di ogni età e corporatura, di rivolgersi a fotografi e fotografe professionisti per farsi un regalo a se stesse, per migliorare la propria autostima o per trovare /ritrovare la propria femminilità.
Sarebbe stato bello che nell’articolo di oggi, 2019, venissero pubblicate immagini di donne ritratte veramente di ogni età e corporatura, come si è scritto a parole, ma per questo aspettiamo pazientemente il prossimo articolo 😉
Apprezziamo comunque che Valentina Tomirotti abbia dato un suo prezioso contributo in questo senso, abbattendo le classiche discriminazioni di bellezza.
Leggi l’articolo : https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bellezza-occhi-chi-guarda-imperversa-moda-210831.htm

Micaela Zuliani dal 2010 diffonde in Italia la fotografia Boudoir e rompe con ogni conformismo di bellezza.

Fin dagli esordi della sua attività, Micaela Zuliani titolare e fotografa di PORTRAIT DE FEMME ® lotta per abbattere ogni discriminazione e pregiudizio e lo fa proprio con il Boudoir, grazie ai suoi tanti progetti e campagne sociali, per citarne qualcuna: Boudoir Disability, Portrait de Femme Therapy ed oggi Boudoir over 60.
https://www.micaelazuliani.com/portraitdefemme

Ecco l’intervista fatta da reflex-mania a Micaela Zuliani, che non solo è la fotografa di boudoir più conosciuta in Italia, ma anche quella che più di ogni altro ha contribuito negli ultimi anni a rendere popolare questo genere.
La sua lunga intervista, per la quale la ringrazio davvero, mi ha davvero colpito, soprattutto per una caratteristica secondo me davvero poco comune: in qualche modo rispecchia perfettamente il genere fotografico per cui Micaela è famosa.
Dal colpo di fulmine per la fotografia alle esperienze negative che la hanno condizionata personalmente e artisticamente, dall’introduzione del genere in Italia al successo del progetto Boudoir Disability, dal rapporto con i soggetti fotografati a quello con sé stessa e con i suoi allievi, Micaela ci regala infatti oggi non tanto, o non solo, un elenco delle sue esperienze e una “lezione” sulla fotografia, ma il ritratto intimo di una fotografa con un coraggio di mettersi in gioco che davvero le invidio!
E forse è proprio questa nota del suo carattere a permetterle, più di ogni altra, di aiutare i suoi soggetti e i suoi allievi a liberarsi, rispettivamente davanti e dietro all’obiettivo, e a vivere in pieno l’emozione “sottile e potente” della fotografia Boudoir.

Qui tutta l’intervista : https://www.reflex-mania.com/micaela-zuliani-boudoir/

Francesca Dagrezio, modella da boudoir

L’ultimo genere nel quale ha deciso di buttarsi è il boudoir. “Trovo che sia una estrema forma di libertà per dare espressività al proprio corpo ed un mezzo per esprimere la propria femminilità senza scadere in alcun modo nel volgare. Ho scoperto il boudoir grazie alla mia  “maestra” Micaela Zuliani” (http://www.micaelazuliani.com). In occasione di uno dei suoi corsi, ho conosciuto la fotografa Marta Carrassi ( www.boudoir.martacarrassi.itwww.facebook.com/mcboudoir) con cui ho avuto il piacere di posare in diversi suoi scatti boudoir”.
In più, come spesso si dice, il meglio deve ancora venire. Eppure, nel campo della fotografia, Francesca ha iniziato davvero a farne parecchia. Il fisico è da favola ma la testa ha fatto la differenza. Negli anni la fotografia è diventata una soddisfazione ed un rimpianto. Ormai da qualche mese, una compagna di viaggio alla quale dedica buona parte dei suoi weekend. Eppure, siccome da cosa nasce cosa, da qualche tempo a questa parte ha deciso di tuffarsi sempre di più nel mondo affascinante del boudoir. “Un genere delicato, raffinato, nel quale si riesce ad esprimere i molteplici lati dell’essere donna” racconta dopo essersi cimentata nell’ennesimo set in Brianza, lei che abita nell’hinterland di Milano e lavora come una donna qualunque. Solo che, davanti all’obbiettivo, ha la magnifica forza di trasformarsi in un’anima sensuale e passionale. “Nonostante sia sempre ipercritica con me stessa, sono molto soddisfatta del percorso che ho intrapreso” sottolinea a distanza di qualche anno – pause comprese – dal suo ingresso ufficiale nel mondo della fotografia. Una soddisfazione per lei che nella vita ha sempre dovuto convivere con alti e bassi, con problemi e cime da superare.

Eppure, partiamo dal presente.

Il boudoir mi ha aperto un mondo e mi ha offerto un’ulteriore possibilità per esprimermi. A fare la differenza non sono i centimetri di pelle scoperta, ma le movenze del corpo, le sfumature della posa.
Nel boudoir si esalta la naturalezza della donna nel mettersi davanti alla macchina fotografica, si valorizza il movimento del corpo.

Insomma, si capisce che ti ci sei trovata a meraviglia.

Il boudoir è una scoperta che voglio coltivare sempre più. È il mio genere preferito perché non esiste un outfit predefinito, ma il set viene vissuto spontaneamente e lasciato alla complicità che si crea fra fotografo e modella. Ed ecco allora che le pose, i gesti, gli accessori e gli outfit assumono un valore davvero particolare. È un genere che ti permette di giocare, di sorridere, di ironizzare, di esprimerti. Insomma, un genere che ti fa stare “bene” davanti alla macchina fotografica e, soprattutto, ti fa sentire libera.

Quale messaggio vuoi lanciare con le tue fotografie?

Vorrei riuscire a raccontare la femminilità seguendo il mio punto di riferimento in assoluto: Marilyn Monroe. Credo sia la donna più femminile e sensuale che sia mai esistita. Un involucro eccentrico che custodisce un animo fragile. E, difatti, nella mia casa appesi ai muri ci sono tele e quadri che raffigurano Marilyn
in tutto il suo splendore. Non mi stanco mai di guardarla e di ammirarla.

Che rapporto hai con i social?

Li uso esclusivamente per mostrare i miei scatti e le mie diverse collaborazioni. Trovate solo quella parte di me. Il mio privato lo tengo solo per me stessa e per la cerchia di persone più care.

https://www.instagram.com/francesca_dagrezio/

Luca Fina
Fonte Corriere dello spettacolo

INSTAGRAM @Fotografia Boudoir Italia

Fotografia Boudoir Italia sceglie e condivide ogni settimana le foto più belle inerenti al mondo Boudoir italiano ed estero, al fine di far conoscere in modo più approfondito questo settore.
Le trovate sul canale instagram @fotografiaboudoiritalia e su questo sito. 
I fotografi che desiderano apparire in questo magazine, possono taggare le foto, sarà poi lo staff a decidere in base ai propri parametri quali condividere. 
Le fotografie sono degli autori citati sull’etichetta del repost. 
Credit goes to the rightful owners © 

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Chantal portavoce di Superabile

Chantal modella, atleta surfista e consulente d’immagine di Chantal Pistelli McClelland è una delle testimonial del progetto SuperAbile, ideato dal consigliere comunale di Bassano Romano Alfredo Boldorini, che verrà portato nelle scuole quest’anno.

Lunedì 21gennaio SuperAbile farà tappa per la prima volta a Pisa, al Liceo Artistico in cui partirà la prima edizione del concorso “La Forza dentro di te” rivolto agli studenti per porre l’attenzione sulla forza interiore che ogni individuo deve trovare per affrontare la vita. Essendo un Liceo Artistico sono state scelte tre categorie/materie di studio: fotografia, dipinto e scultura. I primi classificati di ogni categoria si aggiudicheranno una borsa di studio per l’acquisto di materiale scolastico, i secondi e terzi classificati riceveranno un attestato e l’esposizione aperta al pubblico delle loro opere per due settimane. 
SuperAbile porta nelle scuole un messaggio di resilienza, di positività, di ottimismo nell’affrontare le difficoltà della vita, per abbattere stereotipi e barriere mentali.

Noi di Fotografia Boudoir Italia non potevamo non parlarne e sostenere a gran voce questo meraviglioso progetto.

Boudoir “over”

Boudoir – sensualità: l’associazione di pensiero è presto fatta e mi offre uno spunto di riflessione per capire dove vogliamo andare nel nostro modo di intendere la fotografia boudoir e chi vogliamo rappresentare.
Sensualità e sessualità sono due termini che la nostra società attribuisce a determinate categorie di persone, come fossero abiti immaginari che solo alcuni sono “autorizzati” ad indossare metaforicamente, ed ecco ad esempio che le persone con disabilità non vengano considerate sexy o con una sana e attiva attività sessuale. 
Come se per essere sensuali o sessualmente interessanti si debba passare un test matematico dettato da criteri di perfezione stabiliti dalla società.
Abbiamo visto qualche anno fa col progetto Boudoir Disability quante persone si siano stupite nel poter anche solo considerare sexy donne con qualche forma di disabilità o pensare, direi scoprire, che anche loro fanno sesso e creano nell’altro/a desideri erotici, come se avere un qualche difetto rendesse le persone asessuate. 
La stessa cosa accade a mio avviso alle persone oltre i 60 anni, soggetti considerati dalla società come persone sul “viale del tramonto” della sessualità che hanno emozioni e pulsioni ormai spente, cosa del tutto inesatta e non aggiornata ai tempi odierni. 
Dopo un’attenta analisi fatta sugli over 60 viene fuori che oggi le persone definite tali hanno ancora una fertile e attiva vita sessuale, con pulsioni, desideri, bisogni, con una fantasia ancora viva e una voglia di giocare con il/la proprio/a partner invidiabile da molti giovani, con frequentazione nei sexyshop o con prestazioni richieste a pagamento in caso in cui manchi una compagna. 
“Nell’annuale riflessione che il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) elabora sulla Terza Età con Salute-Repubblica,  emergono dati che confermano come nel periodo d’invecchiamento non venga meno la vitalità dell’anima, anche se il corpo necessita di maggiori attenzioni e cure.
Ben il 54,2% degli anziani intervistati dichiara di essere innamorato, con un valore che sale al 65,4% per gli uomini e scende al 45,2% per le donne.
La sfera sessuale continua rappresentare, e a lungo – almeno fino agli 80 anni – un elemento importante della vita. L’uso di farmaci per migliorare le prestazioni sessuali incontra un riscontro positivo nel 23% dei casi, con consenso più intenso fra i sessantenni e i settantenni.
Il 46,8% del totale sembra dare meno importanza al sesso e ciò non a causa di cambiamenti biologici ma per motivazioni valoriali o di opportunità.
Ancora oggi, infatti, forti pregiudizi “incombono” sulla sessualità dell’anziano, sessualità che viene guardata con stupore, meraviglia e talvolta fastidio e senso di repulsione.” [dati del 2010!]
Delle persone over60 ne parla approfonditamente Minnie Luongo, giornalista medico-scientifica, collaboratrice del Corriere della Sera, testimonial del progetto “Portrait de Femme over”   e ora direttore della nuova rivista “Generazione over60” .

Minnie Luongo per Portrait de Femme

La prima cosa che un fotografo deve fare, indipendentemente dal genere che tratta, è scegliere di prendere una posizione nella realtà che lo circonda, con Portrait de Femme ho deciso di rappresentare ogni tipologia di donna, ritrarla in modo autentico, con i suoi pregi e difetti, cercando di andare a valorizzare gli uni e mimetizzare gli altri, scegliendo di non discriminare nessuno.

Ogni età ha una consapevolezza diversa dell’essere donna, nascondere una parte di esse a mio avviso sarebbe non rappresentare la realtà che ci circonda. 
In Italia fotografare una donna di 60/70 anni in pose sexy sembra quasi un’eresia, un qualcosa di non adatto, di fuoriluogo: se pensiamo che già una ragazza con 5 kg in più viene definita curvy o in sovrappeso, capiamo la difficoltà di ampliare le vedute per una donna più matura in pose sensuali.

Francesca per Portrait de Femme
Paola per Portrait de Femme

Com’è la situazione all’estero? 

Le vostre domande

Un lettore chiede (fotografo)
“Come si fa a capire se il messaggio che sto diffondendo col mio marchio corrisponde a quanto voglio trasmettere? 
La redazione risponde
Un modo efficace ed immediato per verificare se l’immagine che vuoi trasmettere corrisponde a quello che il tuo pubblico percepisce è quello di chiedere di scrivere in modo spontaneo, libero e d’istinto  3 – 4 aggettivi associati alla tua attività produttiva o al tuo brand. Se gli aggettivi utilizzati si ripetono spesso il messaggio percepito è chiaro e centrato. 
E’ importante anche sapere se stiamo attirando i clienti in linea col nostro target. 

Una lettrice chiede  (fotografa)
” Devo fotografare una donna in casa sua, come posso organizzarmi per non essere impreparata, non avendo mai visto la sua abitazione ?”
La redazione risponde
” Se non ti è possibile fare un sopralluogo, puoi farti mandare qualche fotografia delle stanze che pensavate di utilizzare, chiedere all’ora prevista dello shooting com’è la luce nel caso si voglia fotografare solo con luce naturale. Se ci sono pareti dai colori accesi che potrebbero creare delle dominanti. E portare in ogni caso un porta fondale mobile e due teli di colori diversi (ad esempio uno nero e uno color sabbia di lino) per coprire-nascondere eventuali librerie e disordini nell’abitazione. 

Una lettrice chiede (modella)
“Devo posare per un fotografo che non conosco, ma non vorrei trovarmi in condizioni equivoche o rischiose, come posso tutelarmi?”
La redazione risponde
E’ consigliabile andare ad un servizio fotografico sempre accompagnate da qualcuno, meglio un uomo, o una truccatrice per non essere da sola. 
Un valido e ottimo deterrente è quello di farsi pagare prima e dire che si andrà accompagnate, solitamente già questo agevola una selezione iniziale di chi ha altre intenzioni. 
Fate una ricerca in internet e guardate se ci sono recensioni negative. 
Valutate il portfolio per capire se ha già fatto fotografie equivalenti o se si sta improvvisando.
Lo stesso discorso vale per un uomo che deve fotografare una donna: per evitare fraintendimenti è sempre meglio che ci sia una terza persona cosi da scongiurare problemi dell’ultima ora. 

Se avete delle domande da porre potete scrivere alla redazione :

mail Fotografia Boudoir Italia

 

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