blog Boudoir in Italia Interviste ai fotografi

MCBoudoir di Marta Carrassi (l’intervista del mese)

L’intento di questa rivista è quello di promuovere, diffondere, migliorare  la cultura del Boudoir, con una selezione delle foto condivise, spunti per poter realizzare interessanti shooting, articoli, interviste per conoscere realtà professionali europee e americane, in linea con i principi della rivista stessa: raccontare e valorizzare ogni tipologia di Donna, senza discriminazione.
Fotografia Boudoir Italia magazine ogni mese nello specifico propone ai lettori uno o più fotografi attraverso un’intervista sempre uguale, al fine di confrontare le varie risposte, ma anche per diffondere questo settore curando la qualità e la varietà delle immagini offerte.
Questo spazio è rivolto ai professionisti con p.iva che fanno di questa arte un vero e proprio lavoro e non solo una passione.

Intervista a Marta Carrassi di MCBoudoir

Da quanti anni fotografi e qual’è il motivo per cui hai deciso di specializzarti nella fotografia boudoir ?

Ho la passione per la fotografia da quando all’età di 7 anni ho preso in mano la mia prima macchina fotografica, è una passione che ho ereditato da mio padre.
A 15 anni mi è stata regalata la mia prima reflex, e quando l’ho provata ho capito che era questa la mia strada. Scatto da allora per passione, ma è da due anni che ho fatto di questa passione il mio lavoro.
Ho fatto diversi generi di ritrattistica, perché amo dare vita alle emozioni delle persone tramite la fotografia, ma mi sono innamorata ancor di più del boudoir per via del messaggio che ci sta dietro.
Usare la fotografia come mezzo non solo per creare dei ricordi, ma soprattutto per insegnare alle persone ad amare il proprio corpo guardandolo attraverso occhi diversi, per me è bellissimo.
Il fatto che la “società” ci imponga un certo canone di bellezza, e che io sia in un paese in cui la chiesa ha un ruolo abbastanza importante, rende il mio lavoro anche una sfida: usare delle foto sensuali per far capire a chi le guarda che non c’è una regola per poter dire “sono bella” e che non sempre c’è volgarità in una coscia scoperta.

Di dove sei ? Nel paese in cui vivi la fotografia boudoir è un genere ormai diffuso o ancora di nicchia e considerato volgare?

Io sono in un piccolo paese chiamato Monticello Brianza, in provincia di Lecco. Qui penso di essere stata la prima a far sentire la voce del boudoir, quando mi viene chiesto “Tu cosa fai nella vita?” e rispondo “Sono una fotografa di boudoir” mi viene sempre chiesto di spiegarlo meglio. Devo stare attenta a come ne parlo, perché ho notato che “foto sensuali in intimo” fa paura da sentire, qui sono ancora quasi tutti legati all’idea della panterona sul letto con lenzuola di raso rosso che fa foto provocanti per compiacere il compagno. Quindi mi dilungo un po’ nella risposta e spiego perché lo faccio, cosa mi ha conquistato di questo settore e perché qualcuno dovrebbe farlo, e noto subito che le persone con cui sto parlando assumono un atteggiamento molto più rilassato e meno distaccato. Qui in Italia siamo ancora un po’ indietro su questo argomento, quindi penso che sia solo questione di educare le persone sul vero significato di “boudoir”.

Che tipo di luce usi più abitualmente? Naturale, artificiale o entrambe?

Posso usare entrambe, ma preferisco di gran lunga la luce naturale, perché a mio avviso dà emozioni diverse rispetto alla luce artificiale, che userei comunque se mi trovassi in un ambiente troppo buio.

Che attrezzatura usi o che consiglieresti a chi inizia e non ha troppi soldi da investire subito?

Essendoci passata, consiglio prima di prendere una macchina reflex abbastanza economica con il suo obiettivo kit e usare la luce naturale come fonte di illuminazione, dato che è gratis. Si può scattare all’aperto in luoghi discreti, o liberare una parete in casa e far sedere il soggetto su un semplice sgabello. Tante volte “less is more”!

I tuoi soggetti sono solo donne o anche coppie e uomini?

Sono aperta a tutti i generi: ad oggi ho fatto solo donne perché, al contrario di come pensavo, gli uomini sono meno propensi a fare questo tipo di scatti (almeno da soli). Il mese prossimo ho già in programma due coppie e non vedo l’ora di provare degli scatti nuovi!

Sei favorevole al ritocco con Photoshop? O lasci i tuoi soggetti con gli inestetismi ?

Sono favorevole, ma solo per ritocchi leggeri per togliere inestetismi, sistemare la luce e togliere qualche elemento di disturbo. Lo scopo di tutto questo è farti piacere così come sei, non avrebbe quindi senso modificare completamente il tuo aspetto.

Credi che sia indispensabile per un fotografo che inizia in questo settore avere un proprio studio?

No, non lo penso. So che la maggior parte dei fotografi boudoir usa la propria casa come studio, tuttavia un ambiente neutro potrebbe dare una sensazione diversa al cliente. Io stessa sto usando casa mia, ma mi trovo costretta a trovare un altro posto come studio per motivi personali. Si possono usare anche le case vacanza o le stanze di un hotel se si vuole, basta mettersi d’accordo con il cliente.

Lasci che il tuo soggetto sia spontaneo o punti molto sulle pose già studiate?

Non mi piace avere uno schema preciso in mente, almeno per ora. Ho comunque delle pose standard che vanno bene quasi su tutti, ma preferisco variare in base alla corporatura del soggetto e a quello che si sente di fare. Così come con gli indumenti da indossare, piuttosto che con il nudo artistico, dico sempre in modo chiaro che per me nessuno è obbligato a fare qualcosa in cui non si sentirebbe a proprio agio, anche perché poi le foto non verrebbero bene.

Da dove trai ispirazione?

Guardo molto i fotografi americani, loro sono la mia ispirazione. Delle loro foto amo la luce, gli outfit, ma anche la gestione del cliente, il modo in cui comunicano con le persone, come sanno coinvolgerle e farle innamorare di loro stesse.

Vendi solo le foto digitali? file digitali + stampe? o anche packaging tipo scatole/usb? nella tua esperienza a cosa è più interessato il tuo cliente tipo?

Ogni cliente è diverso, quindi i prodotti che propongo sono: file digitali, pannelli a muro, cofanetti con stampe di qualità e album personalizzati. Solitamente mi vengono richiesti di più i file digitali, ma preferisco sempre quando un cliente chiede di stampare le sue foto, perché in un’era in cui il digitale va moltissimo, va a finire che ce ne dimentichiamo. I dispositivi elettronici, inoltre, non sono poi così affidabili e rischiano di farti perdere qualcosa che non potrai più riavere. Stampando un prodotto, non solo non rischi di perderlo, ma ti ricorderà ogni giorno il motivo per il quale hai fatto questo servizio fotografico.

Qual è la difficoltà che riscontri più spesso?

Questa è una bella domanda, perché ancora non ho trovato una soluzione: la lontananza dai clienti. Ho avuto molte richieste da persone che abitano anche a più di 70km da qui, quando dico di abitare a Monticello Brianza si alza il gelo. Non so se sia dato dalla distanza che dovrebbero percorrere per venire da me, io mi metto sempre a disposizione per spostarmi e raggiungere i miei clienti, non ho problemi nel viaggiare,  ma sembra non essere una soluzione abbastanza valida.

Sotto i canali dove potete trovare le fotografie di MCBoudoir :
https://www.instagram.com/mcboudoir/
https://www.facebook.com/mcboudoir

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