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Hollywood spinge la crociata contro l’ageismo

Lady Ciccone ha denunciato pubblicamente sui social di essere discriminata per l’età. Kristin Scott Thomas ha detto di sentirsi ormai trasparente sul red carpet. Sharon Stone si è vista offrire ultimamente solo ruoli di “madre”. Eppure il fenomeno colpisce tutte le donne. Che ora iniziano a difendersi.

A turno ne hanno parlato tutte le star di Hollywood. Da Nicole Kidman, durante il suo discorso ai Sag Awards per Big Little Lies, a Julia Roberts, a Kristin Scott Thomas, che ha dichiarato di sentirsi ormai trasparente sul tappeto rosso. L’ultima a denunciare pubblicamente l’“ageismo” è stata Madonna in occasione dell’uscita del suo ultimo album, Madame X. «Le persone hanno sempre cercato di zittirmi per una ragione o per l’altra. Non sono abbastanza carina, non canto abbastanza bene, non ho abbastanza talento. Ora non sono abbastanza giovane. Mi sto scontrando con l’ageismo, mi puniscono per aver compiuto sessant’anni» ha scritto sui social.

Di ageismo, in Italia, si parla ancora poco

Il termine stesso è un neologismo. Lo ha coniato un gerontologo e psichiatra americano, Robert Neil Butler, per indicare l’atteggiamento di discriminazione e pregiudizio nei confronti di un individuo o di un gruppo sulla base dell’età. Colpisce soprattutto le donne che hanno superato i cinquant’anni.

Julia Roberts (Photo by Frederick M. Brown/Getty Images)

  Sotto accusa c’è l’aspetto fisico, ma non solo

Il rischio è di essere messe in panchina anche professionalmente. Game over,insomma. Chi lo subisce non ne parla. È un tabù, qualcosa di insidioso che si vive in silenzio e che non prevede appello. Se non per mobbing, in tribunale. Lo sa bene la coach Paola De Vescovi, romana, 50 anni, che rimette in piedi donne costrette a reinventarsi. «Le persone con incarichi manageriali o impiegate in ambienti accademici che si rivolgono a me sono sempre di più. Profili alti che vengono messi in competizione con colleghi più giovani pronti a dire “sì” a ogni condizione. Il fatto è che queste donne non possono neppure ambire alla pensione perché sono lontanissime dal traguardo. L’unica strada è allora l’allontanamento volontario, lasciano l’impiego».

Nicole Kidman (Getty)

Gli stereotipi sull’età matura

Un video realizzato di recente da un portale italiano dedicato alle cinquantenni, victoria50.it, inquadra con ironia gli stereotipi sull’età. A un gruppo di venti e trentenni viene chiesto chi sono, per loro, le persone anziane (con cui poi, a sorpresa, verranno messi a confronto). Ne esce un quadro deprimente: gli anziani avrebbero un’età compresa tra i 55 e i 70 anni, non sarebbero più interessati all’aspetto fisico, amerebbero spendere il tempo al circolo delle bocce, in crociera o facendo gli “umarell” nei cantieri. Sarà che di ageismo, da noi, si parla solo per provocazione. Come quando lo scrittore francese Yann Moix, in un’intervista, si è detto “incapace di amare le cinquantenni. Troppo vecchie”. «C’è un percorso di consapevolezza da affrontare, per me è l’ultima frontiera del femminismo» sottolinea Stefania Medetti, sociologa, giornalista e studiosa del fenomeno. Con il blog The Age Buster sta mettendo insieme idee ed esperte del campo. «Colpisce che non esista un coordinamento a livello internazionale. Negli Stati Uniti c’è più consapevolezza, ma le ricerche e gli studi sono ancora scollegati tra loro. Oggi, però, iniziano almeno a esserci campagne anti-ageismo lanciate dall’Onu e dall’Organizzazione mondiale della Sanità».

Ashton Applewhite. Photo credit: Adrian Buckmaster

Tempo di “age-pride”

«L’ageismo è uno stereotipo che fa rima con “rottamazione”», spiega la scrittrice e attivista americana Ashton Applewhite nel saggio Il bello dell’età (tradotto in Italia da Corbaccio). «Tutto inizia anche da una semplice frase, “Come porti bene i tuoi anni”. Fa piacere sentirselo dire, ma è davvero un complimento oppure è una frase “ageista”? In fondo, significa che appari in forma solo se dimostri un’età inferiore alla tua. Ma che male c’è a dimostrare la propria età? Anzi, che male c’è ad avere la propria età, qualunque essa sia?». Ashton Applewhite ha avuto, allora, un’idea: rivendicare l’“age-pride”. «Quando qualcuno mi dice: “Porti benissimo i tuoi anni” non borbotto più un ringraziamento imbarazzato. Rispondo con un allegro: “Anche tu porti bene i tuoi anni!”».

La première dame Brigitte Macron (Photo by Chesnot/Getty Images)

Colpita anche Brigitte Macron

La discriminazione anagrafica non risparmia il potere. Ne ha fatto le spese anche la première dame Brigitte Macron: stando al gossip della stampa, Donald Trump le avrebbe fatto i complimenti per quanto fosse in forma “nonostante l’età”. Come difendersi? A Manchester, la giornalista Michela Di Carlo, con l’hashtag #mymidlife, ha lanciato – oltre a un giornale on line, CrunchyTales.com – i CrunchyTalks, una serie di incontri che promuovono il women-empowerment. «In Gran Bretagna l’ageismo è un tema sensibile, ci sono politiche inclusive molto importanti. C’è una differenza enorme rispetto all’Italia». La sfida è portare questa formula da noi. Saremo pronte?

Fonte IODONNA

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