blog Interviste ai fotografi Magazine

Luci soffuse, una camera d'hotel, la sensualità interpretata da Boudoir Firenze (intervista del mese)

Intervista a Ilaria Mocali & Enrico Carcasci di Boudoir Firenze

Da quanti anni fotografate e qual’è il motivo per cui avete deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?
Ilaria: fotografo da quando ero bambina, ma solo da adulta ho potuto approfondire la conoscenza della fotografia in un modo più ampio e si è aperto un mondo di possibilità ed idee, cosa che per una curiosa come me è una manna dal cielo. La specializzazione nel boudoir diciamo che è stata quasi una decisione che mi sono ritrovata addosso dal mio amico-socio-collega di questa bellissima avventura; quando mi propose questo tipo di fotografia ero scettica non tanto per la tipologia degli scatti, che adoro, quanto per come sarei riuscita ad approcciarmi e gestire : essendo essenzialmente una persona riservata avevo timori ad entrare in una sfera troppo intima di chi mi stava davanti all’obiettivo. Poi per superare i miei limiti, mi sono buttata e da li è nato un bel percorso personale e professionale che non rimpiango minimamente.
Enrico: scatto “dai tempi della pellicola” prendendo di nascosto la macchina fotografica a mia mamma. Mi piace l’idea di provare a fermare il tempo in un’immagine e tradurre in foto le sensazioni che una persona mi procura. Con questa spinta è nato il progetto Boudoir, per provare a rappresentare quella naturale bellezza che vedo nelle donne, nei loro gesti, negli sguardi. Sono curioso di natura per cui ogni servizio fotografico è un modo per arricchire la mia esperienza ed ampliare la mia visione delle persone.

Di dove siete ? Nel paese in cui vivete la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?
Siamo di Firenze. Diciamo che inizia da qualche tempo ad essere considerata una fotografia più intimistica che volgare. Quando abbiamo aperto la pagina sui social siamo stati chiaramente tacciati di pornografia. Però avendo scatti eleganti e per niente volgari, senza nudo, piano piano siamo riusciti a far capire il significato di boudoir. Nei nostri scatti cerchiamo di fare uscire la personalità, sensualità e femminilità di ogni donna che si affida a noi.

Che tipo di luce usate più abitualmente ? Naturale, artificiale o entrambe ?
Preferiamo la luce naturale casomai utilizzando pannelli o teli filtranti, ma abbiamo anche una dotazione di lampade da studio per scattare con la luce artificiale e col flash.

Che attrezzatura usate o che consigliereste a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito ?
Abbiamo entrambi un corredo digitale professionale (Ilaria Canon ed Enrico Nikon) però non esiste attrezzatura più adatta di quella che sai usare, che abbia costi contenuti o più elevati. Anche una entry level in mano a chi sa gestire pregi e limiti è un’ottima attrezzatura.

I vostri soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini ?
Al momento fotografiamo solo donne, ma abbiamo già in mente di estendere il progetto a coppie etero o gay ed anche a uomini. Pensiamo che vivere questo tipo di esperienza fotografica non abbia limiti di genere, età o forma fisica.

Siete favorevoli al ritocco con Photoshop? O lasciate i vostri soggetti con gli inestetismi?
Generalmente utilizziamo Photoshop per fare ritocchi di base ed eliminare eventuali brufoli e/o occhiaie ma per il resto preferiamo la naturalezza con i pregi ed i difetti.
Ovviamente che se ci viene richiesto di fare un editing High End lo possiamo fare ma per adesso non ce lo hanno mai chiesto, anche perché andrebbe in contrasto con la nostra visione di fotografia boudoir.

Credete che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio ?
Sinceramente non crediamo. Noi ci appoggiamo a strutture ricettive con le quali collaboriamo da tempo così variamo anche il tipo di spazio ed arredamento in base al soggetto: è un po’ più macchinoso da organizzare ma a livello di costi crediamo non ci sia molta differenza. E stiamo creando una nostra “rete” di location e di contatti.

Lasciate che il vostro soggetto sia spontaneo o puntate molto sulle pose già studiate ?
Dipende dal soggetto. Essendo tutti shooting taylor made, se abbiamo davanti all’obiettivo una persona non inibita e che sa come muovere il suo corpo lasciamo che la spontaneità abbia il sopravvento; se invece abbiamo un soggetto un po’ più impacciato e inizialmente imbarazzato davanti alla reflex, aiutiamo con pose studiate e delle quali abbiamo parlato col soggetto negli incontri antecedenti alla sessione di scatto, un passaggio che reputiamo essenziale per questo tipo di fotografia.

Da dove traete ispirazione ?
Film, musica, riviste, libri, immaginazione, la persona che sto fotografando, sogni, quadri…..

Vendete solo le foto digitali ? file digitali + stampe ? o anche packaging tipo scatole /usb? Nella vostra esperienza a cosa è più interessato il vostro cliente tipo ?
File digitali più stampe. Stiamo progettando un packaging per i file digitali e ad un cofanetto per le stampe.

Qual è la difficoltà che riscontrate più spesso ?
Far capire che è un lavoro e non un passatempo, di conseguenza farci pagare per la professionalità. Tutti hanno un amico o un cugino con la reflex con cui, inizialmente, ti confrontano.

Contatti:
www.boudoirfirenze.it
instagram.com/boudoirfirenze
www.facebook.com/BoudoirFirenze

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